NO all'asfalto nelle aree protette del Pratomagno!


NO all'asfalto nelle aree protette del Pratomagno!
Il problema
L’asfalto taglierà in due il massiccio del Pratomagno e le sue 2 zone di conservazione speciale della Rete EU Natura 2000?
No grazie! L’ululone e molte altre specie rare rischiano di scomparire, il Pratomagno rischia di perdere la sua unicità.
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English Abstract
PLEASE SIGN (and share!) the petition against developing into tarmac a forest road cutting through 2 spectacular protected areas lying on the ridge of Pratomagno mountain range, NE Tuscany (Italy). The area, protected under the EU Natura 2000 network and the regional legislation, is home to the wild cat, wolf, golden eagle, giant black woodpecker, goshawk, dotterel and the endemic Appennine Yellow-bellied Toad- listed as endangered in the Italian IUCN Redlist.
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Il rospo ululone, una specie endemica dell’Appennino, è a rischio di estinzione: una tra le varie specie presenti sul Pratomagno che, insieme ai loro habitat naturali, contribuiscono alla salute ecologica di quegli ambienti. A minacciarli, adesso, è l’asfalto.
La Regione Toscana ha infatti annunciato l’asfaltatura di 12 km di strada di crinale che attraversa il Pratomagno, gioiello naturale per habitat e specie di piante e animali che li abitano. Oltre all’ululone, in questa zona vivono diverse altre specie rare di interesse comunitario, tra cui il gatto selvatico, la puzzola, il picchio nero, il biancone e l’aquila reale.
Aiutaci a salvarli e a preservare questo scrigno di biodiversità che è il Pratomagno. Con la tua firma puoi fare la differenza e salvare un pezzo di paesaggio ad alta naturalità del nostro paese!
Perché firmare? I dati, le problematiche, i rischi.
Il progetto di asfaltatura dei 12 km della strada di crinale del Pratomagno annunciato nel Maggio 2022 dalla Regione Toscana è sostanzialmente INCOERENTE e palesemente di SEGNO CONTRARIO rispetto ai seguenti IMPEGNI presi dalla Regione stessa:
1) gli obbiettivi e le indicazioni del Piano di Indirizzo Territoriale/Paesaggistico del Val d’Arno Superiore (2015) e del suo sviluppo nella forma del Progetto di Paesaggio “I Territori del Pratomagno” (2022);
2) gli obbiettivi e misure di conservazione dei piani di gestione delle due Zone Speciali di Conservazione (ZSC) della Rete 2000 della Comunità Europea incluse all’interno del territorio (Vallombrosa-Bosco di S. Antonio e Pascoli montani e cespuglieti del Pratomagno).
I sopra citati documenti identificano come le minacce più importanti per questa stupenda area le seguenti:
• la pressione antropica incontrollata
• l’artificializzazione progressiva del paesaggio
• il bracconaggio
• la diffusione delle specie aliene invasive.
In particolare, il CARICO DI VISITATORI è menzionato in entrambi i piani di gestione delle due ZSC come un fattore di GRAVE MINACCIA per HABITAT e SPECIE di rilievo comunitario e globale.
Come confermato da un recente parere di ISPRA Ambiente, nel promuovere il progetto di asfaltatura sono state evidentemente tralasciate, o grandemente sottovalutate, le sue inevitabili ricadute negative sulle caratteristiche identitarie, l’amenità e la naturalità del paesaggio del Pratomagno nonché sugli habitat, sull’ecologia e comportamento della fauna di importanza internazionale per cui le due ZSC sono state istituite. Tra cui appunto spicca l’Ululone Appenninico, specie endemica dell’Appennino, di rilevanza internazionale globale in quanto classificata come “minacciata di estinzione” nella Lista Rossa della IUCN.
Si tratta di una specie protetta, ridotta a pochissime popolazioni, a causa soprattutto della distruzione e degrado degli habitat idonei e alla frammentazione del loro areale, oltre che alla diffusione di una patologia (chitridiomicosi) causata da un fungo propagato dalle attività umane.
Mentre le istituzioni europee e nazionali, gli enti di ricerca e conservazione, gli erpetologi e le associazioni di settore si impegnano e investono per cercare di arrestare il declino, in una lotta dove anche un singolo individuo può fare la differenza, la Regione Toscana progetta l’asfaltatura di un tratto di 12 km della strada di crinale che lambisce e attraversa 2 aree speciali di conservazione della Rete Natura 2000 (Vallombrosa/S. Antonio e crinale Pratomagno).
