NO ALLA CACCIA ANCHE NEI PERIODI DI DIVIETO, NELLE CITTA’, NEI PARCHI, IN AREE PRIVATE!

12.724

Il problema

NO ALL'EMENDAMENTO PRESENTATO DAI PARLAMENTARI DI FRATELLI D'ITALIA CHE DI FATTO APRIREBBE LA CACCIA ANCHE NEI PERIODI DI DIVIETO, NELLE CITTA' , NEI PARCHI , IN AREE PRIVATE !   

Il Comitato Ambientalista Terra Dea di San Giorgio a Cremano (Na), unitamente a Gea ETS, chiede al Ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e al Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, di far ritirare l'emendamento numero 78.015 presentato alla legge di bilancio !

E' pura follia l'emendamento 78.015 presentato dai parlamentari di Fratelli d'Italia alla legge di bilancio, dove il piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica prevede che i cacciatori siano autorizzati al contenimento della fauna selvatica mediante l'abbattimento e cattura!!

Un pretesto per difendere la lobby dei cacciatori (che non aspettavano altro) e il business legato alle armerie.

Se verrà approvato ci sarà un carneficina nelle città , in aree private, nei parchi, e la caccia continuerà anche nei periodi di divieto.

Allo stesso tempo si manifesta la possibilità  di cancellare le prerogative del ministero dell' ambiente delegittimandolo e trasferendo le conoscenze sulla fauna al ministero dell'agricoltura.

A nostro avviso tutto questo è in contrasto con la Carta Costituzionale, con le modifiche apportate all'art 9 e 41 e volute con determinazione dall'ex Ministro dell'Ambiente Sergio Costa, ora Vice presidente della Camera dei Deputati.

Ci sono sempre più evidenze che dicono che per invertire la perdita di biodiversità dovremmo proteggere almeno il 30% degli oceani e il 50% delle terre.

Sarebbe il più grande patto nella storia dell'umanità auspicabile immediatamente da parte di tutti gli Stati e istituzioni mondiali. Anche in coerenza con la recente protezione dell'ambiente e della biodiversità inserita nella nostra Costituzione.

Per questo la decisione della Commissione Ambiente del Senato di approvare un "parere" che se diventasse legge avrebbe ripercussioni drammatiche sulla biodiversità di questo Paese, appare assolutamente distonica rispetto alla realtà ambientale italiana.

Ora, questo parere/osservazione non ha alcun valore legale né vincola il Governo a fare alcunché.

Tuttavia, il segno che la Commissione ha dato è di una gravità e di una irresponsabilità inaudita. Privare il Ministero dell'Ambiente delle competenze sulla fauna e assegnarle al Ministero dell'Agricoltura significa:

1) smontare e rimontare intere strutture amministrative e competenze;

2) dissociare la fauna dalle aree protette, di habitat , la biodiversità, che resterebbero al Ministero dell'Ambiente. Una cosa illogica, insensata, che determinerebbe gravissimi conflitti di competenza tra il Ministero dell'Ambiente e dell'Agricoltura;

3) subordinare la tutela della fauna alla "gestione e ...all'attività venatoria"  che è il vero, unico scopo dell'operazione.

Una cosa incostituzionale ma soprattutto folle. Assomiglia troppo a un vero regalo alla lobby dei cacciatori e all'industria delle armi.

Tutto ciò è pura follia e non c'entra nulla con la legge di bilancio!

per il Comitato Ambientalista Terra Dea presidente Enrico De Marco

per  Gea ETS dott. Roberto Braibanti 

 

 

 

 

Aggiornamenti sulla petizione