

No alla riapertura dell'ex cava di Santa Lucia a Roccaforte Mondovì
Il problema
Il Comitato Ama il tuo paese ha bisogno del tuo aiuto per chiedere agli amministratori della provincia di Cuneo e a tutti gli enti coinvolti nella decisione, di non approvare il progetto di riattivazione dell'ex cava di S. Lucia a Roccaforte Mondovì. Si tratta di una ex cava ormai quasi del tutto rinaturalizzata spontaneamente a ridosso della borgata Rulfi, tuttora stabilmente abitata, e del cinquecentesco Santuario di S. Lucia, già luogo del cuore del FAI. Nell'intorno esiste un Vincolo paesaggistico ed artistico riconosciuto a suo tempo dalla Regione Piemonte che attesta la valenza della zona, detta "il Momburgo", ricca di grotte, percorsi devozionali, sentieri panoramici, monumenti, sorgenti e boschi. Nel caso della riapertura dell'attività estrattiva verrebbero abbattuti più di 5000 alberi ed estratti 1.220.000 metri cubi di materiale roccioso. Questo significherebbe alterare il paesaggio e la sua ricca biodiversità, mettere a rischio la salute pubblica per le polveri generate dalle lavorazioni e per l'inquinamento sia ambientale sia acustico dovuto al traffico pesante.

341
Il problema
Il Comitato Ama il tuo paese ha bisogno del tuo aiuto per chiedere agli amministratori della provincia di Cuneo e a tutti gli enti coinvolti nella decisione, di non approvare il progetto di riattivazione dell'ex cava di S. Lucia a Roccaforte Mondovì. Si tratta di una ex cava ormai quasi del tutto rinaturalizzata spontaneamente a ridosso della borgata Rulfi, tuttora stabilmente abitata, e del cinquecentesco Santuario di S. Lucia, già luogo del cuore del FAI. Nell'intorno esiste un Vincolo paesaggistico ed artistico riconosciuto a suo tempo dalla Regione Piemonte che attesta la valenza della zona, detta "il Momburgo", ricca di grotte, percorsi devozionali, sentieri panoramici, monumenti, sorgenti e boschi. Nel caso della riapertura dell'attività estrattiva verrebbero abbattuti più di 5000 alberi ed estratti 1.220.000 metri cubi di materiale roccioso. Questo significherebbe alterare il paesaggio e la sua ricca biodiversità, mettere a rischio la salute pubblica per le polveri generate dalle lavorazioni e per l'inquinamento sia ambientale sia acustico dovuto al traffico pesante.

Voci dei sostenitori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 17 agosto 2026