NO CPR a TRENTO. Non servono muri, servono soluzioni!

NO CPR a TRENTO. Non servono muri, servono soluzioni!

Firmatari recenti
Pietro Mellano e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

A Trento si discute dell'apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), un luogo dove le persone straniere dovrebbero essere trattenute in attesa di espulsione.

Non si tratta di un carcere, ma di una detenzione amministrativa, che spesso colpisce chi non ha commesso alcun reato, ma vive una condizione di fragilità.

Esperienze da altre città mostrano come i CPR siano luoghi di sofferenza, tensione e disumanizzazione, dove la dignità individuale viene troppo spesso sacrificata in nome di una sicurezza solo apparente, con gravi conseguenze come suicidi e maltrattamenti, dimostrando, con i loro costi elevati e risultati nulli, quanto siano inutili e dannosi per la collettività.

Crediamo che Trento possa e debba scegliere un'altra strada: quella del dialogo, dell'inclusione e del rispetto dei diritti umani e della stessa Costituzione. 

Investire in accoglienza, mediazione e percorsi di integrazione è l'unico modo per costruire una società più sicura e più giusta.

Per questo chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di rinunciare al progetto di apertura di un CPR a Trento e di avviare un confronto pubblico aperto e trasparente.

Firma per dire no al CPR a Trento.

Per una città che non dimentica la propria umanità.

avatar of the starter
Cittadina TrentinaPromotore della petizione

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A Trento si discute dell'apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), un luogo dove le persone straniere dovrebbero essere trattenute in attesa di espulsione.

Non si tratta di un carcere, ma di una detenzione amministrativa, che spesso colpisce chi non ha commesso alcun reato, ma vive una condizione di fragilità.

Esperienze da altre città mostrano come i CPR siano luoghi di sofferenza, tensione e disumanizzazione, dove la dignità individuale viene troppo spesso sacrificata in nome di una sicurezza solo apparente, con gravi conseguenze come suicidi e maltrattamenti, dimostrando, con i loro costi elevati e risultati nulli, quanto siano inutili e dannosi per la collettività.

Crediamo che Trento possa e debba scegliere un'altra strada: quella del dialogo, dell'inclusione e del rispetto dei diritti umani e della stessa Costituzione. 

Investire in accoglienza, mediazione e percorsi di integrazione è l'unico modo per costruire una società più sicura e più giusta.

Per questo chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di rinunciare al progetto di apertura di un CPR a Trento e di avviare un confronto pubblico aperto e trasparente.

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Petizione creata in data 28 ottobre 2025