

NO AL DDL ANTI STUPRO "CONSENSO SESSUALE": CRIMINALIZZA GLI INNOCENTI!
Il problema
Proposta da: PaeseRoma.it e Antonella Baiocchi – Psicoterapeuta e Criminologa (Ideatrice della Prospettiva Inclusiva Bidirezionale della Violenza e del concetto di Debolicidio)
Stiamo assistendo all’introduzione di una riforma del reato di violenza sessuale — la cosiddetta legge sul “consenso libero e attuale” — presentata come un grande progresso civile.
SAREBBE UNA ENNESIMA LEGGE ANTICOSTITUZIONALE E DISCRIMINATORIA, tanto quanto la 577 bis appena approvata!
Una lettura seria, psicologica e criminologica rivela un rischio che non possiamo ignorare: questa legge, così com’è formulata, rischia di trasformare qualsiasi uomo in un potenziale colpevole, anche in assenza di violenza.
Non è una provocazione.
È una valutazione tecnica basata su ciò che, da psicoterapeuta e criminologa, vedo ogni giorno nel lavoro clinico: le relazioni umane non funzionano secondo schemi rigidi, e il comportamento sessuale reale non coincide quasi mai con un “consenso esplicito e verbalizzato”.
📌 PERCHÉ LA LEGGE È PERICOLOSA?
1. Trasforma l’ambiguità in reato
La norma stabilisce che, se il consenso non è chiaro, attuale e inequivocabile, il rapporto può essere considerato illecito.
Ma nella vita reale:
- il consenso raramente è verbale,
- i giovani hanno scarsa educazione emotiva,
- il silenzio non significa automaticamente dissenso,
- l’emotività può rendere difficile esprimersi.
Molti comportamenti spontanei rischiano di essere riletti come reato a posteriori.
2. Una persona può non opporsi senza essere traumatizzata
In psicoterapia incontriamo ogni giorno situazioni come questa:
Una ragazza di 19 anni, alla sua prima relazione intima, non dice “no”, non si ritrae, non ferma il partner. Non perché subisce violenza. Ma perché è:
- timida,
- inesperta,
- imbarazzata,
- desiderosa di non deludere,
- incapace di verbalizzare in tempo reale il proprio disagio.
Il giorno dopo è confusa, non traumatizzata.
Ma secondo la nuova norma, questa ambivalenza potrebbe diventare prova di assenza di consenso.
3. Una legge sbilanciata in un clima culturale sbilanciato
La legge non nasce nel vuoto.
Nasce dentro una narrativa ideologica che da anni descrive la violenza in modo unidirezionale:
- uomini come aggressori,
- donne come vittime.
Questo non rappresenta la realtà, e rischia di condizionare l’applicazione della norma, portando a:
- credibilità selettiva delle denunce,
- presunzione implicita di colpevolezza maschile,
- lettura distorta dei fatti nelle aule dei tribunali.
4. Un’arma perfetta nei conflitti di coppia
Tutti i professionisti che lavorano nelle separazioni sanno cosa succede:
- riletture emotive a posteriori,
- interpretazioni soggettive,
- accuse che nascono dal conflitto.
Una legge basata su un “sì esplicito e attuale” rischia di diventare:
- un amplificatore del conflitto,
- un moltiplicatore di accuse,
- un terreno fragilissimo per i giovani e per le coppie in crisi.
5. Questa norma danneggia le donne davvero abusate
Se una legge appare ideologica o facilmente strumentalizzabile, l’opinione pubblica inizia a dubitare delle denunce.
Questo è un danno enorme per le vere vittime.
Una buona legge tutela chi è ferito, non crea categorie presunte colpevoli.
📌 QUELLO CHE CHIEDIAMO
Noi non chiediamo di lasciare impunita la violenza sessuale.
Chiediamo una cosa semplice e ragionevole:
Che il Parlamento sospenda la riforma del consenso attuale e apra un tavolo tecnico con psicologi, criminologi e magistrati NON ideologizzati.
Una legge sulla sessualità non può ignorare:
- la complessità emotiva umana,
- l’ambivalenza dei comportamenti,
- l’inesperienza dei giovani,
- il rischio di strumentalizzazioni,
- la necessità della presunzione di innocenza,
- il diritto alla tutela per tutte le vittime.
La violenza non è “solo maschile”. È umana!
E una legge che non integra questa verità rischia di produrre ingiustizie, conflitti e danni profondi alle persone che dovrebbe proteggere.
✍️ FIRMA PER UNA LEGGE GIUSTA, EQUIDISTANTE E FONDATA SULLA PSICOLOGIA, NON SULL’IDELOGIA.