L’ISPRA Ambiente (ente tecnico specializzato afferente al Ministero dell’Ambiente), che su nostra richiesta ha espresso un parere nettamente negativo sull’opera, ricorda che già la presenza stagionale di almeno una specie di rilievo, il Piviere tortolino, è crollata in tempi recenti, molto probabilmente a causa del disturbo antropico. La presenza autunnale di questo limicolo migratore inter-continentale era fino a poco tempo fa regolare sulle praterie sommitali del Pratomagno, le quali venivano usate dalla specie come area di sosta e ristoro nel lungo tragitto tra i siti riproduttivi situati in Siberia e Nord Europa e le aree di svernamento nord-africane.
Proprio le praterie sommitali del Pratomagno, classificate come “habitat prioritario” dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE sono tra gli ambienti a maggior rischio proprio a causa dell’aumento incontrollato dei flussi turistici che farebbe seguito all’asfaltatura della strada. Un ambiente ricchissimo di biodiversità ma altrettanto fragile, che già oggi mostra evidenti i segni dell’impatto negativo causato da carichi turistici particolarmente alti, concentrati durante il periodo estivo, che hanno determinato la presenza di diffusi sentieramenti e fenomeni erosivi.
Tra le 14 di specie rare di interesse comunitario e internazionale che ancora sopravvivono in quell’area e che potrebbero essere minacciate da un ulteriore aumento del disturbo antropico, oltre all’ululone, si possono annoverare vari passeriformi che nidificano sulle praterie sommitali, il picchio nero, l’aquila reale, l’astore, il biancone, la puzzola, il gatto selvatico, molte specie di pipistrelli e vari altri.
Un’opera di questo tipo avrebbe pesanti ricadute negative anche da un punto di vista paesaggistico, andando ad incidere, modificandone le caratteristiche, su un’area di particolare pregio e interesse, un valore riconosciuto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio che classifica il crinale del Pratomagno tra le aree “di notevole interesse pubblico” e come tale sottoposto a particolari forme di tutela. La stessa Sovrintendenza ai Beni Culturali e Artistici di Arezzo ha avanzato più di una riserva su questa opera.
Le associazioni locali osservano che il Pratomagno non ha bisogno di ulteriori visitatori “mordi e fuggi” che raggiungono i luoghi montani più remoti con mezzi motorizzati solo per fare pic-nic e, spesso, lasciare segni tangibili del loro passaggio; visitatori che si muovono nei boschi come se fossero in città, senza educazione e rispetto per la vegetazione e gli animali che lo abitano. Questo tipo di turismo, insieme a infrastrutture dall’impatto visivo (e sonoro) devastante, trasformerebbero il Pratomagno in un “non luogo”, facendogli perdere irreversibilmente le particolarità che lo rendono un posto così rilevante e unico non solo per gli abitanti della montagna ma anche per quelli delle due vallate contigue. Le associazioni locali mirano a sviluppare un turismo sostenibile e attento e l’asfaltatura della strada bianca da Secchieta alla Croce è letteralmente l’antitesi di questo modello di sviluppo.
I sottoscrittori di questo appello ed in special modo le comunità locali, sostenuti dai pareri indipendenti di Ispra Ambiente e della Sovrintendenza, ritengono che questo tipo di progetto sia contrario ad ogni moderno concetto di sostenibilità ambientale e conservazione della natura; un progetto che nasce da una concezione di sviluppo anacronistica, tipica di vari decenni fa, incentrata unicamente sull’aumento del costruito, sul moltiplicarsi delle infrastrutture di ogni tipo e ampiezza e su un unico tipo di mobilità, quella motorizzata.
Raccomandano pertanto un ripensamento radicale di questa idea di progetto che tenga conto degli impegni presi da parte della Regione con i cittadini e con le istituzioni Europee. E comunque, qualora la Regione decidesse di perseverare, si raccomanda di sottoporre tale progetto ad una rigorosa ed indipendente analisi di valutazione di incidenza ambientale.
