No all'ennesima violenza nel IX municipio

Il problema

Il 26 febbraio p.v. è il termine ultimo per presentare osservazioni al progetto di mega biodigestore per accogliere l’umido della Capitale, il“bio”gas da rifiuti più grande d’Europa, che dovrebbe sorgere al Km.20,900 della via Laurentina in località " Quarto della Zolfaratella” nel IX Municipio di Roma.

Si tratta di un impianto destinato a ricevere 240mila tonnellate di immondizia all’anno da trasformare in metano che arriverà tutta da Roma e non è ben chiaro ma probabilmente anche da altre regioni italiane. Parliamo di una sorta di gigantesca fabbrica che tratterà prevalentemente umido, ovvero avanzi alimentari e sfalci erbacei, ma anche scarti di aziende e industrie di vario tipo (carta ed altri non meglio identificabili), fanghi di depurazione delle fogne, rifiuti vegetali e percolati solido/liquidi di deiezioni animali.

Il mastodontico progetto, attraverso la presentazione di istanza di valutazione di impatto ambientale, è stata depositato presso l’Area Qualità dell’Ambiente e Valutazione Impatto Ambientale della Regione Lazio in data 28 dicembre u.s., quindi in pieno periodo natalizio.

 

A 2 KM DAL CENTRO DI POMEZIA E A MENO DI 1 KM DAI CENTRI ABITATI
L'area destinata ad ospitare l'impianto ricade nel territorio del Comune di Roma, a circa 900 metri dalla Selvotta e a circa due chilometri in linea d’aria dal centro storico di Pomezia e dalla stazione ferroviaria di Santa Palomba e a meno di tre km da Pavona, la popolosa frazione per metà di Albano e per metà di Castel Gandolfo e produrrà 74mila tonnellate all’anno di compost, una sorta di ammendante, 65 chilowatt l’ora di elettricità, quanta ne consumano mediamente 25 appartamenti, e circa 9 milioni e mezzo di metri cubi l’anno di “bio”metano sporco, da raffinare in loco per rivenderlo sul mercato. L’azienda occuperà 100 ettari, quanto 200 campi di calcio di serie A.
A qualche centinaio di metri, in territorio di Pomezia (località Torre Maggiore), è previsto un altro ‘bio’gas della Co.Ge.A., da 66mila tonnelate di rifiuti l’anno, già pre-autorizzato dalla Regione.

 

A VOLTE… RITORNANO
il Gruppo Cerroni non sembra aver abbandonato la voglia di certi primati. Difatti, a proporre questo nuovo colossale impianto è la società Pontina Ambiente srl,
proprietaria della discarica di Albano, di fronte Villaggio Ardeatino, dello stesso Cerroni, arrestato a gennaio 2014 ed ora sotto processo perché accusato dalle procure della Repubblica di Velletri e Roma di aver costituito una associazione a delinquere finalizzata al controllo del ciclo regionale dei rifiuti

 

ACCERCHIATI DAI RIFIUTI
Il progettista del "bio-mostro" è l’ingegnere Gian Mario Baruchello, secondo cui “non risulta che nelle aree limitrofe o nelle immediate vicinanze vi sia la presenza di altri impianti – così dichiara nelle carte - e pertanto non vi è possibilità di interferenza né cumulo con altri progetti”. In realtà, in zona oltre le innumerevoli discariche già esistenti tra cui Falcognana rispetto alla quale il 9 dicembre è stato dato parere positivo alla compatibilità ambientale all’ampliamento di circa 190 nuovi codici CER (un aumento delle tipologie dei rifiuti), di cui 58 pericolosi , sono previsti almeno altri due impianti dello stesso tipo. Quello più vicino è stato progettato da lui e da sua moglie, l’ingegner Carla Carnieri. Si tratta di un “bio” gas da 66mila tonnellate all’anno di umido che verrà costruito nel cuore produttivo di Pomezia, nei pressi di Santa Palomba. Ad agosto scorso ha ricevuto dalla Regione un pre-avviso di via libera alla costruzione. Inoltre, di recente è stata approvata dal Comune di Ardea anche un‘altra fabbrica a “bio” metano da 117mila tonnellate all’anno di rifiuti che verrà costruita in località Tor di Bruno, sulla via Ardeatina, a due passi da Roncigliano e dal depuratore dei Castelli Romani. Questi tre impianti, che sorgeranno nella stessa zona, potranno ricevere ben 423mila tonnellate all’anno di umido. Mentre gli otto Comuni dei Castelli limitrofi (Albano, Ariccia, Rocca di Papa, Marino, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio e Nemi) più Ardea e Pomezia, clienti-utenti della stessa società proponente, ne producono in totale non più di 25mila tonnellate l’anno.

