No alla caccia ovunque: riprendiamoci i nostri boschi

Il problema

Sono sempre più frequenti i casi di cani uccisi per errore da cacciatori, come è accaduto di recente a Palaia (Pisa) dove un pastore lupo è stato colpito mortalmente al cuore mentre passeggiava sui prati vicino casa sotto gli occhi della proprietaria. Oggi la legge permette ai cacciatori addirittura di violare la proprietà privata come consente l'articolo 842 del Codice Civile, secondo il quale i cacciatori possono entrare nei terreni privati senza chiedere il consenso ai legittimi proprietari. Queste tragedie sottolineano l'urgente necessità di rivedere le normative sulla caccia in Italia. La libertà dei cacciatori di uccidere gli animali selvatici non può e non deve limitare la libertà del cittadino e dei suoi animali domestici di vivere quotidianamente i posti che frequentano senza la paura di essere colpiti. L'abolizione della caccia è un traguardo difficile e lungo. Nell'attesa di abolire del tutto questa pratica tribale e incivile, possiamo però fare in modo che essa faccia il minor numero di danni a noi e ai nostri animali. Se i cacciatori potranno cacciare solo in specifiche riserve venatorie, saremo tutti più liberi di muoverci in serenità nei luoghi che frequentiamo, nelle nostre proprietà, ma anche nei prati, nei boschi, sulle rive dei laghi e nei parchi che ci circondano.

Ogni anno, si verificano numerosi incidenti legati alla caccia, molti dei quali coinvolgono persone innocenti e animali domestici. Secondo l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), nel 2019 sono stati registrati 35 incidenti mortali legati alla caccia in Italia.

Chiediamo una limitazione della pratica della caccia a zone circoscritte, con l'introduzione di riserve di caccia specifiche dove i cacciatori possano svolgere l'esercizio regolamentato della caccia praticando la loro attività senza mettere in pericolo le vite di altre persone e animali domestici. Limitare la caccia a riserve circoscritte è l'unica misura per evitare altre morti inutili e restituire la libertà ai cittadini di muoversi sul territorio. Inoltre chiediamo che sia vietato ai cacciatori di entrare armati nelle proprietà altrui.

Queste modifiche non solo proteggerebbero le persone e gli animali domestici ma contribuirebbero anche a preservare la biodiversità locale. Inoltre sarebbero un passo importante verso l'abolizione definitiva della caccia, perché renderebbero più difficile questa attività per i cacciatori, che si vedrebbero costretti a spostarsi anche di molti chilometri per raggiungere le riserve di caccia. 

Firmate questa petizione per chiedere una revisione delle leggi sulla caccia in Italia. Non permettiamo che altre vite innocenti siano perse a causa dell'imprudenza o dell'irresponsabilità dei singoli. Abolire la caccia è un obiettivo da raggiungere a piccoli passi. Iniziamo a renderla più difficile fin da subito per i cacciatori.

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Vera RisiPromotore della petizione

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Il problema

Sono sempre più frequenti i casi di cani uccisi per errore da cacciatori, come è accaduto di recente a Palaia (Pisa) dove un pastore lupo è stato colpito mortalmente al cuore mentre passeggiava sui prati vicino casa sotto gli occhi della proprietaria. Oggi la legge permette ai cacciatori addirittura di violare la proprietà privata come consente l'articolo 842 del Codice Civile, secondo il quale i cacciatori possono entrare nei terreni privati senza chiedere il consenso ai legittimi proprietari. Queste tragedie sottolineano l'urgente necessità di rivedere le normative sulla caccia in Italia. La libertà dei cacciatori di uccidere gli animali selvatici non può e non deve limitare la libertà del cittadino e dei suoi animali domestici di vivere quotidianamente i posti che frequentano senza la paura di essere colpiti. L'abolizione della caccia è un traguardo difficile e lungo. Nell'attesa di abolire del tutto questa pratica tribale e incivile, possiamo però fare in modo che essa faccia il minor numero di danni a noi e ai nostri animali. Se i cacciatori potranno cacciare solo in specifiche riserve venatorie, saremo tutti più liberi di muoverci in serenità nei luoghi che frequentiamo, nelle nostre proprietà, ma anche nei prati, nei boschi, sulle rive dei laghi e nei parchi che ci circondano.

Ogni anno, si verificano numerosi incidenti legati alla caccia, molti dei quali coinvolgono persone innocenti e animali domestici. Secondo l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), nel 2019 sono stati registrati 35 incidenti mortali legati alla caccia in Italia.

Chiediamo una limitazione della pratica della caccia a zone circoscritte, con l'introduzione di riserve di caccia specifiche dove i cacciatori possano svolgere l'esercizio regolamentato della caccia praticando la loro attività senza mettere in pericolo le vite di altre persone e animali domestici. Limitare la caccia a riserve circoscritte è l'unica misura per evitare altre morti inutili e restituire la libertà ai cittadini di muoversi sul territorio. Inoltre chiediamo che sia vietato ai cacciatori di entrare armati nelle proprietà altrui.

Queste modifiche non solo proteggerebbero le persone e gli animali domestici ma contribuirebbero anche a preservare la biodiversità locale. Inoltre sarebbero un passo importante verso l'abolizione definitiva della caccia, perché renderebbero più difficile questa attività per i cacciatori, che si vedrebbero costretti a spostarsi anche di molti chilometri per raggiungere le riserve di caccia. 

Firmate questa petizione per chiedere una revisione delle leggi sulla caccia in Italia. Non permettiamo che altre vite innocenti siano perse a causa dell'imprudenza o dell'irresponsabilità dei singoli. Abolire la caccia è un obiettivo da raggiungere a piccoli passi. Iniziamo a renderla più difficile fin da subito per i cacciatori.

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Vera RisiPromotore della petizione

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Petizione creata in data 8 febbraio 2024