Usare i fondi disponibili per rimettere in sicurezza la strada bianca del crinale sarebbe il giusto segnale di una svolta nella direzione di promuovere un turismo di qualità, basato sulla mobilità lenta e la sostenibilità ambientale mentre si tutelano i valori più vulnerabili del comprensorio, anche attraverso la promozione e il sostegno di quelle attività, come il pascolo, l’agricoltura di montagna e certe forme di utilizzo del bosco (es. filiera della castagna e dell’erica) che hanno ricadute positive sia sulla biodiversità sia sulle comunità locali, offrendo modelli di sviluppo che sarebbero alla base di quel Piano di Paesaggio che la stessa Regione ha promosso e adottato. Le associazioni locali ritengono che, in termini di infrastrutture, sarebbe prioritario spendere questi soldi sulla manutenzione della viabilità già asfaltata, ma vecchia e malridotta, che raggiunge vari centri abitati delle pendici del Pratomagno.
SOTTOSCRITTORI
Associazioni
Comitato per le Oasi WWF dell’Area Fiorentina
Collettivo Atlatl (associazione locale, Loro Ciuffenna)
Collettivo Bujanov (associazione locale, Cavriglia)
Italian Gekko Association - IGA
Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
L’Bercio (associazione locale, Loro Ciuffenna)
Il Pianeta (associazione locale, Rignano sull’Arno)
Vivascienza
Centro Studi Umanistici Casa al Dono, Vallombrosa
Esperti e professionisti
Agnelli Paolo, esperto micro-mammiferi, ex conservatore Museo di Storia Naturale FI
Bartolini Alessio, forestale, esperto naturalista
Bartolozzi Luca, entomologo, ex conservatore Museo di Storia Naturale, UNIFI
Bastogi Marco, geologo, Comitato Scientifico CAI Toscana
Battaglini Iacopo, forestale
Berzi Duccio, forestale, esperto faunista
Borri Bernardo, tecnico ambientale, esperto di anfibi e rettili
Bottacci Alessandro, docente Società Italiana Restauro Forestale
Bruni Giacomo, erpetologo, guida ambientale escursionistica
Bruschini Claudia, ricercatrice entomologia, UNIFI
Campedelli Tommaso, ornitologo, esperto gestione sistemi agro-forestali
Cappa Federico, docente biologia animale e etologia, UNIFI
Cini Alessandro, docente entomologia, UNIPI
Coppari Luca, biologo, esperto erpetologia
Cuseri Sonia, operatrice naturalistica, Arezzo
Damiani Giovanni, biologo, presidente Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
Dapporto Leonardo, docente biodiversità animale e conservazione, UNIFI
Di Bari Marco, esperto di sostenibilità ambientale, tecnico faunista
Dell’Orso Roberto, Comitato Scientifico CAI Pisa
Ducci Fulvio, forestale, UNIFI
Fiordiponti Raoul, agrotecnico e guida ambientale escursionistica
Freschi Anna Carola, ricercatrice sociologia, UNISI
Gentilini Patrizia, medico, vice presidente Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
Giachi Filippo, esperto di anfibi e rettili
Lasso Andres, biologo, esperto sostenibilità ambientale
Mazza Giuseppe, zoologo, ricercatore CREA
Mete Vittorio, docente sociologia, UNIFI
Miserocchi Danio, scienze naturali, Museo di Storia Naturale (CS)
Mori Emiliano, biologo ambientale, ricercatore CNR
Oliva Gabriele, biologo, ex Lega Ambiente Reggello
Papini Alessio, docente botanica, UNIFI
Picchi Malayka, entomologa, consulente Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
Sacchetti Sandro, illustratore naturalistico e osservatore Centro Ornitologico Toscano
Santini Giacomo, docente ecologia, UNIFI
Schirone Bartolomeo, docente di selvicoltura, UNITUS
Scoccianti Carlo, biologo (Comitato per le Oasi WWF dell’Area Fiorentina)
Scoccianti Guido (Comitato per le Oasi WWF dell’Area Fiorentina)
Serra Gianluca, ecologo, faunista, esperto aree protette agenzie ONU
Rovero Francesco, docente ecologia animale, UNIFI
Torrigiani Francesco, agronomo, esperto ecosistemi urbani e periurbani
Philip Laroma Jezzi, docente diritto tributario unifi
Franco Andreone, erpetologo, curatore del Museo di Scienze Naturali di Torino

5080
Il problema
L’asfalto taglierà in due il massiccio del Pratomagno e le sue 2 zone di conservazione speciale della Rete EU Natura 2000?
