No al SERD dentro il Condominio Mille Volta di Firenze


No al SERD dentro il Condominio Mille Volta di Firenze
Il problema
Cresce la frustrazione e la preoccupazione di noi famiglie del quartiere delle Cure a Firenze, che hanno visto ‘piovere dall’alto’ una decisione che ci ha colti tutti impreparati: una decisione che è arrivata all’improvviso, in modo opaco, arbitrario, autoritario.
Il problema - divenuto per molti un incubo - è nato qualche settimana fa, quando abbiamo scoperto per puro caso che l’INPS, proprietario di gran parte del mega condominio “Mille/Volta”, ha concesso alla Azienda USL Toscana Centro, un intero piano (oltre 1000 mq) per collocarvi una grande struttura SER.D per la cura delle tossicodipendenze (droga, alcol, psicofarmaci, tabacco, gioco d’azzardo ecc.).
La preoccupazione per l’impatto che questo avrà sulla nostra vita, sulla nostra zona, sulla realtà economica e sociale, ed in particolare sulle scuole e gli asili che si troverebbero proprio di fronte al futuro SerD, è giustificata da una serie di fatti oggettivi:
- innanzitutto l’ordine di grandezza della struttura e dell’utenza, del Quartiere 5 (finora afferente al villino Basilewsky di via Lorenzo il Magnifico);
- inoltre, le particolari caratteristiche del nostro condominio che, per la sua struttura dispersiva e segmentata, assomiglia ad un groviera ed è, per così dire, il luogo ideale per giocare a nascondino.
IL SERD NON E' PER NULLA ADATTO AD ESSERE OSPITATO ALL'INTERNO DI UN CONDOMINIO ABITATIVO, ma necessita di offrire i servizi dedicati alla sua utenza all'interno di un plesso ad uso esclusivo sanitario (così come accade a Via dell'Arcolaio o Lungarno Santa Rosa per esempio), che offra la necessaria riservatezza per i suoi utenti stessi.
Tanto meno è adatto ad essere ospitato all'interno del condominio individuato dall'ASL, dato che dallo stesso ingresso si accede a molti spazi ed aree comuni, quali porticati, logge, un giardinetto oltre ad uscite di servizio e magazzini di alcune importanti attività commerciali (OVS ed Euronics).
Le nostre famiglie sono già provate dallo stress della pandemia, che qui ha colpito duro e dalla crisi economica che stiamo tutti affrontando.
Ma, per quanto stressati, siamo liberi di dire come stanno le cose, anche se politicamente scorrette, e senza ipocrisie e infingimenti?
La realtà emerge dal modo stesso con cui è stata presa la decisione di collocare un mega SER.D in una realtà ad altissima densità abitativa com’è la nostra: senza rispetto e senza trasparenza, in totale assenza d’informazione e condivisione con le nostre famiglie, ed anzi con gran rapidità e particolare circospezione.
La nostra controparte (INPS e USL), del resto, si mostra ben consapevole delle criticità del suo progetto quando:
1) per lungo tempo si limita a fornire indicazioni vaghe e generiche sulle proprie intenzioni;
2) non informa né l’amministratore del condominio (come l’amministratore stesso riferisce per iscritto), né il Consiglio di Quartiere della decisione;
3) dichiara per la prima volta quale sia la reale destinazione d’uso solo in data recentissima, il 22 marzo 2021, dopo insistenti richieste del condominio che infine decide di scoprire le carte e parla espressamente di SER.D;
4) si impegna ad isolare l’ingresso e l’accesso alla struttura dei soggetti più problematici, promettendo con ciò una cosa tecnicamente impossibile (data la particolare conformazione del palazzo), nonchè degradante e avvilente per gli utenti stessi;
5) prevede la presenza di vigilanti armati;
6) sottolinea il carattere temporaneo della struttura che, nonostante il costo rilevante, dovrebbe chiudere i battenti dopo appena 3 anni (?): una prospettiva inverosimile.
"In Italia non c'è nulla di più definitivo del provvisorio e nulla di più provvisorio del definitivo" diceva Giuseppe Prezzolini
Ma soprattutto, tale natura temporanea è giustificata con l'esigenza di attivare in via definitiva il servizio nel Quartiere 5.
Nessuna azienda privata, affitterebbe da terzi e ristrutturerebbe a sue spese un' immobile in disuso da anni in un'altra zona, disponendo già nel Quartiere dove vuole insediarsi di valide alternative edilizie, anch'esse bisognevoli solo di lavori di ristrutturazione.
Se anche tu la pensi come noi:
Firma subito la nostra petizione e
Condividila coi tuoi contatti, su Facebook, Twitter, Whats App o via Email !
