No al potere dei presidi di sospendere i docenti: difendiamo la libertà di insegnamento!

Il problema

L’ARAN vuole cambiare le regole della scuola e dare ai presidi il potere di sospendere gli insegnanti fino a 30 giorni.
Oggi questo potere non ce l’hanno: solo un ufficio esterno (ufficio scolastico regionale) può farlo, dopo aver ascoltato tutte le parti in modo imparziale.

Se questa proposta passasse, un preside potrebbe punire da solo un insegnante, anche in caso di conflitto personale o divergenza di opinioni.
Questo sarebbe ingiusto e pericoloso, perché darebbe troppo potere a una sola persona e toglierebbe garanzie di equità e libertà.

La Costituzione italiana difende questi valori fondamentali:

Articolo 33: garantisce la libertà di insegnamento, cioè il diritto dei docenti di insegnare secondo coscienza e professionalità, senza pressioni o minacce.
Articolo 97: impone alla pubblica amministrazione di agire con imparzialità, quindi senza favoritismi o vendette personali.
Articolo 3: dice che tutti i cittadini devono essere trattati in modo uguale, quindi anche i docenti devono avere le stesse tutele degli altri lavoratori pubblici.


Dare al preside il potere di sospendere i docenti va contro questi principi costituzionali.
La scuola non è un’azienda e i presidi non devono diventare giudici o capi autoritari.
Gli insegnanti devono poter lavorare serenamente, nel rispetto reciproco e nel dialogo.

👉 Chiediamo al Ministero dell’Istruzione, all’ARAN e ai sindacati della scuola di bloccare questa proposta.
Vogliamo una scuola dove si collabora, non dove si punisce.


Difendiamo insieme la libertà di insegnamento, l’imparzialità e la giustizia nella scuola pubblica.

Firma anche tu per dire NO a una scuola autoritaria e SÌ a una scuola libera e democratica.

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Elisabetta TrimboliPromotore della petizione

20.643

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L’ARAN vuole cambiare le regole della scuola e dare ai presidi il potere di sospendere gli insegnanti fino a 30 giorni.
Oggi questo potere non ce l’hanno: solo un ufficio esterno (ufficio scolastico regionale) può farlo, dopo aver ascoltato tutte le parti in modo imparziale.

Se questa proposta passasse, un preside potrebbe punire da solo un insegnante, anche in caso di conflitto personale o divergenza di opinioni.
Questo sarebbe ingiusto e pericoloso, perché darebbe troppo potere a una sola persona e toglierebbe garanzie di equità e libertà.

La Costituzione italiana difende questi valori fondamentali:

Articolo 33: garantisce la libertà di insegnamento, cioè il diritto dei docenti di insegnare secondo coscienza e professionalità, senza pressioni o minacce.
Articolo 97: impone alla pubblica amministrazione di agire con imparzialità, quindi senza favoritismi o vendette personali.
Articolo 3: dice che tutti i cittadini devono essere trattati in modo uguale, quindi anche i docenti devono avere le stesse tutele degli altri lavoratori pubblici.


Dare al preside il potere di sospendere i docenti va contro questi principi costituzionali.
La scuola non è un’azienda e i presidi non devono diventare giudici o capi autoritari.
Gli insegnanti devono poter lavorare serenamente, nel rispetto reciproco e nel dialogo.

👉 Chiediamo al Ministero dell’Istruzione, all’ARAN e ai sindacati della scuola di bloccare questa proposta.
Vogliamo una scuola dove si collabora, non dove si punisce.


Difendiamo insieme la libertà di insegnamento, l’imparzialità e la giustizia nella scuola pubblica.

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