NO ALLA RECLUSIONE DEI VECCHI E DEGLI INUTILI IMPOSTA PER LEGGE


NO ALLA RECLUSIONE DEI VECCHI E DEGLI INUTILI IMPOSTA PER LEGGE
Il problema
BASTA CON "LA PRIGIONIA DEI VECCHI E DEGLI 'INUTILI", IMPOSTA PER LEGGE. FIRMA, INFORMATI, PUO' ACCADERE ANCHE A TE.
FIRMA ANCHE TU CONTRO L’INTRUSIONE GIUDIZIARIA NELLA VITA DEI SOGGETTI VULNERABILI. NON SONO DEI CRIMINALI, NON DEVONO METTERE PIEDE NEI TRIBUNALI.
Esiste una legge, la n. 6 del 2004, che accomuna – ai fini della tutela giudiziaria – “anziani con qualche ombra”, tossicodipendenti, psicotici gravi, ludopatici, alcolizzati. Tutto costoro, secondo questa legge, hanno bisogno di un “amministratore di sostegno”. Ma non è specificato, in questa legge, cosa debba fare in concreto l’ads (acronimo di amministratore di sostegno). La legge parla genericamente di “tutelare gli interessi” dell’amministrato. Quali sono questi interessi? Non è spiegato.
In primis, di fatto, sono i soldi, che deve gestire l’ads. Ma l’ads si è preso il potere, assegnatogli dai giudici tutelari, di gestire l’intera vita della persona ritenuta fragile.
Questa legge, così vaga e omnicomprensiva, ha dato spazio, negli anni, ad abusi di ogni genere. Come può una singola persona decidere quale sia il “bene” di un’altra? E il concetto di bene è quanto di più vago ci sia.
Il risultato è “la prigionia dei vecchi e degli inutili”, in balia delle decisioni di un ads. Il risultato è che migliaia di anziani, che hanno l’unica colpa di essere vecchi “con qualche ombra” vengono internati a migliaia ogni giorno in strutture. L’ultimo parcheggio in attesa della morte.
Ecco il Manifesto che invieremo al Capo dello Stato per porre fine a questo scempio. Firma anche tu, non ti voltare dall’altra parte. Può succedere anche a te, se ti troverai in difficoltà, di avere un amministratore di sostegno.
LA STRAGE DEI VECCHI E DEGLI “INUTILI”.
PER IL LORO “BENE”.
FIRMA ANCHE TU CONTRO L’INTRUSIONE GIUDIZIARIA
NELLA VITA DEI SOGGETTI VULNERABILI
Dal 2004 esiste una legge, la n. 6/2004, che ha introdotto la possibilità, per le persone che “per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi”, della nomina di un Amministratore di sostegno, con il conseguente instaurarsi di uno stretto controllo giudiziario sulla vita di anziani e soggetti vulnerabili.
A distanza di quasi 20 anni, questa legge sta mostrando gravi crepe: agli Amministratori di sostegno viene attribuito, nei decreti di nomina emessi dai Giudici tutelari, ogni potere. Possono vendere le proprietà degli amministrati, decidere dove devono vivere (non a casa loro, ma in strutture), isolarli dal mondo; possono spezzare legami affettivi decennali, sottrarli alle famiglie, a compagni/e di fatto, amici. Spesso si sostituiscono in toto all’amministrato in ogni decisione economica e/o sanitaria che li riguardi e ne amministrano beni, conto corrente, proprietà, salute.
Non era questo l’intento della legge, che mirava a una custodia amorevole e personalizzata. Nei fatti, l’amministrazione di sostegno si è rivelata un’interdizione mascherata. Affidare centinaia di migliaia di vite a una giustizia già ingolfata, ha comportato enormi abusi che nessuno impedisce. Anzi, autorizzati per legge.
Non c’è più tempo. Questa legge va radicalmente rivista per salvare le vite di troppe persone private, di fatto, di ogni diritto. Persone ricoverate contro la loro volontà con “fine pena mai”. Detenuti senza alcun processo, con l’unica colpa di avere una qualche “menomazione fisica o psichica, anche parziale o temporanea che li priva in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana”, destinati a vivere l’ergastolo ostativo fino alla morte.
L’associazione radicale “Diritti alla Follia” ha elaborato una organica Proposta di Riforma, al momento ferma, in attesa che il Governo la prenda in considerazione, e che mira a:
1) Garantire il diritto alla difesa, per legge, a chiunque sia oggetto di un ricorso per la nomina di un Amministratore di sostegno. Ricorsi troppo spesso basati su affermazioni generiche senza alcuna prova in supporto. Tipico esempio: “la prodigalità forsennata”.
2) Togliere a un unico Giudice monocratico il potere di decidere sulla vita di una persona, e affidarlo a un Collegio, composto anche da figure specialistiche in materia di disabilità;
3) Stabilire, per gli Amministratori di sostegno, l’obbligo tassativo di non avere in carico più di 1 beneficiario;
4) Riconoscere al beneficiario il diritto ad essere direttamente sentito dal Giudice tutelare;
5) Equiparare, in ordine ai rapporti affettivi da preservare, congiunti di fatto e amici di lunga data, ai congiunti di sangue.
Questo è il nostro manifesto, che raccoglie anche l’urlo silenzioso di chi dice: “Voglio morire a casa mia, non rinchiudermi”.
Firma anche tu, se sei d’accordo, per chiedere al Governo di rivedere la legge 6/2004.
Link utili:
https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2021/06/La-realta-dellamm-di-sostegno-in-Italia.pdf
https://dirittiallafollia.it/2022/11/16/proposta-di-riforma-amministrazione-di-sostegno/

