No alla partecipazione ufficiale della Russia alla Biennale Arte 2026

Firmatari recenti
Platform of Civic, Anti-War and Humanitarian Initiatives e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Al Direttore Generale della Biennale di Venezia,  Andrea Del Mercato

Al Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco

 Al Ministro della cultura, Alessandro Giuli

 

No alla partecipazione ufficiale della Russia alla Biennale Arte 2026

Noi, cittadini russi e rappresentanti del gruppo Russi Contro la Guerra, chiediamo che venga cancellata la partecipazione ufficiale della Federazione Russa alla Biennale Arte 2026.

La Biennale di Venezia è un simbolo di libertà artistica e del dialogo globale. Consentire allo Stato russo di partecipare ufficialmente mentre conduce una guerra contro l’Ucraina rischia di trasformare uno spazio culturale in una piattaforma di legittimazione della violenza istituzionalizzata perpetrata da un regime criminale. Molti vorrebbero far finta che la guerra in Ucraina sia finita e passare oltre, ma l’aggressione continua. Per questo riteniamo che offrire oggi una vetrina di questo tipo alla Russia sia una scelta immorale e ipocrita.
Nel frattempo, nei media statali russi si discute apertamente e quotidianamente di possibili attacchi contro l’Europa e di quali città europee dovrebbero essere colpite per prime.

Non si tratta di una rappresentanza politicamente neutra. Nell’organizzazione della partecipazione russa sono coinvolte persone strettamente legate all’apparato di potere e repressione dello Stato russo, tra cui Anastasia Karneeva, imprenditrice nel mercato dell’arte e fondatrice della casa d’aste Smart Art. È figlia di Nikolaj Volobuev, vice direttore generale dell’holding statale Rostec ed ex ufficiale del KGB e dell’FSB.
Rostec è profondamente integrato nell’industria militare russa ed è impegnato nello sviluppo e nella produzione di droni utilizzati nella guerra.
Karneeva è inoltre stata partner nel settore artistico di Ekaterina Vinokurova, figlia del ministro degli Affari esteri russo Sergey Lavrov.

Vogliamo inoltre ricordare che molti indipendenti artisti russi subiscono censura e repressione nel loro paese proprio per le loro posizioni pacifiste e anti-regime, ma non saranno rappresentati alla Biennale di Venezia. La direzione della Biennale sostiene di offrire uno spazio per la comunicazione culturale anche in tempo di guerra, ma in realtà offre uno spazio alla cultura di Putin, ignorando gli artisti che hanno sofferto per la loro chiara posizione a sostegno dell'Ucraina.

Noi stessi non ci sentiamo rappresentati da questa delegazione.

Chiediamo la sospensione della partecipazione ufficiale della Federazione Russa e la creazione di uno spazio dedicato agli artisti russi indipendenti e contrari alla guerra.

Firma questa petizione e aiutaci a far sentire la nostra voce.

Russi Contro la Guerra

-----------------------------------------------------------------------

To the General Director of the Venice Biennale, Andrea Del Mercato

To the President of the Venice Biennale, Pietrangelo Buttafuoco

To the Minister of Culture, Alessandro Giuli

No to Russia's official participation in the 2026 Art Biennale

We, Russian citizens and representatives of the Russians Against War group in Italy, demand that the Russian Federation's official participation in the 2026 Art Biennale be canceled.

The Venice Biennale is a symbol of artistic freedom and global dialogue. Allowing the Russian state to officially participate while waging a war against Ukraine will turn a cultural space into a platform for legitimizing the institutionalized violence perpetrated by a criminal regime. Some would like to pretend that the war in Ukraine is over and to move on, but the Russian aggression continues for the 5th year. Therefore, we believe that offering Russia such a showcase today is immoral and hypocritical.

While the Biennale management talks about the importance of the cultural dialogue with Russia, Russian state media openly discuss daily potential attacks against Europe and which European cities should be targeted first.

This is not a politically neutral representation. The Russian participation involves people closely linked to the state's apparatus of power and repression, including Anastasia Karneeva, an art market entrepreneur and founder of the Smart Art auction house. She is the daughter of Nikolai Volobuev, deputy general director of the state holding company Rostec and a former KGB and FSB officer.
Rostec is deeply integrated into the Russian military industry and is engaged in the development and production of drones used in warfare.
Karneeva was also an artistic partner of Ekaterina Vinokurova, daughter of Russian Foreign Minister Sergey Lavrov.

We also prefer to point out that many independent Russian artists face censorship and repression in their country precisely for their anti-war and anti-regime positions, but will not be represented at the Venice Biennale. The Biennale's management claims to offer a space for cultural communication even in times of war, but in reality it offers a space for Putin's culture, ignoring the artists who have suffered for their open and solid support of Ukraine.

We ourselves do not feel represented by this delegation.

We call for the suspension of the Russian Federation's official participation and for the creation of a space where independent and anti-war Russian artists could be a part of the cultural dialogue.

