No all'aumento della cedolare secca su affitti brevi dal 21 al 26%

Il problema

 

L’indice della manovra 2024 contiene un articolo per la “modifica della disciplina fiscale sulle locazioni brevi”. La norma non è ancora stata scritta nella sua versione definitiva. La legge (a cui sta lavorando Daniela Santanché, la Ministra del Turismo) nasconde un aumento della tassazione per tutti coloro che hanno deciso di investire negli affitti brevi (uno strumento per arrotondare e integrare il proprio reddito nel pieno rispetto della legalità ed incassare a fine mese un’entrata preziosa!).

Locazioni turistiche, B&b e case vacanza rappresentano l'1,8% (632.000 case per 600.000 famiglie/piccoli proprietari) delle case esistenti in Italia, a fronte del numero complessivo, 35milioni (Fonte: ISTAT, marzo 2023), ed il 6,6% delle “seconde case inutilizzate”, per una capacità complessiva di 2,5 milioni di posti letto. Queste case si trovano per lo più nelle località di campagna o di mare e nei borghi, mentre nelle grandi città circa il 15% degli immobili è vuoto. Questo, a dimostrazione del fatto che, almeno stando ai dati ufficiali, non sono gli affitti brevi a pesare sulla mancanza di case a disposizione dell’offerta abitativa. Gli affitti brevi valgono 11 miliardi di prenotazioni dirette, a cui vanno aggiunti 44 miliardi di indotto: 57 miliardi di Pil!
Se confermata, questa misura andrebbe a colpire proprio quella classe media che il Governo dice di voler "supportare nella capacità di spesa" mettendo invece le mani nelle tasche dei proprietari italiani!  
Il rischio, nemmeno troppo velatamente paventato, è che un incremento dal 21 al 26% snaturi il senso della cedolare secca, ovvero facilitare il pagamento delle tasse, spingendo invece i proprietari  a gestioni opache, un ritorno verso il sommerso: per fare cassa in maniera etica e contrastare l’evasione, il Governo dovrebbe piuttosto concentrarsi sulla rapida attuazione di una Banca Dati nazionale incrociando automaticamente ed in tempo reale dati già oggi più che noti all’Agenzia delle Entrate attraverso controlli sulle OTA.
Attualmente per un proprietario la rendita netta tramite gli affitti brevi equivale al 35% dell’incasso, dal cui totale complessivo deve infatti stornare cedolare secca (21%), costi per le utenze (circa 3mila tra elettricità, gas, Wi-Fi, TARI, TASI, IMU), costi delle pulizie (10% degli incassi), costi dei portali online (20% degli incassi).
Un aumento quasi di un quarto del peso fiscale per milioni di italiani - piccoli proprietari  - che mettono a reddito così le loro abitazioni rappresenterebbe un grande autogol per lo Stato: registrerà un minor gettito perché ai proprietari converrà affittare per meno giorni (e magari in nero) piuttosto che investire in una gestione complessa come quella online per lasciare una percentuale così alta al fisco. Difendiamo il nostro diritto di impresa e proprietà, espressamente riconosciuti e garantiti dagli Art. 41, 42 della Costituzione Italiana.

 

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Enzo PatinoPromotore della petizione

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Il problema

 

L’indice della manovra 2024 contiene un articolo per la “modifica della disciplina fiscale sulle locazioni brevi”. La norma non è ancora stata scritta nella sua versione definitiva. La legge (a cui sta lavorando Daniela Santanché, la Ministra del Turismo) nasconde un aumento della tassazione per tutti coloro che hanno deciso di investire negli affitti brevi (uno strumento per arrotondare e integrare il proprio reddito nel pieno rispetto della legalità ed incassare a fine mese un’entrata preziosa!).

Locazioni turistiche, B&b e case vacanza rappresentano l'1,8% (632.000 case per 600.000 famiglie/piccoli proprietari) delle case esistenti in Italia, a fronte del numero complessivo, 35milioni (Fonte: ISTAT, marzo 2023), ed il 6,6% delle “seconde case inutilizzate”, per una capacità complessiva di 2,5 milioni di posti letto. Queste case si trovano per lo più nelle località di campagna o di mare e nei borghi, mentre nelle grandi città circa il 15% degli immobili è vuoto. Questo, a dimostrazione del fatto che, almeno stando ai dati ufficiali, non sono gli affitti brevi a pesare sulla mancanza di case a disposizione dell’offerta abitativa. Gli affitti brevi valgono 11 miliardi di prenotazioni dirette, a cui vanno aggiunti 44 miliardi di indotto: 57 miliardi di Pil!
Se confermata, questa misura andrebbe a colpire proprio quella classe media che il Governo dice di voler "supportare nella capacità di spesa" mettendo invece le mani nelle tasche dei proprietari italiani!  
Il rischio, nemmeno troppo velatamente paventato, è che un incremento dal 21 al 26% snaturi il senso della cedolare secca, ovvero facilitare il pagamento delle tasse, spingendo invece i proprietari  a gestioni opache, un ritorno verso il sommerso: per fare cassa in maniera etica e contrastare l’evasione, il Governo dovrebbe piuttosto concentrarsi sulla rapida attuazione di una Banca Dati nazionale incrociando automaticamente ed in tempo reale dati già oggi più che noti all’Agenzia delle Entrate attraverso controlli sulle OTA.
Attualmente per un proprietario la rendita netta tramite gli affitti brevi equivale al 35% dell’incasso, dal cui totale complessivo deve infatti stornare cedolare secca (21%), costi per le utenze (circa 3mila tra elettricità, gas, Wi-Fi, TARI, TASI, IMU), costi delle pulizie (10% degli incassi), costi dei portali online (20% degli incassi).
Un aumento quasi di un quarto del peso fiscale per milioni di italiani - piccoli proprietari  - che mettono a reddito così le loro abitazioni rappresenterebbe un grande autogol per lo Stato: registrerà un minor gettito perché ai proprietari converrà affittare per meno giorni (e magari in nero) piuttosto che investire in una gestione complessa come quella online per lasciare una percentuale così alta al fisco. Difendiamo il nostro diritto di impresa e proprietà, espressamente riconosciuti e garantiti dagli Art. 41, 42 della Costituzione Italiana.

 

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Enzo PatinoPromotore della petizione

I decisori

Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano

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Petizione creata in data 27 ottobre 2023