                         

POCHI GIORNI PER OPPORSI
I cittadini, le associazioni, i comitati territoriali ed i Comuni interessati - tra cui principalmente quelli del IX Municipio, Pomezia, Albano e Castel Gandolfo - hanno tempo fino a venerdì 26 febbraio per opporsi depositando le proprie osservazioni tecniche presso l’Ufficio V.I.A. (Valutazione d'impatto ambientale) della Regione Lazio, presso il Settore Rifiuti dell’Area Metropolitana e del Comune di Roma. Cittadini e Comuni possono chiedere che la fase burocratica della consultazione V.I.A. "avvenga mediante lo svolgimento di un'inchiesta pubblica per l'esame dello studio d'impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni, e delle osservazioni dei cittadini, senza che ciò comporti interruzioni o sospensioni dei termini per l'istruttoria". Lo stabilisce l’art. 24 comma 6 delle legge 152 del 2006. In pratica, si può portare il progetto fuori dalle stanze dei burocrati ed avviare su di esso una consultazione pubblica.

 

ZONA VINCOLATA
La zona ricade all’interno del vincolo ministeriale dell’Agro Romano Meridionale, il cd vincolo Bondi, vincolo paesaggistico volto a tutelare un’area di immenso valore naturalistico.
In aggiunta, il compost che se ne ricaverebbe è una poltiglia che, stimate Autorità Sanitarie sostengono contenere elementi chimici nocivi per la salute e per l’ambiente. Ma anche grosse quantità di percolati, liquidi che scolano dai rifiuti umidi, e filtri per la depurazione del metano, entrambi rifiuti speciali.

Per tutte queste ragioni, per la tutela della salute, per la tutela dell’ambiente e del paesaggio
DICIAMO NO ALL’ENNESIMA VIOLENZA AL TERRITORIO DEL IX MUNICIPIO
MANIFESTANDO TOTALE CONTRARIETÀ
AL PROGETTO DEL MEGAIMPIANTO DI BIODIGESTIONE IN LOCALITA’ QUARTO DELLA ZOLFORATELLA – MUNICIPIO IX – COMUNE DI ROMA

 

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simonetta bassettiPromotore della petizione
Questa petizione aveva 561 sostenitori

Il problema

Il 26 febbraio p.v. è il termine ultimo per presentare osservazioni al progetto di mega biodigestore per accogliere l’umido della Capitale, il“bio”gas da rifiuti più grande d’Europa, che dovrebbe sorgere al Km.20,900 della via Laurentina in località " Quarto della Zolfaratella” nel IX Municipio di Roma.

Si tratta di un impianto destinato a ricevere 240mila tonnellate di immondizia all’anno da trasformare in metano che arriverà tutta da Roma e non è ben chiaro ma probabilmente anche da altre regioni italiane. Parliamo di una sorta di gigantesca fabbrica che tratterà prevalentemente umido, ovvero avanzi alimentari e sfalci erbacei, ma anche scarti di aziende e industrie di vario tipo (carta ed altri non meglio identificabili), fanghi di depurazione delle fogne, rifiuti vegetali e percolati solido/liquidi di deiezioni animali.

Il mastodontico progetto, attraverso la presentazione di istanza di valutazione di impatto ambientale, è stata depositato presso l’Area Qualità dell’Ambiente e Valutazione Impatto Ambientale della Regione Lazio in data 28 dicembre u.s., quindi in pieno periodo natalizio.

 

A 2 KM DAL CENTRO DI POMEZIA E A MENO DI 1 KM DAI CENTRI ABITATI
L'area destinata ad ospitare l'impianto ricade nel territorio del Comune di Roma, a circa 900 metri dalla Selvotta e a circa due chilometri in linea d’aria dal centro storico di Pomezia e dalla stazione ferroviaria di Santa Palomba e a meno di tre km da Pavona, la popolosa frazione per metà di Albano e per metà di Castel Gandolfo e produrrà 74mila tonnellate all’anno di compost, una sorta di ammendante, 65 chilowatt l’ora di elettricità, quanta ne consumano mediamente 25 appartamenti, e circa 9 milioni e mezzo di metri cubi l’anno di “bio”metano sporco, da raffinare in loco per rivenderlo sul mercato. L’azienda occuperà 100 ettari, quanto 200 campi di calcio di serie A.
A qualche centinaio di metri, in territorio di Pomezia (località Torre Maggiore), è previsto un altro ‘bio’gas della Co.Ge.A., da 66mila tonnelate di rifiuti l’anno, già pre-autorizzato dalla Regione.