Sign this petition and help us make our voices heard.

Russians Against the War

avatar of the starter
Russi Contro la Guerra …Promotore della petizioneCittadini russi contro la guerra con Ucraina. Abitiamo in Italia.

1486

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Il problema

Al Direttore Generale della Biennale di Venezia,  Andrea Del Mercato

Al Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco

 Al Ministro della cultura, Alessandro Giuli

 

No alla partecipazione ufficiale della Russia alla Biennale Arte 2026

Noi, cittadini russi e rappresentanti del gruppo Russi Contro la Guerra, chiediamo che venga cancellata la partecipazione ufficiale della Federazione Russa alla Biennale Arte 2026.

La Biennale di Venezia è un simbolo di libertà artistica e del dialogo globale. Consentire allo Stato russo di partecipare ufficialmente mentre conduce una guerra contro l’Ucraina rischia di trasformare uno spazio culturale in una piattaforma di legittimazione della violenza istituzionalizzata perpetrata da un regime criminale. Molti vorrebbero far finta che la guerra in Ucraina sia finita e passare oltre, ma l’aggressione continua. Per questo riteniamo che offrire oggi una vetrina di questo tipo alla Russia sia una scelta immorale e ipocrita.
Nel frattempo, nei media statali russi si discute apertamente e quotidianamente di possibili attacchi contro l’Europa e di quali città europee dovrebbero essere colpite per prime.

Non si tratta di una rappresentanza politicamente neutra. Nell’organizzazione della partecipazione russa sono coinvolte persone strettamente legate all’apparato di potere e repressione dello Stato russo, tra cui Anastasia Karneeva, imprenditrice nel mercato dell’arte e fondatrice della casa d’aste Smart Art. È figlia di Nikolaj Volobuev, vice direttore generale dell’holding statale Rostec ed ex ufficiale del KGB e dell’FSB.
Rostec è profondamente integrato nell’industria militare russa ed è impegnato nello sviluppo e nella produzione di droni utilizzati nella guerra.
Karneeva è inoltre stata partner nel settore artistico di Ekaterina Vinokurova, figlia del ministro degli Affari esteri russo Sergey Lavrov.

Vogliamo inoltre ricordare che molti indipendenti artisti russi subiscono censura e repressione nel loro paese proprio per le loro posizioni pacifiste e anti-regime, ma non saranno rappresentati alla Biennale di Venezia. La direzione della Biennale sostiene di offrire uno spazio per la comunicazione culturale anche in tempo di guerra, ma in realtà offre uno spazio alla cultura di Putin, ignorando gli artisti che hanno sofferto per la loro chiara posizione a sostegno dell'Ucraina.

Noi stessi non ci sentiamo rappresentati da questa delegazione.

Chiediamo la sospensione della partecipazione ufficiale della Federazione Russa e la creazione di uno spazio dedicato agli artisti russi indipendenti e contrari alla guerra.

Firma questa petizione e aiutaci a far sentire la nostra voce.

Russi Contro la Guerra

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To the General Director of the Venice Biennale, Andrea Del Mercato

To the President of the Venice Biennale, Pietrangelo Buttafuoco

To the Minister of Culture, Alessandro Giuli

No to Russia's official participation in the 2026 Art Biennale

We, Russian citizens and representatives of the Russians Against War group in Italy, demand that the Russian Federation's official participation in the 2026 Art Biennale be canceled.

The Venice Biennale is a symbol of artistic freedom and global dialogue. Allowing the Russian state to officially participate while waging a war against Ukraine will turn a cultural space into a platform for legitimizing the institutionalized violence perpetrated by a criminal regime. Some would like to pretend that the war in Ukraine is over and to move on, but the Russian aggression continues for the 5th year. Therefore, we believe that offering Russia such a showcase today is immoral and hypocritical.

While the Biennale management talks about the importance of the cultural dialogue with Russia, Russian state media openly discuss daily potential attacks against Europe and which European cities should be targeted first.

This is not a politically neutral representation. The Russian participation involves people closely linked to the state's apparatus of power and repression, including Anastasia Karneeva, an art market entrepreneur and founder of the Smart Art auction house. She is the daughter of Nikolai Volobuev, deputy general director of the state holding company Rostec and a former KGB and FSB officer.
Rostec is deeply integrated into the Russian military industry and is engaged in the development and production of drones used in warfare.
Karneeva was also an artistic partner of Ekaterina Vinokurova, daughter of Russian Foreign Minister Sergey Lavrov.

We also prefer to point out that many independent Russian artists face censorship and repression in their country precisely for their anti-war and anti-regime positions, but will not be represented at the Venice Biennale. The Biennale's management claims to offer a space for cultural communication even in times of war, but in reality it offers a space for Putin's culture, ignoring the artists who have suffered for their open and solid support of Ukraine.

We ourselves do not feel represented by this delegation.

We call for the suspension of the Russian Federation's official participation and for the creation of a space where independent and anti-war Russian artists could be a part of the cultural dialogue.

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