

No al divieto generalizzato delle munizioni ricaricate nei TSN
Il problema
Le munizioni ricaricate sono utilizzate legalmente da decenni da migliaia di tiratori sportivi italiani e rappresentano una componente fondamentale di molte discipline di tiro.
Recentemente è stato introdotto nei TSN un divieto generalizzato al loro utilizzo, motivato dal possibile rischio di incendi causati da particelle incandescenti.
La sicurezza deve essere una priorità assoluta. Tuttavia, se il rischio riguarda le condizioni degli impianti e la gestione delle aree di tiro, la soluzione dovrebbe essere l'adozione di adeguati protocolli di prevenzione e manutenzione, non il divieto indiscriminato di una pratica legale e consolidata.
Ad oggi non risultano pubblicamente disponibili dati che dimostrino che le munizioni ricaricate siano, in quanto tali, responsabili di un rischio significativamente maggiore rispetto alle munizioni commerciali.
Questo divieto penalizza migliaia di sportivi, aumenta i costi della pratica del tiro e rischia di compromettere l'attività agonistica di molte discipline.
Chiediamo all'UITS e alle autorità competenti di riesaminare il provvedimento, avviando un confronto con associazioni, tecnici e tiratori, e di sostituire il divieto generalizzato con misure di sicurezza basate su evidenze tecniche e proporzionalità.
La sicurezza si ottiene con regole efficaci e impianti adeguatamente gestiti, non con divieti indiscriminati.
Firma anche tu.

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Il problema
Le munizioni ricaricate sono utilizzate legalmente da decenni da migliaia di tiratori sportivi italiani e rappresentano una componente fondamentale di molte discipline di tiro.
Recentemente è stato introdotto nei TSN un divieto generalizzato al loro utilizzo, motivato dal possibile rischio di incendi causati da particelle incandescenti.
La sicurezza deve essere una priorità assoluta. Tuttavia, se il rischio riguarda le condizioni degli impianti e la gestione delle aree di tiro, la soluzione dovrebbe essere l'adozione di adeguati protocolli di prevenzione e manutenzione, non il divieto indiscriminato di una pratica legale e consolidata.
Ad oggi non risultano pubblicamente disponibili dati che dimostrino che le munizioni ricaricate siano, in quanto tali, responsabili di un rischio significativamente maggiore rispetto alle munizioni commerciali.
Questo divieto penalizza migliaia di sportivi, aumenta i costi della pratica del tiro e rischia di compromettere l'attività agonistica di molte discipline.
Chiediamo all'UITS e alle autorità competenti di riesaminare il provvedimento, avviando un confronto con associazioni, tecnici e tiratori, e di sostituire il divieto generalizzato con misure di sicurezza basate su evidenze tecniche e proporzionalità.
La sicurezza si ottiene con regole efficaci e impianti adeguatamente gestiti, non con divieti indiscriminati.
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Petizione creata in data 22 giugno 2026