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Petitioning Assessore Regione Toscana Ambiente Anna Rita Bramerini and 2 others

No al piano di abbattimento di Caprioli e Daini della Provincia Di Grosseto

No al piano di abbattimento di  Caprioli e Daini della Provincia Di Grosseto

Tratto da  GEAPRESS – Si potranno abbattere i piccoli. La Provincia di Grosseto ha deciso che si potranno uccidere da oggi e fino al trenta settembre. Breve vita, pertanto, per i neonati di capriolo e daino. Per cinque giorni la settimana, tranne martedì e venerdì, i cacciatori di cosiddetta selezione, potranno uccidere i piccoli grazie alle previsioni del calendario venatorio 2012-2013 della Provincia il quale, per lo specifico caso, ha pure goduto di un’apposita integrazione. Un giorno prima dell’approvazione del calendario venatorio la Regione Toscana ha infatti deliberato l’aumento dei giorni di caccia da selezione. Erano inizialmente previsti il lunedì ed il giovedì. Ora, invece, cinque giorni la settimana.

Una piccola deroga sulla vita avranno invece, rispetto ai piccoli, i giovani maschi e agli adulti cacciabili dal 15 agosto al 30 settembre e dal primo giugno al 15 luglio. Se la passeranno un pizzico meglio, le giovani femmine e le adulte. Per loro il piombo è previsto dal primo gennaio al 14 marzo. E dire che la caccia, come recita lo stesso calendario venatorio, si aprirebbe il 16 settembre, tranne, ovviamente, per i cacciatori di selezione che già da oggi potranno iniziare a selezionare i cuccioli di capriolo e daino. Varranno poi diverse disposizioni per gli altri ungulati.

Una mostruosità, denunciano ora le Associazioni, purtroppo diffusa anche in altre regioni d’Italia dove forte è l’incidenza del mondo venatorio. WWF, LAC, A.C.U. e Coordinamento associazioni ambientaliste, ricordano il parere contrario dell’Istituto tecnico (ISPRA) deputato dalla legge nazionale sulla caccia a regolamentare l’attività venatoria. L’invito dell’ISPRA, riferiscono sempre le Associazioni, è di non abbattere queste specie durante le fasi critiche della stagione riproduttiva e di cura della prole.

Riteniamo una barbarie abbattere i piccoli di capriolo e daino nel periodo di allattamento – dichiarano in un comunicato congiunto le Associazioni – Si tratta, inoltre, di una sofferenza atroce nei confronti della madre che si vedrebbe uccidere i propri cuccioli. Chiunque ha un animale sa con quanta cura e amore le madri si prendono cura della propria prole“.

Niente da fare, la Provincia autorizza e la Regione integra. Dal primo agosto e con più giorni di caccia per i selecontrollori. Provvedimenti spesso motivati sulla base dei presunti danni all’agricoltura. Secondo le Associazioni, però, tali danni non si risolvono di certo con l’abbattimento degli animali. Anzi, gli ampi periodi di caccia stanno a sottolineare il fallimento di tali tecniche. In altri termini, finché il controllo delle popolazioni sarà lasciato in mano ai cacciatori, si potrà essere certi che il numero degli animali mai potrà calare e l’uccisione, quindi, potrà continuare. Politiche di sterilizzazione, recinzioni e stop alle reintroduzioni di specie per fini venatori. Queste le possibili soluzioni avanzate dalle Associazioni. Stop alla “barbarie” intanto. Stop alla soppressione di cuccioli di capriolo e daino.

 

Letter to
Assessore Regione Toscana Ambiente Anna Rita Bramerini
Assessore all Ambiente della provincia di Grosseto PATRIZIA SIVERI
Presidente Provincia di Grosseto LEONARDO MARRAS
No al piano di abbattimento di Caprioli e Daini della Provincia Di Grosseto
Vi preghiamo di prendere coscenza della barbaria che avete deliberato a scapito di docili ed innoqui animali
la civilta di una nazione si vede da come tratta gli animali

Sincerely,
GEAPRESS – Si potranno abbattere i piccoli. La Provincia di Grosseto ha deciso che si potranno uccidere da oggi e fino al trenta settembre. Breve vita, pertanto, per i neonati di capriolo e daino. Per cinque giorni la settimana, tranne martedì e venerdì, i cacciatori di cosiddetta selezione, potranno uccidere i piccoli grazie alle previsioni del calendario venatorio 2012-2013 della Provincia il quale, per lo specifico caso, ha pure goduto di un’apposita integrazione. Un giorno prima dell’approvazione del calendario venatorio la Regione Toscana ha infatti deliberato l’aumento dei giorni di caccia da selezione. Erano inizialmente previsti il lunedì ed il giovedì. Ora, invece, cinque giorni la settimana.

Una piccola deroga sulla vita avranno invece, rispetto ai piccoli, i giovani maschi e agli adulti cacciabili dal 15 agosto al 30 settembre e dal primo giugno al 15 luglio. Se la passeranno un pizzico meglio, le giovani femmine e le adulte. Per loro il piombo è previsto dal primo gennaio al 14 marzo. E dire che la caccia, come recita lo stesso calendario venatorio, si aprirebbe il 16 settembre, tranne, ovviamente, per i cacciatori di selezione che già da oggi potranno iniziare a selezionare i cuccioli di capriolo e daino. Varranno poi diverse disposizioni per gli altri ungulati.

Una mostruosità, denunciano ora le Associazioni, purtroppo diffusa anche in altre regioni d’Italia dove forte è l’incidenza del mondo venatorio. WWF, LAC, A.C.U. e Coordinamento associazioni ambientaliste, ricordano il parere contrario dell’Istituto tecnico (ISPRA) deputato dalla legge nazionale sulla caccia a regolamentare l’attività venatoria. L’invito dell’ISPRA, riferiscono sempre le Associazioni, è di non abbattere queste specie durante le fasi critiche della stagione riproduttiva e di cura della prole.

“Riteniamo una barbarie abbattere i piccoli di capriolo e daino nel periodo di allattamento – dichiarano in un comunicato congiunto le Associazioni – Si tratta, inoltre, di una sofferenza atroce nei confronti della madre che si vedrebbe uccidere i propri cuccioli. Chiunque ha un animale sa con quanta cura e amore le madri si prendono cura della propria prole“.

Niente da fare, la Provincia autorizza e la Regione integra. Dal primo agosto e con più giorni di caccia per i selecontrollori. Provvedimenti spesso motivati sulla base dei presunti danni all’agricoltura. Secondo le Associazioni, però, tali danni non si risolvono di certo con l’abbattimento degli animali. Anzi, gli ampi periodi di caccia stanno a sottolineare il fallimento di tali tecniche. In altri termini, finché il controllo delle popolazioni sarà lasciato in mano ai cacciatori, si potrà essere certi che il numero degli animali mai potrà calare e l’uccisione, quindi, potrà continuare. Politiche di sterilizzazione, recinzioni e stop alle reintroduzioni di specie per fini venatori. Queste le possibili soluzioni avanzate dalle Associazioni. Stop alla “barbarie” intanto. Stop alla soppressione di cuccioli di capriolo e daino.