NO alla privatizzazione, totale o parziale, della RAI bene comune. NO anche all'occupazione dei partiti. Subito una riforma che dia ai cittadini e agli utenti un controllo delle nomine.


NO alla privatizzazione, totale o parziale, della RAI bene comune. NO anche all'occupazione dei partiti. Subito una riforma che dia ai cittadini e agli utenti un controllo delle nomine.
Il problema
Per decenni la RAI è stata privatizzata: metà ai partiti, l'altra metà ai pubblicitari. Gli uni e gli altri hanno cercato di farne uno strumento docile per i loro interessi. Lottizzandola i primi, riempiendola di "spazzatura" i secondi, in concorrenza con Mediaset. A dispetto delle convenzioni e dei contratti di servizio che la vorrebbero al servizio dei cittadini, la RAI non è mai stata un vero servizio pubblico. Lo sanno tutti come utenti, io lo so un po' di più perché ci ho lavorato trent'anni. "No, non è la BBC", cantavamo qualche hanno fa, con invidia. Poi dall'invidia sono nate delle proposte di legge, che ancora, in Parlamento, nessuno prova almeno a discutere. Svendere ora la RAI, sia pure in parte, non vuol dire solo spegnere la speranza di fare di questa nostra azienda un vero servizio pubblico che, sul modello della BBC e di altre televisioni europee, metta la qualità professionale al di sopra dei profitti. Vuol dire anche rinunciare all'effetto trainante che la concorrenza del servizio pubblico può esercitare sulla tv commerciale, lasciare campo libero ai produttori di "spazzatura". Articolo 21, con la collaborazione di altre libere associazioni di cittadini e di un gruppo di parlamentari che ad essa fanno riferimento, ha giurato di opporsi, con ogni mezzo, ad ogni forma, vecchia o nuova, di privatizzazione e fare finalmente della RAI un bene comune . Diamoci una mano.(nandocan).

Il problema
Per decenni la RAI è stata privatizzata: metà ai partiti, l'altra metà ai pubblicitari. Gli uni e gli altri hanno cercato di farne uno strumento docile per i loro interessi. Lottizzandola i primi, riempiendola di "spazzatura" i secondi, in concorrenza con Mediaset. A dispetto delle convenzioni e dei contratti di servizio che la vorrebbero al servizio dei cittadini, la RAI non è mai stata un vero servizio pubblico. Lo sanno tutti come utenti, io lo so un po' di più perché ci ho lavorato trent'anni. "No, non è la BBC", cantavamo qualche hanno fa, con invidia. Poi dall'invidia sono nate delle proposte di legge, che ancora, in Parlamento, nessuno prova almeno a discutere. Svendere ora la RAI, sia pure in parte, non vuol dire solo spegnere la speranza di fare di questa nostra azienda un vero servizio pubblico che, sul modello della BBC e di altre televisioni europee, metta la qualità professionale al di sopra dei profitti. Vuol dire anche rinunciare all'effetto trainante che la concorrenza del servizio pubblico può esercitare sulla tv commerciale, lasciare campo libero ai produttori di "spazzatura". Articolo 21, con la collaborazione di altre libere associazioni di cittadini e di un gruppo di parlamentari che ad essa fanno riferimento, ha giurato di opporsi, con ogni mezzo, ad ogni forma, vecchia o nuova, di privatizzazione e fare finalmente della RAI un bene comune . Diamoci una mano.(nandocan).

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Petizione creata in data 23 novembre 2013