NON CI FAREMO METTERE IL BAVAGLIO! #NOBAVAGLIO #NODLSicurezza

Firmatari recenti
Daniela Ghione e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Il diritto di informare e di essere informati; la libertà di espressione e di critica non si toccano.

Chi lotta contro tutti i bavagli e per la libertà  di espressione può firmare L'APPELLO

✍ chng.it/Pf4Jdqcz4J            

L'Italia è al 46° posto per libertà di stampa nel mondo: quante posizioni siamo disposti ancora a perdere? Noi crediamo che una forma matura di democrazia debba favorire e non limitare la possibilità di accedere e di verificare informazioni e notizie.

Per questa ragione, guardando al Media Freedom Act approvato dalla Unione europea, abbiamo deciso di rilanciare la petizione contro tutti i bavagli e di chiedere  alla Ue di intervenire rispetto alle varie norme entrate in vigore, a cominciare da quella introdotta con l'emendamento Costa (per cui abbiamo raccolto in un mese oltre 50mila firme) ma anche quelle previste dal Ddl Sicurezza, per tutelare le prerogative dell'articolo 21 della Costituzione.

Mentre la Rai attende ancora che vengano recepite le nuove norme a tutela dell'autonomia e del pluralismo dell'informazione anche nel servizio pubblico introdotte dal Media Freedom Act, approvato dalle UE un anno fa, per cui l'Italia rischia una procedura d'infrazione.

Ma l'attuale Dl Sicurezza mette a rischio anche la libertà di critica e la possibilità di diffondere informazioni rispetto a opere pubbliche contestate dai cittadini. In particolare, l'articolo 14 del disegno di legge prevede pene detentive fino a due anni per chi blocca strade o ferrovie durante manifestazioni, anche se non ha commesso nessuna azione violenta, una misura che potrebbe restringere il diritto di protesta pacifica.

In questo modo, oltre a imbavagliare l’informazione, si trasformano in criminali coloro che esprimono dissenso in modo non convenzionale ma non violento.

La censura protegge i potenti e vuole i cittadini poco informati.

La Petizione lanciata nel gennaio del 2024 è stata sostenuta da, fra gli altri, Lirio Abbate, giornalista che si occupa di corruzione, politica, malaffare e mafie, minacciato dalla mafia e per questo sotto scorta; Sandro Ruotolo, giornalista e politico, minacciato dalla camorra e per questo sotto scorta; Riccardo Iacona, giornalista e conduttore di Presa Diretta, Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, Corrado Formigli, giornalista e conduttore di Piazzapulita, Fiorenza Sarzanini e Carlo Bonini, scrittori e giornalisti che si occupano di cronaca giudiziaria, Marco Damilano, giornalista e conduttore della striscia di informazione Il Cavallo e la Torre… Elenco in aggiornamento. 

La RETE #NOBAVAGLIO, rete di giornalisti e cittadini, ARTICOLO 21, Libera lnformazione, CGIL, ARCI, LIBERA, LEGAMBIENTE Libertà e Giustizia, Ordine dei giornalisti del Lazio, Associazione Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, Collettiva, MoveOn Italia, Associazione STEFANO CUCCHI,  FREE ASSANGE Italia, GIULIA, ControCorrente Lazio, InformazioneFuturo, Coordinamento per la democrazia costituzionale, UDU Roma, Gay Net, Stampa Critica, ASSOPACE PALESTINA, Fillea CGIIL Roma Lazio, ANPI Roma, ... (adesioni in aggiornamento al LINK) sostengono la mobilitazione della FEDERAZIONE NAZIONALE STAMPA ITALIANA, dell'USIGRAI, dell' ORDINE dei GIORNALISTI,

Per impedire questa deriva liberticida e autoritaria CHIEDONO:

Al Parlamento un ripensamento, abrogando queste norme;

All'Unione Europea di intervenire per difendere la libertà di espressione e quindi contrastare sia le nuove norme bavaglio che i Ddl Sicurezza.

CI RIVOLGIAMO:

Al mondo dell'informazione, della cultura, della società civile, ai sindacati, alle reti sociali, a tutti i cittadini che hanno a cuore la libertà d'informazione e il diritto di essere informati

perché sostengano con la loro firma questa Petizione

#NonPerNoiMaPerTutti

PER ADESIONI ASSOCIAZIONI, ORGANIZZAZIONI, GRUPPI CULTURALI, TESTATE GIORNALISTICHE, CASE EDITRICI scrivere a:

nobavaglio24@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il diritto di informare e di essere informati; la libertà di espressione e di critica non si toccano.

