No al ticket da 2€ per la Fontana di Trevi: un patrimonio di tutti


No al ticket da 2€ per la Fontana di Trevi: un patrimonio di tutti
Il problema
Caro Sindaco Gualtieri e carissimo Comune di Roma,
la Fontana di Trevi non è solo una fontana: è il simbolo eterno di Roma, patrimonio UNESCO dell'umanità e cuore della nostra cultura condivisa. Da generazioni, milioni di persone, tra cui italiani, turisti, famiglie l'hanno ammirata gratuitamente da secoli, lanciando una monetina per tornare. Ora, dal 2 febbraio 2026, un assurdo biglietto da 2€ esclude i visitatori dal perimetro interno, transenne alla mano, per "gestire i flussi".
Accettare ciò significare accettare la privatizzazione del patrimonio culturale italiano. Da cittadino dico che ciò che è pubblico è di tutti e non può diventare privato e di pochi. Quindi:
◾ Perché pagare per un bene comune? I romani e i disabili sono esenti, ma i turisti – veri motori dell'economia romana – pagano per un diritto universale.
◾ Non risolve il degrado: Le vere cause sono turismo selvaggio e mancanza di manutenzione, non un ticket che incasserà 6 milioni l'anno a nostre spese.
◾ Precedenti pericolosi: Oggi Trevi, domani Colosseo o Piazza di Spagna? Roma deve la sua bellezza proprio all'arte libera millenaria, essendo un museo a cielo aperto.
Per questo, insieme a tutti i firmatari, chiediamo:
◾ Ritiro immediato del ticket per tutti i visitatori.
◾ Investimenti veri in pulizia, sorveglianza e educazione al rispetto, senza far pagare i cittadini.
◾ Dialogo con la città prima di decisioni calate dall'alto.
La Fontana di Trevi è nostra, non di una giunta.
Claudio Lauretti

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Il problema
Caro Sindaco Gualtieri e carissimo Comune di Roma,
la Fontana di Trevi non è solo una fontana: è il simbolo eterno di Roma, patrimonio UNESCO dell'umanità e cuore della nostra cultura condivisa. Da generazioni, milioni di persone, tra cui italiani, turisti, famiglie l'hanno ammirata gratuitamente da secoli, lanciando una monetina per tornare. Ora, dal 2 febbraio 2026, un assurdo biglietto da 2€ esclude i visitatori dal perimetro interno, transenne alla mano, per "gestire i flussi".
Accettare ciò significare accettare la privatizzazione del patrimonio culturale italiano. Da cittadino dico che ciò che è pubblico è di tutti e non può diventare privato e di pochi. Quindi:
◾ Perché pagare per un bene comune? I romani e i disabili sono esenti, ma i turisti – veri motori dell'economia romana – pagano per un diritto universale.
◾ Non risolve il degrado: Le vere cause sono turismo selvaggio e mancanza di manutenzione, non un ticket che incasserà 6 milioni l'anno a nostre spese.
◾ Precedenti pericolosi: Oggi Trevi, domani Colosseo o Piazza di Spagna? Roma deve la sua bellezza proprio all'arte libera millenaria, essendo un museo a cielo aperto.
Per questo, insieme a tutti i firmatari, chiediamo:
◾ Ritiro immediato del ticket per tutti i visitatori.
◾ Investimenti veri in pulizia, sorveglianza e educazione al rispetto, senza far pagare i cittadini.
◾ Dialogo con la città prima di decisioni calate dall'alto.
La Fontana di Trevi è nostra, non di una giunta.
Claudio Lauretti

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Petizione creata in data 3 febbraio 2026