

No alla stretta sulle imbarcazioni UE
Il problema
Il DDL "Valorizzazione della risorsa mare" rischia di assestare un duro colpo ai diportisti italiani. La norma impone obblighi di certificazioni e visite tecniche alle imbarcazioni con bandiera europea di residenti italiani.
Perché questa norma è ingiusta?
Inutile duplicazione burocratica: Gli armatori che scelgono bandiere estere comunitarie dichiarano già le proprie unità tramite il quadro RW.
Violazione dei principi UE: Imporre standard tecnici nazionali a beni registrati in altri Stati membri viola il principio del mutuo riconoscimento e della libera circolazione all'interno dell'Unione Europea.
Danno economico: Migliaia di diportisti saranno costretti ad affrontare costi ingenti per alaggi, visite tecniche e sostituzione di dotazioni di sicurezza (spesso già valide secondo gli standard internazionali ISO/MED) solo per assecondare una norma protezionistica.
Collasso del sistema: Gli Enti Tecnici e le Capitanerie non saranno in grado di gestire migliaia di visite tecniche in pochi mesi, con il rischio di vedere le barche bloccate in banchina.
Cosa chiediamo:
Chiediamo al Governo e alla Camera dei Deputati di:
- Stralciare o emendare l'obbligo di certificazione nazionale per le unità iscritte in registri UE.
- Semplificare il Registro Italiano (STED) per renderlo competitivo con i partner europei.

Vittoria
Il problema
Il DDL "Valorizzazione della risorsa mare" rischia di assestare un duro colpo ai diportisti italiani. La norma impone obblighi di certificazioni e visite tecniche alle imbarcazioni con bandiera europea di residenti italiani.
Perché questa norma è ingiusta?
Inutile duplicazione burocratica: Gli armatori che scelgono bandiere estere comunitarie dichiarano già le proprie unità tramite il quadro RW.
Violazione dei principi UE: Imporre standard tecnici nazionali a beni registrati in altri Stati membri viola il principio del mutuo riconoscimento e della libera circolazione all'interno dell'Unione Europea.
Danno economico: Migliaia di diportisti saranno costretti ad affrontare costi ingenti per alaggi, visite tecniche e sostituzione di dotazioni di sicurezza (spesso già valide secondo gli standard internazionali ISO/MED) solo per assecondare una norma protezionistica.
Collasso del sistema: Gli Enti Tecnici e le Capitanerie non saranno in grado di gestire migliaia di visite tecniche in pochi mesi, con il rischio di vedere le barche bloccate in banchina.
Cosa chiediamo:
Chiediamo al Governo e alla Camera dei Deputati di:
- Stralciare o emendare l'obbligo di certificazione nazionale per le unità iscritte in registri UE.
- Semplificare il Registro Italiano (STED) per renderlo competitivo con i partner europei.

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Petizione creata in data 10 aprile 2026



