No all'uso militare della nuova diga foranea

Firmatari recenti
Vincenzo Corrente e altri 18 hanno firmato di recente.

Il problema

Il Governo Meloni ha deciso di rendere la nuova diga foranea del Porto di Genova un progetto dual use. All'uso commerciale si affiancherà l'uso militare per le forze della NATO. La nuova diga è contestabile per vari motivi: 1) potrebbe essere una spesa inutile visto che i traffici portuali a Genova sono in diminuzione da anni 2) ha un forte impatto ambientale e potrebbe essere pericolosa 3) ha già oggi un grande ritardo nella costruzione, i costi stanno lievitando 4) è un progetto nella cui costruzione, ogni intoppo tecnico, verrà pagato dalla comunità mentre per i costruttori aumenteranno i profitti.

Chiediamo quindi che il progetto debba essere ridiscusso coinvolgendo i cittadini sull’uso sensato delle risorse economiche.

Ma è l'uso militare a creare più preoccupazione. In un contesto globale in cui soffiano venti di guerra, in una città in cui gran parte dell'industria fa profitti con l'industria militare, l'uso militare della diga aumenta la possibilità che il nostro territorio diventi un obiettivo bellico a discapito della nostra sicurezza. L'uso militare inoltre comporterà che l'intero scalo portuale genovese sarà militarizzato e gli eserciti della NATO entreranno direttamente nella gestione. Noi pensiamo che tutto questo sia un progetto da fermare immediatamente. Crediamo in una città di pace e ci rifiutiamo di regalare le nostre industrie e il nostro porto a chi vuol fare la guerra.

Su questo chiediamo che le istituzioni rappresentative del nostro territorio si esprimano in via ufficiale. E’ un argomento che richiede prese di posizione pubbliche e fatti concreti che possano bloccare questo progetto.

Come cittadini e cittadine stiamo con chi, nella nostra città si oppone ai massacri, ai traffici di morte. Dopo una affollata assemblea il 25 luglio in cui abbiamo deciso di mobilitarci contro questi pericoli e contro queste politiche, lanciamo questa petizione on line e diamo appuntamento a settembre dove ci ritroveremo nuovamente per organizzare mobilitazioni e lotte in città.

 


Coordinamento disarmiamoli Genova

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Vincenzo Corrente e altri 18 hanno firmato di recente.

Il problema

Il Governo Meloni ha deciso di rendere la nuova diga foranea del Porto di Genova un progetto dual use. All'uso commerciale si affiancherà l'uso militare per le forze della NATO. La nuova diga è contestabile per vari motivi: 1) potrebbe essere una spesa inutile visto che i traffici portuali a Genova sono in diminuzione da anni 2) ha un forte impatto ambientale e potrebbe essere pericolosa 3) ha già oggi un grande ritardo nella costruzione, i costi stanno lievitando 4) è un progetto nella cui costruzione, ogni intoppo tecnico, verrà pagato dalla comunità mentre per i costruttori aumenteranno i profitti.

Chiediamo quindi che il progetto debba essere ridiscusso coinvolgendo i cittadini sull’uso sensato delle risorse economiche.

Ma è l'uso militare a creare più preoccupazione. In un contesto globale in cui soffiano venti di guerra, in una città in cui gran parte dell'industria fa profitti con l'industria militare, l'uso militare della diga aumenta la possibilità che il nostro territorio diventi un obiettivo bellico a discapito della nostra sicurezza. L'uso militare inoltre comporterà che l'intero scalo portuale genovese sarà militarizzato e gli eserciti della NATO entreranno direttamente nella gestione. Noi pensiamo che tutto questo sia un progetto da fermare immediatamente. Crediamo in una città di pace e ci rifiutiamo di regalare le nostre industrie e il nostro porto a chi vuol fare la guerra.

Su questo chiediamo che le istituzioni rappresentative del nostro territorio si esprimano in via ufficiale. E’ un argomento che richiede prese di posizione pubbliche e fatti concreti che possano bloccare questo progetto.

Come cittadini e cittadine stiamo con chi, nella nostra città si oppone ai massacri, ai traffici di morte. Dopo una affollata assemblea il 25 luglio in cui abbiamo deciso di mobilitarci contro questi pericoli e contro queste politiche, lanciamo questa petizione on line e diamo appuntamento a settembre dove ci ritroveremo nuovamente per organizzare mobilitazioni e lotte in città.

 


Coordinamento disarmiamoli Genova

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Petizione creata in data 30 luglio 2025