Chi lotta contro tutti i bavagli e per la libertà  di espressione può firmare L'APPELLO

✍ chng.it/Pf4Jdqcz4J            

L'Italia è al 46° posto per libertà di stampa nel mondo: quante posizioni siamo disposti ancora a perdere? Noi crediamo che una forma matura di democrazia debba favorire e non limitare la possibilità di accedere e di verificare informazioni e notizie.

Per questa ragione, guardando al Media Freedom Act approvato dalla Unione europea, abbiamo deciso di rilanciare la petizione contro tutti i bavagli e di chiedere  alla Ue di intervenire rispetto alle varie norme entrate in vigore, a cominciare da quella introdotta con l'emendamento Costa (per cui abbiamo raccolto in un mese oltre 50mila firme) ma anche quelle previste dal Ddl Sicurezza, per tutelare le prerogative dell'articolo 21 della Costituzione.

Mentre la Rai attende ancora che vengano recepite le nuove norme a tutela dell'autonomia e del pluralismo dell'informazione anche nel servizio pubblico introdotte dal Media Freedom Act, approvato dalle UE un anno fa, per cui l'Italia rischia una procedura d'infrazione.

Ma l'attuale Dl Sicurezza mette a rischio anche la libertà di critica e la possibilità di diffondere informazioni rispetto a opere pubbliche contestate dai cittadini. In particolare, l'articolo 14 del disegno di legge prevede pene detentive fino a due anni per chi blocca strade o ferrovie durante manifestazioni, anche se non ha commesso nessuna azione violenta, una misura che potrebbe restringere il diritto di protesta pacifica.

In questo modo, oltre a imbavagliare l’informazione, si trasformano in criminali coloro che esprimono dissenso in modo non convenzionale ma non violento.

La censura protegge i potenti e vuole i cittadini poco informati.

La Petizione lanciata nel gennaio del 2024 è stata sostenuta da, fra gli altri, Lirio Abbate, giornalista che si occupa di corruzione, politica, malaffare e mafie, minacciato dalla mafia e per questo sotto scorta; Sandro Ruotolo, giornalista e politico, minacciato dalla camorra e per questo sotto scorta; Riccardo Iacona, giornalista e conduttore di Presa Diretta, Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, Corrado Formigli, giornalista e conduttore di Piazzapulita, Fiorenza Sarzanini e Carlo Bonini, scrittori e giornalisti che si occupano di cronaca giudiziaria, Marco Damilano, giornalista e conduttore della striscia di informazione Il Cavallo e la Torre… Elenco in aggiornamento. 

La RETE #NOBAVAGLIO, rete di giornalisti e cittadini, ARTICOLO 21, Libera lnformazione, CGIL, ARCI, LIBERA, LEGAMBIENTE Libertà e Giustizia, Ordine dei giornalisti del Lazio, Associazione Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, Collettiva, MoveOn Italia, Associazione STEFANO CUCCHI,  FREE ASSANGE Italia, GIULIA, ControCorrente Lazio, InformazioneFuturo, Coordinamento per la democrazia costituzionale, UDU Roma, Gay Net, Stampa Critica, ASSOPACE PALESTINA, Fillea CGIIL Roma Lazio, ANPI Roma, ... (adesioni in aggiornamento al LINK) sostengono la mobilitazione della FEDERAZIONE NAZIONALE STAMPA ITALIANA, dell'USIGRAI, dell' ORDINE dei GIORNALISTI,

Per impedire questa deriva liberticida e autoritaria CHIEDONO:

Al Parlamento un ripensamento, abrogando queste norme;

All'Unione Europea di intervenire per difendere la libertà di espressione e quindi contrastare sia le nuove norme bavaglio che i Ddl Sicurezza.

CI RIVOLGIAMO:

Al mondo dell'informazione, della cultura, della società civile, ai sindacati, alle reti sociali, a tutti i cittadini che hanno a cuore la libertà d'informazione e il diritto di essere informati

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I decisori

Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Unione Europea
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Petizione creata in data 18 gennaio 2024