No grazie! L’ululone e molte altre specie rare rischiano di scomparire, il Pratomagno rischia di perdere la sua unicità.
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English Abstract
PLEASE SIGN (and share!) the petition against developing into tarmac a forest road cutting through 2 spectacular protected areas lying on the ridge of Pratomagno mountain range, NE Tuscany (Italy). The area, protected under the EU Natura 2000 network and the regional legislation, is home to the wild cat, wolf, golden eagle, giant black woodpecker, goshawk, dotterel and the endemic Appennine Yellow-bellied Toad- listed as endangered in the Italian IUCN Redlist.
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Il rospo ululone, una specie endemica dell’Appennino, è a rischio di estinzione: una tra le varie specie presenti sul Pratomagno che, insieme ai loro habitat naturali, contribuiscono alla salute ecologica di quegli ambienti. A minacciarli, adesso, è l’asfalto.
La Regione Toscana ha infatti annunciato l’asfaltatura di 12 km di strada di crinale che attraversa il Pratomagno, gioiello naturale per habitat e specie di piante e animali che li abitano. Oltre all’ululone, in questa zona vivono diverse altre specie rare di interesse comunitario, tra cui il gatto selvatico, la puzzola, il picchio nero, il biancone e l’aquila reale.
Aiutaci a salvarli e a preservare questo scrigno di biodiversità che è il Pratomagno. Con la tua firma puoi fare la differenza e salvare un pezzo di paesaggio ad alta naturalità del nostro paese!
Perché firmare? I dati, le problematiche, i rischi.
Il progetto di asfaltatura dei 12 km della strada di crinale del Pratomagno annunciato nel Maggio 2022 dalla Regione Toscana è sostanzialmente INCOERENTE e palesemente di SEGNO CONTRARIO rispetto ai seguenti IMPEGNI presi dalla Regione stessa:
1) gli obbiettivi e le indicazioni del Piano di Indirizzo Territoriale/Paesaggistico del Val d’Arno Superiore (2015) e del suo sviluppo nella forma del Progetto di Paesaggio “I Territori del Pratomagno” (2022);
2) gli obbiettivi e misure di conservazione dei piani di gestione delle due Zone Speciali di Conservazione (ZSC) della Rete 2000 della Comunità Europea incluse all’interno del territorio (Vallombrosa-Bosco di S. Antonio e Pascoli montani e cespuglieti del Pratomagno).
I sopra citati documenti identificano come le minacce più importanti per questa stupenda area le seguenti:
• la pressione antropica incontrollata
• l’artificializzazione progressiva del paesaggio
• il bracconaggio
• la diffusione delle specie aliene invasive.
In particolare, il CARICO DI VISITATORI è menzionato in entrambi i piani di gestione delle due ZSC come un fattore di GRAVE MINACCIA per HABITAT e SPECIE di rilievo comunitario e globale.
Come confermato da un recente parere di ISPRA Ambiente, nel promuovere il progetto di asfaltatura sono state evidentemente tralasciate, o grandemente sottovalutate, le sue inevitabili ricadute negative sulle caratteristiche identitarie, l’amenità e la naturalità del paesaggio del Pratomagno nonché sugli habitat, sull’ecologia e comportamento della fauna di importanza internazionale per cui le due ZSC sono state istituite. Tra cui appunto spicca l’Ululone Appenninico, specie endemica dell’Appennino, di rilevanza internazionale globale in quanto classificata come “minacciata di estinzione” nella Lista Rossa della IUCN.
Si tratta di una specie protetta, ridotta a pochissime popolazioni, a causa soprattutto della distruzione e degrado degli habitat idonei e alla frammentazione del loro areale, oltre che alla diffusione di una patologia (chitridiomicosi) causata da un fungo propagato dalle attività umane.
Mentre le istituzioni europee e nazionali, gli enti di ricerca e conservazione, gli erpetologi e le associazioni di settore si impegnano e investono per cercare di arrestare il declino, in una lotta dove anche un singolo individuo può fare la differenza, la Regione Toscana progetta l’asfaltatura di un tratto di 12 km della strada di crinale che lambisce e attraversa 2 aree speciali di conservazione della Rete Natura 2000 (Vallombrosa/S. Antonio e crinale Pratomagno).
