
Care sostenitrici e cari sostenitori,
siamo vicinissimi a un traguardo straordinario: quasi 100.000 firme. Non possono non ascoltarci. Quello che chiediamo è semplice: proteggere Cala Finanza e garantire che il futuro di questo luogo venga deciso nel rispetto delle regole, del paesaggio, della costa e dell’interesse collettivo. Ma non solo: oggi questa battaglia ha un carattere generale, ponendosi a difesa definitiva di tutte le coste sarde fino ad almeno 300 metri dal mare, come d’altro canto le norme già prevedono, con libero accesso per tutti e zero cemento.
Mentre stavamo scrivendo questo comunicato, sono arrivate due news importantissime dal Consiglio Comunale di Loiri Porto San Paolo, che era in corso.
Comunicate le dimissioni dell'Assessore al turismo Riccardo Biancu. Ricordiamo che Riccardo Biancu è il fratello di Alberto Biancu, CEO (legale rappresentante) e socio di minoranza della Tavolara Bay mediante una società immobiliare con un capitale di 250.000 euro. Al di là di ogni congettura, questo collegamento tra il Comune e la Tavolara Bay rappresenta quantomeno una gravissima mancanza di opportunità. Le dimissioni dovute ma tardive non sanano nulla al momento. Aspettiamo la marcia indietro della Tavolara Bay e preghiamo la Regione di non cedere di un millimetro alla Tavolara Bay e a Thiago Alonso De Oliveira (CEO dei Brasiliani) che continua a fare comunicati stampa su importanti giornali sardi senza alcun contraddittorio. Bah..
La revoca della Delibera 50. Il sindaco Lai ha annunciato la marcia indietro sulla delibera 50 con cui, nel novembre 2025, aveva riclassificato l’area di Cala Finanza nell’ambito del progetto turistico presentato dalla Tavolara Bay srl. Secondo quanto dichiarato da Lai, la decisione è maturata dopo che l’ufficio tecnico comunale ha accertato alcuni interventi non autorizzati eseguiti dai privati nell’area interessata dal progetto. Circostanza che, secondo il sindaco, avrebbe fatto venir meno le condizioni alla base del provvedimento approvato dal Consiglio.
Sia le dimissioni che la revoca della delibera 50 saranno formalmente sottoposte all’aula nella seduta convocata per martedì 30 giugno. Incrociamo le dita!
La questione di Cala Finanza, di dominio oramai nazionale, ha richiamato nella famosa seduta del consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo indetta dal sindaco Lai il 19 giugno, cariche politiche ed istituzionali di altissimo rilievo: la presidente della Sardegna Alessandra Todde, l’assessore alla programmazione economica e vicepresidente Giuseppe Meloni (originario di Loiri Porto San Paolo), l’assessora del lavoro Desirè Manca, il senatore Licheri, il senatore Scanu e altri importanti referenti istituzionali (Anci Sardegna, Questura e Agenzia Forestale). Vi suggeriamo di vedere il video della seduta del Consiglio comunale del 19/06/2026, una registrazione completa di tutti gli interventi. Ecco il link : https://www.youtube.com/live/PB9UKNsNMx0?feature=shared&cbrd=1 .
Proprio la presidente Todde, a conclusione dei lavori e delle discussioni non prive di tensioni, ha dichiarato che, a costo di arrivare fino alla Corte Costituzionale, la Regione non si sarebbe fermata e si è detta certa della vittoria contro il progetto della Tavolara Bay e contro il meccanismo ZES. Ha anche ricordato, infine, che la Tavolara Bay sarà obbligata al ripristino di tutte le opere abusive realizzate.
L’8 luglio la parola passerà al TAR, sperando in una vittoria della Sardegna e nella sopravvivenza sacra delle sue coste, che dovrebbero essere un patrimonio da rispettare e valorizzare nel giusto modo. Da sottolineare anche la presenza del GRIG a sostegno della Regione: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2026/06/16/il-grig-al-tar-in-difesa-del-paesaggio-e-della-legalita/
Rispetto alla posizione del Comune di Loiri Porto San Paolo, il sindaco Lai ha dichiarato che la Delibera 50 del 25/11/2025 (la delibera oggetto di forti accuse per l'ipotesi di essere stata la leva su cui è stato avviato il tutto) è stata una sorta di compromesso obbligatorio; non potendo il Comune fermare la procedura ZES, ha infatti imposto dei paletti per evitare almeno le conseguenze peggiori sull’area oggetto del contendere. L’obiettivo politico del Comune, ha dichiarato il sindaco, è stato quello di garantire quantomeno nessun aumento di cubatura, il libero accesso alle spiagge e il passaggio da Zona H a Zona F4 anziché F2 (quest’ultima ancora non confermata da alcun documento). Il sindaco ha anche dichiarato che potrebbe ritirare la 50 in autotutela, se necessario.
