PETIZIONE CHIUSA

No alla cittadinanza onoraria a Paul Rusesabagina!

Questa petizione aveva 669 sostenitori


La città di Torino si apprestava a conferire la cittadinanza onoraria a quello che i sopravvissuti dell'Hotel Milles Collines considerano un impostore spacciato da eroe nel film Hotel Rwanda.

Oggi è stata annullata la cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria, ma ora chiediamo la revoca!

Non ci lasciate soli in questa battaglia, aiutateci ad evitare che la memoria di un milione di morti passato sotto silenzio e inazione da parte della comunità internazionale sia infangata con un premio a chi oggi nega lo stesso genocidio dei Tutsi del Rwanda!
Aiutateci a farmare tale scempio!

Da anni l’associazione Bene Rwanda è impegnata nel far luce e far conoscere al pubblico italiano la verità sul falso eroe del film di Terry Georges che racconta di un eroe mai esistito. Negli ultimi anni non solo il negazionismo ma anche la celebrazione di falsi eroi ha turbato i sopravvissuti del genocidio.

Molte delle testimonianze di sopravvissuti ospitati nel famoso Hotel delle Mille Colline pervenute alla nostra associazione sono, infatti, non in linea con le versioni date dal signor Rusesabagina e utilizzate per la produzione del film hollywoodiano “Hotel Rwanda”.

Da vent’anni  i sopravvissuti chiedono chiarezza su quelle vicende e sull’effettivo operato del signor Rusesabagina durante e dopo il genocidio.

Bene Rwanda è impegnata per il riconoscimento i veri “giusti del Rwanda” attraverso una campagna per l’assegnazione del Nobel per la Pace a Zura Karuhimbi, Yolande Mukagasana e Pierantonio Costa, in quanto Giusti per le loro azioni durante e dopo il genocidio del Rwanda del 1994 e figure rappresentative contro ogni genocidio.

Nell’estate del 1994, mentre l’attenzione mediatica internazionale era concentrata sui mondiali di calcio negli Stati Uniti, in Rwanda si consumava una delle più grandi tragedie della storia moderna: nel giro di tre mesi, tra il 6 aprile e il 19 luglio 1994, un milione di cittadini appartenenti all’etnia minoritaria Tutsi veniva trucidata dagli estremisti Interahamwe appartenenti alla maggioranza Hutu. Un omicidio ogni dieci secondi avveniva sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale che ignorò le invocazioni d’aiuto del Generale Dallaire, comandante della missione di pace dell’Onu.

La maggior parte degli organi d’informazione preferì riferire di un semplice “scontro tribale tra selvaggi”. Ma la realtà era un’altra, intricata e profonda, e aveva a che vedere principalmente con la complessità dell’eredità post-coloniale. Isolare e studiare questo sistema è da considerarsi prioritario nella convinzione che tale operazione possa servire a non dimenticare la tragedia del Rwanda e a permettere di riconoscere i segnali premonitori di imminenti catastrofi umanitarie a livello planetario. L’urgenza e l’attualità dell’approfondimento di un dibattito sulla “cultura del genocidio” da un punto di vista storico e culturale è dimostrata dai crudeli fatti che continuano a insanguinare l’Africa in questo stesso momento.

La Onlus Bene-Rwanda, che in lingua Kinyarwanda significa “figli del Rwanda”, è stata fondata ed è diretta da cittadini rwandesi residenti in Italia e ha l’obiettivo di conservare e valorizzare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il popolo rwandese nel 1994 diffondendo al contempo gli strumenti per riconoscere i segnali premonitori al formarsi di una “cultura del genocidio”. Di conseguenza le attività dell’associazione sono basate sulla valorizzazione di aspetti culturali e umanitari: la divulgazione di un’informazione aggiornata e di qualità sugli avvenimenti del passato e del presente rwandese e la difesa dei diritti umani rappresentano i principali strumenti di cui intende avvalersi il gruppo di lavoro Bene-Rwanda.

Chiediamo la revoca del provvedimento per l'assegnazione della cittadinanza onoraria a Paul Rusesabagina!

www.benerwanda.org

 



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