L’ISPRA Ambiente (ente tecnico specializzato afferente al Ministero dell’Ambiente), che su nostra richiesta ha espresso un parere nettamente negativo sull’opera, ricorda che già la presenza stagionale di almeno una specie di rilievo, il Piviere tortolino, è crollata in tempi recenti, molto probabilmente a causa del disturbo antropico. La presenza autunnale di questo limicolo migratore inter-continentale era fino a poco tempo fa regolare sulle praterie sommitali del Pratomagno, le quali venivano usate dalla specie come area di sosta e ristoro nel lungo tragitto tra i siti riproduttivi situati in Siberia e Nord Europa e le aree di svernamento nord-africane.
Proprio le praterie sommitali del Pratomagno, classificate come “habitat prioritario” dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE sono tra gli ambienti a maggior rischio proprio a causa dell’aumento incontrollato dei flussi turistici che farebbe seguito all’asfaltatura della strada. Un ambiente ricchissimo di biodiversità ma altrettanto fragile, che già oggi mostra evidenti i segni dell’impatto negativo causato da carichi turistici particolarmente alti, concentrati durante il periodo estivo, che hanno determinato la presenza di diffusi sentieramenti e fenomeni erosivi.
Tra le 14 di specie rare di interesse comunitario e internazionale che ancora sopravvivono in quell’area e che potrebbero essere minacciate da un ulteriore aumento del disturbo antropico, oltre all’ululone, si possono annoverare vari passeriformi che nidificano sulle praterie sommitali, il picchio nero, l’aquila reale, l’astore, il biancone, la puzzola, il gatto selvatico, molte specie di pipistrelli e vari altri.
Un’opera di questo tipo avrebbe pesanti ricadute negative anche da un punto di vista paesaggistico, andando ad incidere, modificandone le caratteristiche, su un’area di particolare pregio e interesse, un valore riconosciuto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio che classifica il crinale del Pratomagno tra le aree “di notevole interesse pubblico” e come tale sottoposto a particolari forme di tutela. La stessa Sovrintendenza ai Beni Culturali e Artistici di Arezzo ha avanzato più di una riserva su questa opera.
Le associazioni locali osservano che il Pratomagno non ha bisogno di ulteriori visitatori “mordi e fuggi” che raggiungono i luoghi montani più remoti con mezzi motorizzati solo per fare pic-nic e, spesso, lasciare segni tangibili del loro passaggio; visitatori che si muovono nei boschi come se fossero in città, senza educazione e rispetto per la vegetazione e gli animali che lo abitano. Questo tipo di turismo, insieme a infrastrutture dall’impatto visivo (e sonoro) devastante, trasformerebbero il Pratomagno in un “non luogo”, facendogli perdere irreversibilmente le particolarità che lo rendono un posto così rilevante e unico non solo per gli abitanti della montagna ma anche per quelli delle due vallate contigue. Le associazioni locali mirano a sviluppare un turismo sostenibile e attento e l’asfaltatura della strada bianca da Secchieta alla Croce è letteralmente l’antitesi di questo modello di sviluppo.
I sottoscrittori di questo appello ed in special modo le comunità locali, sostenuti dai pareri indipendenti di Ispra Ambiente e della Sovrintendenza, ritengono che questo tipo di progetto sia contrario ad ogni moderno concetto di sostenibilità ambientale e conservazione della natura; un progetto che nasce da una concezione di sviluppo anacronistica, tipica di vari decenni fa, incentrata unicamente sull’aumento del costruito, sul moltiplicarsi delle infrastrutture di ogni tipo e ampiezza e su un unico tipo di mobilità, quella motorizzata.
Raccomandano pertanto un ripensamento radicale di questa idea di progetto che tenga conto degli impegni presi da parte della Regione con i cittadini e con le istituzioni Europee. E comunque, qualora la Regione decidesse di perseverare, si raccomanda di sottoporre tale progetto ad una rigorosa ed indipendente analisi di valutazione di incidenza ambientale.