Noi non possiamo che confermare che il meccanismo della ZES è veramente assurdo, in quanto decide a livello centrale su problematiche e competenze locali, aggirando anche la normativa di tutela prevista. Detto questo, riteniamo che il Comune avrebbe potuto fare qualcosa in più, in coerenza con tutti gli altri enti che hanno detto no. In fondo, le ragioni per dire un "no" chiaro e coraggioso avevano basi normative solide, sicuramente molto più solide delle ragioni alla base della promozione del progetto Tavolara Bay, così come riportato nella delibera 50.
Il comportamento della Tavolara Bay, poi, con l’avvio immediato di abusi edilizi e la distruzione di macchia mediterranea, è l’ennesima conferma del fatto che dobbiamo stare attenti a fidarci di chi si muove esclusivamente per denaro, perché il suo unico obiettivo è fare altri soldi, in spregio a ogni regola e senza alcun rispetto per la nostra terra.
Detto questo, ci è dispiaciuto sentire dal sindaco Lai di aver subito minacce personali e insulti privi di senso; la nostra battaglia non è né contro il sindaco Lai né contro il Comune di Loiri Porto San Paolo. La nostra battaglia è per difendere, oggi, Cala Finanza, e se riteniamo l’operato dei politici da noi eletti errato e migliorabile, lo faremo presente, anche ad alta voce se serve. Anche questa è democrazia. Chiediamo però a tutti, innanzitutto, di leggere gli atti, informarsi bene e protestare, se lo ritengono necessario, sempre con un alto senso di civiltà. Noi siamo a disposizione per fornire chiarimenti su ogni argomento e per ricevere suggerimenti e critiche nell'ottica di uno scambio civile.
Comunque, al di là delle beghe tra maggioranza e minoranza, dall'incontro è emersa una volontà condivisa: difendere il territorio e garantire che ogni decisione futura avvenga nel pieno rispetto delle norme che tutelano il paesaggio della Sardegna e il valore unico delle sue coste. Noi confermiamo ancora il nostro totale appoggio alla Regione e al GRIG per l’8 luglio
È utile tornare anche su uno degli aspetti che ha generato maggiore confusione in queste settimane: la sovrapposizione tra due progetti diversi o, per meglio dire, tra due fasi di un unico progetto, poiché il protagonista è lo stesso, la Tavolara Bay. È importante comprenderlo, perché molto spesso vengono raccontati come se fossero la stessa cosa. Abbiamo spiegato questa dinamica in questo aggiornamento: https://www.change.org/p/no-alla-speculazione-delle-coste-sarde-difendiamo-cala-finanza-9bf51974-9913-4ccd-a35a-317fc431f93d/u/34796815 Comunque, repetita iuvant!
Il progetto della Tavolara Bay è diviso in due fasi:
- Prima fase - Cala Finanza (IN CORSO)
- Seconda fase - Loiri Porto San Paolo “Lu Stagnu”
La prima fase a Cala Finanza (e solo a Cala Finanza!) prevede:
- Un albergo, attraverso il cambio di destinazione d’uso della villa esistente e delle sue pertinenze (da A7 e C3 a ricettiva/albergo D2);
- La ristrutturazione degli immobili esistenti senza aumento di volumetria;
- L’installazione di strutture ricettive amovibili nell’ambito di un progetto di glamping (7 moduli);
- Pedane rimovibili per i sentieri nelle calette;
- Tutti gli annessi e connessi di un progetto del genere.
La seconda fase a Loiri Porto San Paolo "Lu Stagnu" (dalla 125 fino ad arrivare sulla costa) al momento pare essere solo promossa come progetto futuro e prevede:
- Un resort di lusso;
- Ville private di lusso;
- Ristoranti;
- Un campo da golf;
- Un eliporto;
- Ulteriori servizi dedicati all’ospitalità di fascia alta.
Al momento, la battaglia in corso che sta coinvolgendo tutti i livelli istituzionali e la cittadinanza è relativa esclusivamente alla prima fase. Sulla seconda fase, al momento, la Tavolara Bay (ma soprattutto la casa madre brasiliana JHSF) sta pubblicando brochure, metaplan e finanche ricerche di lavoro per i soliti profili di bassa qualifica. Ha acquistato anche qui fabbricati e terreni ma durante il consiglio comunale del 19, ci è stato confermato dal sindaco e dal vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni che questo progetto è “carta straccia”, perché non è arrivato nulla agli atti. Noi speriamo che rimanga tale.
