NO CANILE A VITA, SI STERILIZZAZIONE E REIMMISSIONE!!!!


NO CANILE A VITA, SI STERILIZZAZIONE E REIMMISSIONE!!!!
Il problema
Questa petizione nasce dalla necessità di chiedere al signor Sindaco di Potenza interventi mirati ad arginare l’ormai trentennale fenomeno del randagismo con:
- STERILIZZAZIONI a tappeto di tutti i cani randagi presenti sul territorio;
- RIPRISTINO della figura di “CANE DI QUARTIERE” prevista dalla circolare Veronesi n. 5 del 14 Maggio 2001 e dalla legge regionale, attualmente in vigore, n. 46 del 30 Novembre 2018;
Le motivazioni di tale richiesta sono le seguenti:
- Il fenomeno del randagismo continua ad aumentare nella nostra città, come anche il numero di animali ricoverati in canile, soprattutto di cuccioli, destinati per la maggior parte a vivere a vita in canile con un moltiplicarsi esponenziale delle spese per la nostra cittadinanza.
- Il fenomeno del randagismo non si risolve con accalappiamenti estemporanei di cani e loro reclusione a vita in canile con molti altri sul territorio che proliferano due volte l’anno mettendo al mondo decine di cuccioli che si moltiplicano a loro volta, ma con un'opera sistematica di catture, sterilizzazioni e reimmissioni nel loro luogo di vita;
- Ogni cane accalappiato, sterilizzato e lasciato a vita in canile rappresenta un costo sempre più esoso per noi cittadini moltiplicatosi in questi ultimi decenni e destinato ad aumentare;
- Il canile, come la normativa prevede, dovrebbe essere luogo di passaggio dei cani in attesa di adozione, ma le esigue richieste limitate a pochi cuccioli, condannano di fatto la maggior parte di essi ad una vita dietro le sbarre. A ciò si aggiunge che per cani adulti nati e cresciuti liberi, diventa impossibile una possibilità di adozione in quanto, sebbene di indole docile, mal si adatterebbero ad un contesto domestico e la reclusione a vita potrebbe essere evitata solo con la reimmissione sul territorio di provenienza pressoché suburbano e rurale dove continuerebbero a vivere liberi e accuditi da cittadini e volontari;
- Privare della libertà cani sterilizzati di indole docile, ben integrati nell'ambiente e non pericolosi per l'incolumità delle persone rappresenta un'inutile crudeltà;
- La reimmissione non solo sarebbe la soluzione etologica più corretta, ma consentirebbe altresì alle strutture di ricovero di funzionare davvero (come previsto dalla normativa) da luogo di transito per favorire maggiori sterilizzazioni, eliminando concretamente la possibilità di proliferazione e accogliendo cani non adattati sul territorio o malati promuovendone la loro adozione;
- Con la reimmissione non si andrebbe ad aumentare il numero dei cani sul territorio che rimarrebbe stabile (trattandosi di ritorno nel loro habitat in modo controllato, sterilizzati, chippati) ma si consentirebbero altre catture e sterilizzazioni evitando di fatto la moltiplicazione esponenziale, senza ulteriori aggravi di mantenimento in struttura. In tal modo si assisterebbe negli anni ad una graduale riduzione fino alla completa eliminazione del fenomeno;
- Attualmente abbiamo centinaia di cani sterilizzati in canile per i quali spendiamo migliaia di euro di mantenimento e decine di cagne fertili che continuano a proliferare sul territorio. Considerando che i cani proliferano due volte l'anno con una media di 7-8 cuccioli ogni volta, di cui molte femmine che a loro volta dopo pochi mesi si riproducono, il calcolo diventa facile da farsi;
- Questa gestione del fenomeno ha mostrato un fallimento totale portando ad avere ancora nella nostra città cagne con cuccioli ovunque e centinaia di cani in canile con un'inutile sofferenza soprattutto per quelli nati e cresciuti liberi e spese notevoli per noi tutti.
La nostra proposta: sterilizzazione a tappeto di tutti i cani randagi e reimmissione nel loro habitat!!!