 

A VOLTE… RITORNANO
il Gruppo Cerroni non sembra aver abbandonato la voglia di certi primati. Difatti, a proporre questo nuovo colossale impianto è la società Pontina Ambiente srl,
proprietaria della discarica di Albano, di fronte Villaggio Ardeatino, dello stesso Cerroni, arrestato a gennaio 2014 ed ora sotto processo perché accusato dalle procure della Repubblica di Velletri e Roma di aver costituito una associazione a delinquere finalizzata al controllo del ciclo regionale dei rifiuti

 

ACCERCHIATI DAI RIFIUTI
Il progettista del "bio-mostro" è l’ingegnere Gian Mario Baruchello, secondo cui “non risulta che nelle aree limitrofe o nelle immediate vicinanze vi sia la presenza di altri impianti – così dichiara nelle carte - e pertanto non vi è possibilità di interferenza né cumulo con altri progetti”. In realtà, in zona oltre le innumerevoli discariche già esistenti tra cui Falcognana rispetto alla quale il 9 dicembre è stato dato parere positivo alla compatibilità ambientale all’ampliamento di circa 190 nuovi codici CER (un aumento delle tipologie dei rifiuti), di cui 58 pericolosi , sono previsti almeno altri due impianti dello stesso tipo. Quello più vicino è stato progettato da lui e da sua moglie, l’ingegner Carla Carnieri. Si tratta di un “bio” gas da 66mila tonnellate all’anno di umido che verrà costruito nel cuore produttivo di Pomezia, nei pressi di Santa Palomba. Ad agosto scorso ha ricevuto dalla Regione un pre-avviso di via libera alla costruzione. Inoltre, di recente è stata approvata dal Comune di Ardea anche un‘altra fabbrica a “bio” metano da 117mila tonnellate all’anno di rifiuti che verrà costruita in località Tor di Bruno, sulla via Ardeatina, a due passi da Roncigliano e dal depuratore dei Castelli Romani. Questi tre impianti, che sorgeranno nella stessa zona, potranno ricevere ben 423mila tonnellate all’anno di umido. Mentre gli otto Comuni dei Castelli limitrofi (Albano, Ariccia, Rocca di Papa, Marino, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio e Nemi) più Ardea e Pomezia, clienti-utenti della stessa società proponente, ne producono in totale non più di 25mila tonnellate l’anno.

                         

POCHI GIORNI PER OPPORSI
I cittadini, le associazioni, i comitati territoriali ed i Comuni interessati - tra cui principalmente quelli del IX Municipio, Pomezia, Albano e Castel Gandolfo - hanno tempo fino a venerdì 26 febbraio per opporsi depositando le proprie osservazioni tecniche presso l’Ufficio V.I.A. (Valutazione d'impatto ambientale) della Regione Lazio, presso il Settore Rifiuti dell’Area Metropolitana e del Comune di Roma. Cittadini e Comuni possono chiedere che la fase burocratica della consultazione V.I.A. "avvenga mediante lo svolgimento di un'inchiesta pubblica per l'esame dello studio d'impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni, e delle osservazioni dei cittadini, senza che ciò comporti interruzioni o sospensioni dei termini per l'istruttoria". Lo stabilisce l’art. 24 comma 6 delle legge 152 del 2006. In pratica, si può portare il progetto fuori dalle stanze dei burocrati ed avviare su di esso una consultazione pubblica.

 

ZONA VINCOLATA
La zona ricade all’interno del vincolo ministeriale dell’Agro Romano Meridionale, il cd vincolo Bondi, vincolo paesaggistico volto a tutelare un’area di immenso valore naturalistico.
In aggiunta, il compost che se ne ricaverebbe è una poltiglia che, stimate Autorità Sanitarie sostengono contenere elementi chimici nocivi per la salute e per l’ambiente. Ma anche grosse quantità di percolati, liquidi che scolano dai rifiuti umidi, e filtri per la depurazione del metano, entrambi rifiuti speciali.

Per tutte queste ragioni, per la tutela della salute, per la tutela dell’ambiente e del paesaggio
DICIAMO NO ALL’ENNESIMA VIOLENZA AL TERRITORIO DEL IX MUNICIPIO
MANIFESTANDO TOTALE CONTRARIETÀ
AL PROGETTO DEL MEGAIMPIANTO DI BIODIGESTIONE IN LOCALITA’ QUARTO DELLA ZOLFORATELLA – MUNICIPIO IX – COMUNE DI ROMA

 

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simonetta bassettiPromotore della petizione
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Petizione creata in data 10 febbraio 2016