NOI POSSIAMO RESTARE UMANI NEL MONDO DIGITALE

NOI POSSIAMO RESTARE UMANI NEL MONDO DIGITALE

Firmatari recenti
enzo cassi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

  1.  Io penso, dunque posso
    Promuoviamo la consapevolezza dello sviluppo fondato sulla potenza del pensiero, che non può essere subordinato alla tecnologia: prima di dire, di digitare pensiamo a cosa vogliamo esprimere, produrre, fare. A chi vogliamo essere. È l’essere umano che deve dirigere la tecnologia: non è scontato, è una conquista quotidiana che chiede consapevolezza, curiosità, capacità di porsi domande, di stupirsi, di impegnarsi. A partire dai bambini.

  2. Noi siamo relazione
    Favoriamo relazioni autentiche tra bambini, genitori e scuola dove i bambini tornino, in un percorso educativo volto alla costruzione di capacità di ragionamento critico, a sentirsi osservati e accolti, in una  formazione non fondata soltanto sulle performance.

  3. L’educazione digitale non è un Cosa, ma un Come.
    Insegniamo ai bambini Come pensare digitale, ben prima di Cosa fare con il digitale.

  4. La tecnologia non è neutra: l’AI deve essere un’estensione cognitiva, non una delega
    La tecnologia non è mai neutra: produce sempre effetti e reazioni. L’AI in particolare è un meraviglioso strumento in continua evoluzione che dobbiamo imparare a conoscere e utilizzare per espandere le nostre capacità cognitive, non qualcosa a cui delegare i nostri pensieri, le nostre scelte, la nostra vita.

  5. L’errore è un’opportunità di crescita e apprendimento.
    Siamo esseri umani e possiamo sbagliare e proprio nell’errore troviamo l’opportunità di apprendere come processo di crescita. 

  6. Senza amore non c’è futuro
    L’amore non è un sentimento, è una scelta: volere il bene dell’altro anche quando costa, restare quando sarebbe più facile andarsene. Si ama solo ciò che si può perdere — e questo nessuna macchina lo sa. L’empatia si impara, le emozioni si riconoscono. L’amore no. I bambini imparano ad amare perché vengono amati: non è una tecnica educativa, è la condizione di ogni educazione.

  7. Tutto e subito non fa bene: abbiamo una responsabilità verso le nuove generazioni
    Crescere è un percorso complicato che deve passare anche attraverso la frustrazione, le cadute e il mettersi alla prova. La gratificazione immediata è una cattiva maestra. In un tempo digitale dilatato e attrattivo, in cui tutto appare possibile sempre e subito, recuperiamo il senso profondo della parola responsabilità. Come adulti, educatori, genitori, professionisti lo dobbiamo loro. 

    Possiamo restare umani.

    In questo mondo iperconnesso e pochissimo in ascolto, ridiamo voce alla nostra coscienza, intesa come piena consapevolezza di noi stessi, del mondo che ci circonda e della nostra interiorità. Ritroviamo il senso e la direzione nel gioco più bello di tutti, quello della vita.
avatar of the starter
Gennaro CoppolaPromotore della petizione

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Il problema

  1.  Io penso, dunque posso
    Promuoviamo la consapevolezza dello sviluppo fondato sulla potenza del pensiero, che non può essere subordinato alla tecnologia: prima di dire, di digitare pensiamo a cosa vogliamo esprimere, produrre, fare. A chi vogliamo essere. È l’essere umano che deve dirigere la tecnologia: non è scontato, è una conquista quotidiana che chiede consapevolezza, curiosità, capacità di porsi domande, di stupirsi, di impegnarsi. A partire dai bambini.

  2. Noi siamo relazione
    Favoriamo relazioni autentiche tra bambini, genitori e scuola dove i bambini tornino, in un percorso educativo volto alla costruzione di capacità di ragionamento critico, a sentirsi osservati e accolti, in una  formazione non fondata soltanto sulle performance.

  3. L’educazione digitale non è un Cosa, ma un Come.
    Insegniamo ai bambini Come pensare digitale, ben prima di Cosa fare con il digitale.

  4. La tecnologia non è neutra: l’AI deve essere un’estensione cognitiva, non una delega
    La tecnologia non è mai neutra: produce sempre effetti e reazioni. L’AI in particolare è un meraviglioso strumento in continua evoluzione che dobbiamo imparare a conoscere e utilizzare per espandere le nostre capacità cognitive, non qualcosa a cui delegare i nostri pensieri, le nostre scelte, la nostra vita.

  5. L’errore è un’opportunità di crescita e apprendimento.
    Siamo esseri umani e possiamo sbagliare e proprio nell’errore troviamo l’opportunità di apprendere come processo di crescita. 

  6. Senza amore non c’è futuro
    L’amore non è un sentimento, è una scelta: volere il bene dell’altro anche quando costa, restare quando sarebbe più facile andarsene. Si ama solo ciò che si può perdere — e questo nessuna macchina lo sa. L’empatia si impara, le emozioni si riconoscono. L’amore no. I bambini imparano ad amare perché vengono amati: non è una tecnica educativa, è la condizione di ogni educazione.

  7. Tutto e subito non fa bene: abbiamo una responsabilità verso le nuove generazioni
    Crescere è un percorso complicato che deve passare anche attraverso la frustrazione, le cadute e il mettersi alla prova. La gratificazione immediata è una cattiva maestra. In un tempo digitale dilatato e attrattivo, in cui tutto appare possibile sempre e subito, recuperiamo il senso profondo della parola responsabilità. Come adulti, educatori, genitori, professionisti lo dobbiamo loro. 

    Possiamo restare umani.

    In questo mondo iperconnesso e pochissimo in ascolto, ridiamo voce alla nostra coscienza, intesa come piena consapevolezza di noi stessi, del mondo che ci circonda e della nostra interiorità. Ritroviamo il senso e la direzione nel gioco più bello di tutti, quello della vita.
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Petizione creata in data 4 maggio 2026