No all’Aeroporto Silvio Berlusconi: Malpensa resti Malpensa

No all’Aeroporto Silvio Berlusconi: Malpensa resti Malpensa

Il problema

L’Aeroporto di Milano Malpensa è uno scalo internazionale e intercontinentale, conosciuto nel mondo come Malpensa e identificato nel settore aeronautico con i codici MXP e LIMC.

 

L’intitolazione a Silvio Berlusconi trasforma uno scalo pubblico, storico e strategico in un simbolo politico divisivo.

 

Malpensa appartiene ai cittadini, ai lavoratori, ai viaggiatori e al territorio. Non appartiene a un partito, a un governo o a una stagione politica.

 

Anche se verrà cambiata la segnaletica esterna, nel mondo dell’aviazione resterà MXP: nelle mappe, nei NOTAM, nei sistemi operativi e nei piani di volo.


Malpensa era già storia prima che diventasse oggetto di propaganda. Nel 1910, nella brughiera di Cascina Malpensa, nasceva una pagina fondamentale dell’aviazione italiana. Quel nome non può essere trattato come una superficie disponibile per intitolazioni politiche: appartiene al territorio, alla memoria collettiva e alla storia del Paese.

 

Perché Malpensa è memoria storica, non marketing politico. È un nome nato dal territorio e legato alla storia dell’aviazione italiana: Caproni, il Campo della Promessa, le Officine aeronautiche, le piste militari, la guerra, l’occupazione tedesca e la Liberazione. Sostituirlo con un’intitolazione politica recente significa cancellare una stratificazione storica che appartiene alla comunità, alla Lombardia e all’Italia.

 

Un professore cosa dovrebbe dire a uno studente?

 

Che nel 1910, a Malpensa, nasceva una pagina fondamentale dell’aviazione italiana.

Che durante la seconda guerra mondiale l’area ebbe piste militari, bunker, paraschegge, occupazione tedesca e distruzioni operate nel 1945.

 

E poi indicare quel luogo con una denominazione che non appartiene a quella storia?


No. Malpensa deve restare Malpensa.

 

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedo una cosa semplice.

La Lega nacque anche rivendicando la difesa del territorio lombardo, delle sue radici e della sua identità.

 

Come può oggi chi si richiama a quella storia accettare che venga cancellato uno dei nomi territoriali più riconoscibili della Lombardia?

 

Malpensa non è un’etichetta amministrativa. È storia dell’aviazione italiana, memoria del territorio, lavoro, guerra, tecnica e identità collettiva.

 

Prima di cambiare un nome così, bisognerebbe conoscerla, quella storia.


Per questo chiediamo che Milano Malpensa resti la denominazione principale dello scalo, nel rispetto della storia aeronautica italiana, del territorio e della memoria collettiva.

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Elena SironiPromotore della petizione

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Il problema

L’Aeroporto di Milano Malpensa è uno scalo internazionale e intercontinentale, conosciuto nel mondo come Malpensa e identificato nel settore aeronautico con i codici MXP e LIMC.

 

L’intitolazione a Silvio Berlusconi trasforma uno scalo pubblico, storico e strategico in un simbolo politico divisivo.

 

Malpensa appartiene ai cittadini, ai lavoratori, ai viaggiatori e al territorio. Non appartiene a un partito, a un governo o a una stagione politica.

 

Anche se verrà cambiata la segnaletica esterna, nel mondo dell’aviazione resterà MXP: nelle mappe, nei NOTAM, nei sistemi operativi e nei piani di volo.


Malpensa era già storia prima che diventasse oggetto di propaganda. Nel 1910, nella brughiera di Cascina Malpensa, nasceva una pagina fondamentale dell’aviazione italiana. Quel nome non può essere trattato come una superficie disponibile per intitolazioni politiche: appartiene al territorio, alla memoria collettiva e alla storia del Paese.

 

Perché Malpensa è memoria storica, non marketing politico. È un nome nato dal territorio e legato alla storia dell’aviazione italiana: Caproni, il Campo della Promessa, le Officine aeronautiche, le piste militari, la guerra, l’occupazione tedesca e la Liberazione. Sostituirlo con un’intitolazione politica recente significa cancellare una stratificazione storica che appartiene alla comunità, alla Lombardia e all’Italia.

 

Un professore cosa dovrebbe dire a uno studente?

 

Che nel 1910, a Malpensa, nasceva una pagina fondamentale dell’aviazione italiana.

Che durante la seconda guerra mondiale l’area ebbe piste militari, bunker, paraschegge, occupazione tedesca e distruzioni operate nel 1945.

 

E poi indicare quel luogo con una denominazione che non appartiene a quella storia?


No. Malpensa deve restare Malpensa.

 

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedo una cosa semplice.

La Lega nacque anche rivendicando la difesa del territorio lombardo, delle sue radici e della sua identità.

 

Come può oggi chi si richiama a quella storia accettare che venga cancellato uno dei nomi territoriali più riconoscibili della Lombardia?

 

Malpensa non è un’etichetta amministrativa. È storia dell’aviazione italiana, memoria del territorio, lavoro, guerra, tecnica e identità collettiva.

 

Prima di cambiare un nome così, bisognerebbe conoscerla, quella storia.


Per questo chiediamo che Milano Malpensa resti la denominazione principale dello scalo, nel rispetto della storia aeronautica italiana, del territorio e della memoria collettiva.

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Elena SironiPromotore della petizione

I decisori

Giuseppe Sala
Sindaco di Milano
Elena Carraro – Sindaco di Lonate Pozzolo
Elena Carraro – Sindaco di Lonate Pozzolo
Alessandro Ferrazzi – Sindaco di Samarate
Alessandro Ferrazzi – Sindaco di Samarate
Lorenzo Maria Aspesi – Sindaco di Cardano al Campo.
Lorenzo Maria Aspesi – Sindaco di Cardano al Campo.
Dimitri Cassani – Sindaco uscente di Casorate Sempione.
Dimitri Cassani – Sindaco uscente di Casorate Sempione.

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Petizione creata in data 27 aprile 2026