Oppure firmala nei negozi di zona
Il problema
Cresce la frustrazione e la preoccupazione di noi famiglie del quartiere delle Cure a Firenze, che hanno visto ‘piovere dall’alto’ una decisione che ci ha colti tutti impreparati: una decisione che è arrivata all’improvviso, in modo opaco, arbitrario, autoritario.
Il problema - divenuto per molti un incubo - è nato qualche settimana fa, quando abbiamo scoperto per puro caso che l’INPS, proprietario di gran parte del mega condominio “Mille/Volta”, ha concesso alla Azienda USL Toscana Centro, un intero piano (oltre 1000 mq) per collocarvi una grande struttura SER.D per la cura delle tossicodipendenze (droga, alcol, psicofarmaci, tabacco, gioco d’azzardo ecc.).
La preoccupazione per l’impatto che questo avrà sulla nostra vita, sulla nostra zona, sulla realtà economica e sociale, ed in particolare sulle scuole e gli asili che si troverebbero proprio di fronte al futuro SerD, è giustificata da una serie di fatti oggettivi:
- innanzitutto l’ordine di grandezza della struttura e dell’utenza, del Quartiere 5 (finora afferente al villino Basilewsky di via Lorenzo il Magnifico);
- inoltre, le particolari caratteristiche del nostro condominio che, per la sua struttura dispersiva e segmentata, assomiglia ad un groviera ed è, per così dire, il luogo ideale per giocare a nascondino.
IL SERD NON E' PER NULLA ADATTO AD ESSERE OSPITATO ALL'INTERNO DI UN CONDOMINIO ABITATIVO, ma necessita di offrire i servizi dedicati alla sua utenza all'interno di un plesso ad uso esclusivo sanitario (così come accade a Via dell'Arcolaio o Lungarno Santa Rosa per esempio), che offra la necessaria riservatezza per i suoi utenti stessi.
Tanto meno è adatto ad essere ospitato all'interno del condominio individuato dall'ASL, dato che dallo stesso ingresso si accede a molti spazi ed aree comuni, quali porticati, logge, un giardinetto oltre ad uscite di servizio e magazzini di alcune importanti attività commerciali (OVS ed Euronics).
Le nostre famiglie sono già provate dallo stress della pandemia, che qui ha colpito duro e dalla crisi economica che stiamo tutti affrontando.
Ma, per quanto stressati, siamo liberi di dire come stanno le cose, anche se politicamente scorrette, e senza ipocrisie e infingimenti?
La realtà emerge dal modo stesso con cui è stata presa la decisione di collocare un mega SER.D in una realtà ad altissima densità abitativa com’è la nostra: senza rispetto e senza trasparenza, in totale assenza d’informazione e condivisione con le nostre famiglie, ed anzi con gran rapidità e particolare circospezione.
La nostra controparte (INPS e USL), del resto, si mostra ben consapevole delle criticità del suo progetto quando:
1) per lungo tempo si limita a fornire indicazioni vaghe e generiche sulle proprie intenzioni;
2) non informa né l’amministratore del condominio (come l’amministratore stesso riferisce per iscritto), né il Consiglio di Quartiere della decisione;
3) dichiara per la prima volta quale sia la reale destinazione d’uso solo in data recentissima, il 22 marzo 2021, dopo insistenti richieste del condominio che infine decide di scoprire le carte e parla espressamente di SER.D;
4) si impegna ad isolare l’ingresso e l’accesso alla struttura dei soggetti più problematici, promettendo con ciò una cosa tecnicamente impossibile (data la particolare conformazione del palazzo), nonchè degradante e avvilente per gli utenti stessi;
5) prevede la presenza di vigilanti armati;
6) sottolinea il carattere temporaneo della struttura che, nonostante il costo rilevante, dovrebbe chiudere i battenti dopo appena 3 anni (?): una prospettiva inverosimile.
"In Italia non c'è nulla di più definitivo del provvisorio e nulla di più provvisorio del definitivo" diceva Giuseppe Prezzolini
Ma soprattutto, tale natura temporanea è giustificata con l'esigenza di attivare in via definitiva il servizio nel Quartiere 5.
Nessuna azienda privata, affitterebbe da terzi e ristrutturerebbe a sue spese un' immobile in disuso da anni in un'altra zona, disponendo già nel Quartiere dove vuole insediarsi di valide alternative edilizie, anch'esse bisognevoli solo di lavori di ristrutturazione.
Se anche tu la pensi come noi:
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Vittoria
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I decisori



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Petizione creata in data 26 aprile 2021