Detto questo, noi continuiamo la nostra battaglia con un elevato livello di preoccupazione, perché il problema non riguarda soltanto ciò che sta avvenendo oggi; a noi sembra che sia comunque in atto un progetto molto complesso ad opera dei brasiliani. Nella visione illustrata dai promotori, Cala Finanza non sarebbe un intervento isolato, ma la componente di una destinazione turistica più ampia, pensata per integrarsi con il futuro sviluppo previsto nell'area di Porto San Paolo.
E veniamo alle altre due potenziali nuove fasi dei brasiliani, che confermano il grandissimo interesse che hanno verso le nostre coste e il nostro mare. Si tratta di due fasi che sono ancora allo stato latente, ma che ci invitano a vigilare attentamente sul posto e sui prossimi passi.
Terza fase! (Promozione in corso sui social con inaugurazione prevista per il 1 luglio) È stata lanciata, ad opera dei brasiliani, la promozione di una flotta esclusiva di 12 yacht destinata agli ospiti Fasano Sardegna. Secondo quanto comunicato dalla stessa JHSF, queste imbarcazioni dovrebbero offrire servizi e collegamenti dedicati tra il mare, Tavolara e le strutture del marchio, diventando parte integrante dell'esperienza turistica proposta dal gruppo. Ricordiamoci che il Golfo di Tavolara è un'area marina protetta…
Quarta fase! (Solo acquisti di fabbricati in corso) Se a questo aggiungiamo quello che sta accadendo a Tavolara, con gli acquisti effettuati sempre dalla società omonima (fabbricati di vario tipo ), allora a ragion veduta dobbiamo temere una sorta di intervento globale di lusso all’interno del golfo di Tavolara che — ricordiamolo, molti se ne dimenticano — rientra in un’area marina protetta.
#La nostra posizione!
- No al progetto di Cala Finanza, senza se e senza ma. Chiediamo l’annullamento di tutto quanto avviato, compreso e soprattutto il cambio di destinazione d’uso degli immobili da ville e stalle in albergo, in quanto riteniamo gravissimo che nel 2026 si autorizzi un albergo sopra una perla rara come Cala Finanza. E non è una questione di volumetria: riteniamo inaccettabile che un edificio accatastato come villa e con pertinenze accatastate come stalle — già di per sé una vergogna in una zona del genere — possa poi essere autorizzato a diventare addirittura un albergo, con tutti i carichi antropici che ne conseguono.
- Demolizione e ripristino delle opere abusive e degli scempi condotti a Cala Finanza ad opera della Tavolara Bay, con la conseguente iscrizione nella Black List della società, per bloccare una volta per tutte chi deturpa il nostro territorio.
- Stop al modello di sviluppo dedito al turismo ricettivo e di lusso fatto di cemento, posti letto e carichi esagerati in estate su risorse e infrastrutture, con conseguente desertificazione invernale.
- Massima vigilanza sulle altre fasi del progetto per difendere i 300 metri dalla costa!
- Stop alla ZES! Meccanismo perverso di accentramento di decisioni che devono invece rimanere nei luoghi deputati a valorizzarli e difenderli. Questo strumento, nato per accelerare gli investimenti, può ridurre il peso delle norme urbanistiche e paesaggistiche costruite negli anni per proteggere il territorio sardo. Se in un’area così delicata si possono percorrere procedure straordinarie nonostante i pareri negativi espressi dagli enti preposti alla tutela del paesaggio, quale sarà il futuro delle altre aree costiere della Sardegna?
La vera ricchezza della nostra isola è il suo paesaggio, la sua autenticità, la sua identità. Cala Finanza è uno di quei luoghi. Un luogo che non ha bisogno di diventare altro per avere valore. Un tratto di costa che merita di essere custodito, rispettato e tramandato alle generazioni future così come lo abbiamo conosciuto. La forza di questa mobilitazione non appartiene a un’associazione, a un partito o a un singolo gruppo. Appartiene a tutti noi.
A chi ha firmato.
A chi ha condiviso.
A chi ha dedicato tempo ed energie per informare e sensibilizzare.
Ogni firma in più è un messaggio chiaro: Cala Finanza non è solo un punto sulla mappa della Sardegna. È un patrimonio collettivo di natura, paesaggio e bellezza che merita rispetto, tutela e futuro.
Grazie per essere al nostro fianco. Continuiamo insieme questa battaglia.