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Il problema
Proposta da: PaeseRoma.it e Antonella Baiocchi – Psicoterapeuta e Criminologa (Ideatrice della Prospettiva Inclusiva Bidirezionale della Violenza e del concetto di Debolicidio)
Stiamo assistendo all’introduzione di una riforma del reato di violenza sessuale — la cosiddetta legge sul “consenso libero e attuale” — presentata come un grande progresso civile.
SAREBBE UNA ENNESIMA LEGGE ANTICOSTITUZIONALE E DISCRIMINATORIA, tanto quanto la 577 bis appena approvata!
Una lettura seria, psicologica e criminologica rivela un rischio che non possiamo ignorare: questa legge, così com’è formulata, rischia di trasformare qualsiasi uomo in un potenziale colpevole, anche in assenza di violenza.
Non è una provocazione.
È una valutazione tecnica basata su ciò che, da psicoterapeuta e criminologa, vedo ogni giorno nel lavoro clinico: le relazioni umane non funzionano secondo schemi rigidi, e il comportamento sessuale reale non coincide quasi mai con un “consenso esplicito e verbalizzato”.
📌 PERCHÉ LA LEGGE È PERICOLOSA?
1. Trasforma l’ambiguità in reato
La norma stabilisce che, se il consenso non è chiaro, attuale e inequivocabile, il rapporto può essere considerato illecito.
Ma nella vita reale:
- il consenso raramente è verbale,
- i giovani hanno scarsa educazione emotiva,
- il silenzio non significa automaticamente dissenso,
- l’emotività può rendere difficile esprimersi.
Molti comportamenti spontanei rischiano di essere riletti come reato a posteriori.
2. Una persona può non opporsi senza essere traumatizzata
In psicoterapia incontriamo ogni giorno situazioni come questa:
Una ragazza di 19 anni, alla sua prima relazione intima, non dice “no”, non si ritrae, non ferma il partner. Non perché subisce violenza. Ma perché è:
- timida,
- inesperta,
- imbarazzata,
- desiderosa di non deludere,
- incapace di verbalizzare in tempo reale il proprio disagio.
Il giorno dopo è confusa, non traumatizzata.
Ma secondo la nuova norma, questa ambivalenza potrebbe diventare prova di assenza di consenso.
3. Una legge sbilanciata in un clima culturale sbilanciato
La legge non nasce nel vuoto.
Nasce dentro una narrativa ideologica che da anni descrive la violenza in modo unidirezionale:
- uomini come aggressori,
- donne come vittime.
Questo non rappresenta la realtà, e rischia di condizionare l’applicazione della norma, portando a:
- credibilità selettiva delle denunce,
- presunzione implicita di colpevolezza maschile,
- lettura distorta dei fatti nelle aule dei tribunali.
4. Un’arma perfetta nei conflitti di coppia
Tutti i professionisti che lavorano nelle separazioni sanno cosa succede:
- riletture emotive a posteriori,
- interpretazioni soggettive,
- accuse che nascono dal conflitto.
Una legge basata su un “sì esplicito e attuale” rischia di diventare:
- un amplificatore del conflitto,
- un moltiplicatore di accuse,
- un terreno fragilissimo per i giovani e per le coppie in crisi.
5. Questa norma danneggia le donne davvero abusate
Se una legge appare ideologica o facilmente strumentalizzabile, l’opinione pubblica inizia a dubitare delle denunce.
Questo è un danno enorme per le vere vittime.
Una buona legge tutela chi è ferito, non crea categorie presunte colpevoli.
📌 QUELLO CHE CHIEDIAMO
Noi non chiediamo di lasciare impunita la violenza sessuale.
Chiediamo una cosa semplice e ragionevole:
Che il Parlamento sospenda la riforma del consenso attuale e apra un tavolo tecnico con psicologi, criminologi e magistrati NON ideologizzati.
Una legge sulla sessualità non può ignorare:
- la complessità emotiva umana,
- l’ambivalenza dei comportamenti,
- l’inesperienza dei giovani,
- il rischio di strumentalizzazioni,
- la necessità della presunzione di innocenza,
- il diritto alla tutela per tutte le vittime.
La violenza non è “solo maschile”. È umana!
E una legge che non integra questa verità rischia di produrre ingiustizie, conflitti e danni profondi alle persone che dovrebbe proteggere.
✍️ FIRMA PER UNA LEGGE GIUSTA, EQUIDISTANTE E FONDATA SULLA PSICOLOGIA, NON SULL’IDELOGIA.
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Petizione creata in data 25 novembre 2025