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Il problema
Questa petizione nasce dalla necessità di chiedere al signor Sindaco di Potenza interventi mirati ad arginare l’ormai trentennale fenomeno del randagismo con:
- STERILIZZAZIONI a tappeto di tutti i cani randagi presenti sul territorio;
- RIPRISTINO della figura di “CANE DI QUARTIERE” prevista dalla circolare Veronesi n. 5 del 14 Maggio 2001 e dalla legge regionale, attualmente in vigore, n. 46 del 30 Novembre 2018;
Le motivazioni di tale richiesta sono le seguenti:
- Il fenomeno del randagismo continua ad aumentare nella nostra città, come anche il numero di animali ricoverati in canile, soprattutto di cuccioli, destinati per la maggior parte a vivere a vita in canile con un moltiplicarsi esponenziale delle spese per la nostra cittadinanza.
- Il fenomeno del randagismo non si risolve con accalappiamenti estemporanei di cani e loro reclusione a vita in canile con molti altri sul territorio che proliferano due volte l’anno mettendo al mondo decine di cuccioli che si moltiplicano a loro volta, ma con un'opera sistematica di catture, sterilizzazioni e reimmissioni nel loro luogo di vita;
- Ogni cane accalappiato, sterilizzato e lasciato a vita in canile rappresenta un costo sempre più esoso per noi cittadini moltiplicatosi in questi ultimi decenni e destinato ad aumentare;
- Il canile, come la normativa prevede, dovrebbe essere luogo di passaggio dei cani in attesa di adozione, ma le esigue richieste limitate a pochi cuccioli, condannano di fatto la maggior parte di essi ad una vita dietro le sbarre. A ciò si aggiunge che per cani adulti nati e cresciuti liberi, diventa impossibile una possibilità di adozione in quanto, sebbene di indole docile, mal si adatterebbero ad un contesto domestico e la reclusione a vita potrebbe essere evitata solo con la reimmissione sul territorio di provenienza pressoché suburbano e rurale dove continuerebbero a vivere liberi e accuditi da cittadini e volontari;
- Privare della libertà cani sterilizzati di indole docile, ben integrati nell'ambiente e non pericolosi per l'incolumità delle persone rappresenta un'inutile crudeltà;
- La reimmissione non solo sarebbe la soluzione etologica più corretta, ma consentirebbe altresì alle strutture di ricovero di funzionare davvero (come previsto dalla normativa) da luogo di transito per favorire maggiori sterilizzazioni, eliminando concretamente la possibilità di proliferazione e accogliendo cani non adattati sul territorio o malati promuovendone la loro adozione;
- Con la reimmissione non si andrebbe ad aumentare il numero dei cani sul territorio che rimarrebbe stabile (trattandosi di ritorno nel loro habitat in modo controllato, sterilizzati, chippati) ma si consentirebbero altre catture e sterilizzazioni evitando di fatto la moltiplicazione esponenziale, senza ulteriori aggravi di mantenimento in struttura. In tal modo si assisterebbe negli anni ad una graduale riduzione fino alla completa eliminazione del fenomeno;
- Attualmente abbiamo centinaia di cani sterilizzati in canile per i quali spendiamo migliaia di euro di mantenimento e decine di cagne fertili che continuano a proliferare sul territorio. Considerando che i cani proliferano due volte l'anno con una media di 7-8 cuccioli ogni volta, di cui molte femmine che a loro volta dopo pochi mesi si riproducono, il calcolo diventa facile da farsi;
- Questa gestione del fenomeno ha mostrato un fallimento totale portando ad avere ancora nella nostra città cagne con cuccioli ovunque e centinaia di cani in canile con un'inutile sofferenza soprattutto per quelli nati e cresciuti liberi e spese notevoli per noi tutti.
La nostra proposta: sterilizzazione a tappeto di tutti i cani randagi e reimmissione nel loro habitat!!!

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Petizione creata in data 26 settembre 2022