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La TAP (Trans Adriatic Pipeline) è una multinazionale nata con l’obiettivo di costruire il gasdotto che dovrebbe collegare i giacimenti di gas azeri con la rete italiana, ed europea, del gas. 

Il punto d'arrivo dell'infrastruttura si collocherebbe in Salento, zona a forte vocazione turistica dove è stato speso molto in risorse umane ed economiche negli ultimi anni.

Una struttura industriale del genere mal si concilia con le realtà locali votate all'agricoltura, alla pesca e alle bellezze artistico naturali.

Le piattaforme TAP avvicinandosi alla costa oltre il limite consentito hanno inoltre già distrutto le attrezzature dei pescatori locali in 2 casi, e crediamo che presto arriveranno ulteriori danni al territorio e alle sue comunità se il progetto di costruzione del gasdotto non verrà fermato.

Le comunità locali e noi del Comitato No Tap, abbiamo espresso da subito la nostra contrarietà al progetto ritenendolo dannoso per il precario equilibrio ambientale e perché incompatibile con il nostro modello di sviluppo basato sul turismo, l’agricoltura biologica e la pesca.

I comuni di Melendugno, Vernole, Castrì e Caprarica hanno deliberato all’unanimità la loro contrarietà al progetto, bocciato anche dalla valutazione d’impatto ambientale della Regione Puglia.

Nonostante ciò il consorzio azero di Shah Deniz, un consorzio privato, ha scelto di veicolare il gas proveniente dai propri giacimenti proprio attraverso TAP. 

Dopo l'Ilva, dopo Cerano ecco l'ennesimo tentativo di violazione della costa, del patrimonio, dell'unica vera e inestimabile ricchezza della Puglia, il mare.

La TAP è l'ennesima favola raccontata alla gente comune. Propongono un modello di sviluppo ambiguo, con redistribuzioni delle ricchezze poco chiare e probabili corruzioni. 

L'ILVA ha insegnato che questo non è un modello, sano, sostenibile e economicamente conveniente per le comunità locali. 

L'infrastruttura è secondo noi inutile perché pensata più di 10 anni fa su previsioni di consumi di gas mai raggiunti e che mai verranno raggiunti visto l'aumento di produzione di energia rinnovabile che sta soppiantando i sistemi a ciclo combinato. 

L'infrastruttura non consentirebbe alcun vantaggio economico per gli utenti italiani che continueranno a pagare caro il gas anche se il suo consumo è in calo, essendo legato al prezzo del petrolio. A tuttora inoltre non esiste nessuna condotta di collegamento alla rete nazionale. 

In generale alla luce degli attuali e futuri consumi di gas è decisamente contestabile per noi la decisione di fare dell'Italia un hub del gas per tutta Europa.

Letter to
Ministero dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato
Ministero delle Infrastrutture Maurizio Lupi
#NO_TAP: #SALENTO CONTRO IL #GASDOTTOTAP
La TAP (Trans Adriatic Pipeline) è una multinazionale nata con l’obiettivo di costruire il gasdotto che dovrebbe collegare i giacimenti di gas azeri con la rete italiana, ed europea, del gas.

Il punto d'arrivo dell'infrastruttura si collocherebbe in Salento, zona a forte vocazione turistica dove è stato speso molto in risorse umane ed economiche negli ultimi anni.

Una struttura industriale del genere mal si concilia con le realtà locali votate all'agricoltura, alla pesca e alle bellezze artistico naturali.

Le piattaforme TAP avvicinandosi alla costa oltre il limite consentito hanno inoltre già distrutto le attrezzature dei pescatori locali in 2 casi, e crediamo che presto arriveranno ulteriori danni al territorio e alle sue comunità se il progetto di costruzione del gasdotto non verrà fermato.

Le comunità locali e noi del Comitato No Tap, abbiamo espresso da subito la nostra contrarietà al progetto ritenendolo dannoso per il precario equilibrio ambientale e perché incompatibile con il nostro modello di sviluppo basato sul turismo, l’agricoltura biologica e la pesca.

I comuni di Melendugno, Vernole, Castrì e Caprarica hanno deliberato all’unanimità la loro contrarietà al progetto, bocciato anche dalla valutazione d’impatto ambientale della Regione Puglia.

Nonostante ciò il consorzio azero di Shah Deniz, un consorzio privato, ha scelto di veicolare il gas proveniente dai propri giacimenti proprio attraverso TAP.

Dopo l'Ilva, dopo Cerano ecco l'ennesimo tentativo di violazione della costa, del patrimonio, dell'unica vera e inestimabile ricchezza della Puglia, il mare.

La TAP è l'ennesima favola raccontata alla gente comune. Propongono un modello di sviluppo ambiguo, con redistribuzioni delle ricchezze poco chiare e probabili corruzioni.

L'ILVA ha insegnato che questo non è un modello, sano, sostenibile e economicamente conveniente per le comunità locali.

L'infrastruttura è secondo noi inutile perché pensata più di 10 anni fa su previsioni di consumi di gas mai raggiunti e che mai verranno raggiunti visto l'aumento di produzione di energia rinnovabile che sta soppiantando i sistemi a ciclo combinato.

L'infrastruttura non consentirebbe alcun vantaggio economico per gli utenti italiani che continueranno a pagare caro il gas anche se il suo consumo è in calo, essendo legato al prezzo del petrolio. A tuttora inoltre non esiste nessuna condotta di collegamento alla rete nazionale.
In generale alla luce degli attuali e futuri consumi di gas è decisamente contestabile per noi la decisione di fare dell'Italia un hub del gas per tutta Europa.