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Il problema
BASTA CON "LA PRIGIONIA DEI VECCHI E DEGLI 'INUTILI", IMPOSTA PER LEGGE. FIRMA, INFORMATI, PUO' ACCADERE ANCHE A TE.
FIRMA ANCHE TU CONTRO L’INTRUSIONE GIUDIZIARIA NELLA VITA DEI SOGGETTI VULNERABILI. NON SONO DEI CRIMINALI, NON DEVONO METTERE PIEDE NEI TRIBUNALI.
Esiste una legge, la n. 6 del 2004, che accomuna – ai fini della tutela giudiziaria – “anziani con qualche ombra”, tossicodipendenti, psicotici gravi, ludopatici, alcolizzati. Tutto costoro, secondo questa legge, hanno bisogno di un “amministratore di sostegno”. Ma non è specificato, in questa legge, cosa debba fare in concreto l’ads (acronimo di amministratore di sostegno). La legge parla genericamente di “tutelare gli interessi” dell’amministrato. Quali sono questi interessi? Non è spiegato.
In primis, di fatto, sono i soldi, che deve gestire l’ads. Ma l’ads si è preso il potere, assegnatogli dai giudici tutelari, di gestire l’intera vita della persona ritenuta fragile.
Questa legge, così vaga e omnicomprensiva, ha dato spazio, negli anni, ad abusi di ogni genere. Come può una singola persona decidere quale sia il “bene” di un’altra? E il concetto di bene è quanto di più vago ci sia.
Il risultato è “la prigionia dei vecchi e degli inutili”, in balia delle decisioni di un ads. Il risultato è che migliaia di anziani, che hanno l’unica colpa di essere vecchi “con qualche ombra” vengono internati a migliaia ogni giorno in strutture. L’ultimo parcheggio in attesa della morte.
Ecco il Manifesto che invieremo al Capo dello Stato per porre fine a questo scempio. Firma anche tu, non ti voltare dall’altra parte. Può succedere anche a te, se ti troverai in difficoltà, di avere un amministratore di sostegno.
LA STRAGE DEI VECCHI E DEGLI “INUTILI”.
PER IL LORO “BENE”.
FIRMA ANCHE TU CONTRO L’INTRUSIONE GIUDIZIARIA
NELLA VITA DEI SOGGETTI VULNERABILI
Dal 2004 esiste una legge, la n. 6/2004, che ha introdotto la possibilità, per le persone che “per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi”, della nomina di un Amministratore di sostegno, con il conseguente instaurarsi di uno stretto controllo giudiziario sulla vita di anziani e soggetti vulnerabili.
A distanza di quasi 20 anni, questa legge sta mostrando gravi crepe: agli Amministratori di sostegno viene attribuito, nei decreti di nomina emessi dai Giudici tutelari, ogni potere. Possono vendere le proprietà degli amministrati, decidere dove devono vivere (non a casa loro, ma in strutture), isolarli dal mondo; possono spezzare legami affettivi decennali, sottrarli alle famiglie, a compagni/e di fatto, amici. Spesso si sostituiscono in toto all’amministrato in ogni decisione economica e/o sanitaria che li riguardi e ne amministrano beni, conto corrente, proprietà, salute.
Non era questo l’intento della legge, che mirava a una custodia amorevole e personalizzata. Nei fatti, l’amministrazione di sostegno si è rivelata un’interdizione mascherata. Affidare centinaia di migliaia di vite a una giustizia già ingolfata, ha comportato enormi abusi che nessuno impedisce. Anzi, autorizzati per legge.
Non c’è più tempo. Questa legge va radicalmente rivista per salvare le vite di troppe persone private, di fatto, di ogni diritto. Persone ricoverate contro la loro volontà con “fine pena mai”. Detenuti senza alcun processo, con l’unica colpa di avere una qualche “menomazione fisica o psichica, anche parziale o temporanea che li priva in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana”, destinati a vivere l’ergastolo ostativo fino alla morte.
L’associazione radicale “Diritti alla Follia” ha elaborato una organica Proposta di Riforma, al momento ferma, in attesa che il Governo la prenda in considerazione, e che mira a:
1) Garantire il diritto alla difesa, per legge, a chiunque sia oggetto di un ricorso per la nomina di un Amministratore di sostegno. Ricorsi troppo spesso basati su affermazioni generiche senza alcuna prova in supporto. Tipico esempio: “la prodigalità forsennata”.
2) Togliere a un unico Giudice monocratico il potere di decidere sulla vita di una persona, e affidarlo a un Collegio, composto anche da figure specialistiche in materia di disabilità;
3) Stabilire, per gli Amministratori di sostegno, l’obbligo tassativo di non avere in carico più di 1 beneficiario;
4) Riconoscere al beneficiario il diritto ad essere direttamente sentito dal Giudice tutelare;
5) Equiparare, in ordine ai rapporti affettivi da preservare, congiunti di fatto e amici di lunga data, ai congiunti di sangue.
Questo è il nostro manifesto, che raccoglie anche l’urlo silenzioso di chi dice: “Voglio morire a casa mia, non rinchiudermi”.
Firma anche tu, se sei d’accordo, per chiedere al Governo di rivedere la legge 6/2004.
Link utili:
https://dirittiallafollia.it/wp-content/uploads/2021/06/La-realta-dellamm-di-sostegno-in-Italia.pdf
https://dirittiallafollia.it/2022/11/16/proposta-di-riforma-amministrazione-di-sostegno/

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Petizione creata in data 1 maggio 2023