Usare i fondi disponibili per rimettere in sicurezza la strada bianca del crinale sarebbe il giusto segnale di una svolta nella direzione di promuovere un turismo di qualità, basato sulla mobilità lenta e la sostenibilità ambientale mentre si tutelano i valori più vulnerabili del comprensorio, anche attraverso la promozione e il sostegno di quelle attività, come il pascolo, l’agricoltura di montagna e certe forme di utilizzo del bosco (es. filiera della castagna e dell’erica) che hanno ricadute positive sia sulla biodiversità sia sulle comunità locali, offrendo modelli di sviluppo che sarebbero alla base di quel Piano di Paesaggio che la stessa Regione ha promosso e adottato. Le associazioni locali ritengono che, in termini di infrastrutture, sarebbe prioritario spendere questi soldi sulla manutenzione della viabilità già asfaltata, ma vecchia e malridotta, che raggiunge vari centri abitati delle pendici del Pratomagno.
SOTTOSCRITTORI
Associazioni
Comitato per le Oasi WWF dell’Area Fiorentina
Collettivo Atlatl (associazione locale, Loro Ciuffenna)
Collettivo Bujanov (associazione locale, Cavriglia)
Italian Gekko Association - IGA
Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
L’Bercio (associazione locale, Loro Ciuffenna)
Il Pianeta (associazione locale, Rignano sull’Arno)
Vivascienza
Centro Studi Umanistici Casa al Dono, Vallombrosa
Esperti e professionisti
Agnelli Paolo, esperto micro-mammiferi, ex conservatore Museo di Storia Naturale FI
Bartolini Alessio, forestale, esperto naturalista
Bartolozzi Luca, entomologo, ex conservatore Museo di Storia Naturale, UNIFI
Bastogi Marco, geologo, Comitato Scientifico CAI Toscana
Battaglini Iacopo, forestale
Berzi Duccio, forestale, esperto faunista
Borri Bernardo, tecnico ambientale, esperto di anfibi e rettili
Bottacci Alessandro, docente Società Italiana Restauro Forestale
Bruni Giacomo, erpetologo, guida ambientale escursionistica
Bruschini Claudia, ricercatrice entomologia, UNIFI
Campedelli Tommaso, ornitologo, esperto gestione sistemi agro-forestali
Cappa Federico, docente biologia animale e etologia, UNIFI
Cini Alessandro, docente entomologia, UNIPI
Coppari Luca, biologo, esperto erpetologia
Cuseri Sonia, operatrice naturalistica, Arezzo
Damiani Giovanni, biologo, presidente Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
Dapporto Leonardo, docente biodiversità animale e conservazione, UNIFI
Di Bari Marco, esperto di sostenibilità ambientale, tecnico faunista
Dell’Orso Roberto, Comitato Scientifico CAI Pisa
Ducci Fulvio, forestale, UNIFI
Fiordiponti Raoul, agrotecnico e guida ambientale escursionistica
Freschi Anna Carola, ricercatrice sociologia, UNISI
Gentilini Patrizia, medico, vice presidente Gruppo Unitario per le Foreste Italiane
Giachi Filippo, esperto di anfibi e rettili
Lasso Andres, biologo, esperto sostenibilità ambientale
Mazza Giuseppe, zoologo, ricercatore CREA
Mete Vittorio, docente sociologia, UNIFI
Miserocchi Danio, scienze naturali, Museo di Storia Naturale (CS)
Mori Emiliano, biologo ambientale, ricercatore CNR
Oliva Gabriele, biologo, ex Lega Ambiente Reggello
Papini Alessio, docente botanica, UNIFI
Picchi Malayka, entomologa, consulente Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
Sacchetti Sandro, illustratore naturalistico e osservatore Centro Ornitologico Toscano
Santini Giacomo, docente ecologia, UNIFI
Schirone Bartolomeo, docente di selvicoltura, UNITUS
Scoccianti Carlo, biologo (Comitato per le Oasi WWF dell’Area Fiorentina)
Scoccianti Guido (Comitato per le Oasi WWF dell’Area Fiorentina)
Serra Gianluca, ecologo, faunista, esperto aree protette agenzie ONU
Rovero Francesco, docente ecologia animale, UNIFI
Torrigiani Francesco, agronomo, esperto ecosistemi urbani e periurbani
Philip Laroma Jezzi, docente diritto tributario unifi
Franco Andreone, erpetologo, curatore del Museo di Scienze Naturali di Torino

5080
I decisori

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Petizione creata in data 30 maggio 2023