No al campo boe nella spiaggia di Sa Marigosa

No al campo boe nella spiaggia di Sa Marigosa

Il problema

Il comune di San Vero Milis vuole costruire un nuovo campo boe, nella marina di una delle spiagge più speciali del Sinis. Già alla fine degli anni 60‘, con l‘uso illegale delle granate da pesca, il mare intorno alla spiaggia di Sa Marigosa ha dovuto soffrire. Da tempo non c’è più il pesce di una volta, e i fondali sono nudi e silenziosi. Ora, con il progetto del campo boe (che oltre a danneggiare ulteriormente un‘ecosistema già fragile, precluderebbe la balneazione in tutta la spiaggia) il comune di San Vero Milis vuole ferirli ancor di più. Con tutta la solidarietà ed il rispetto ai pescatori della zona, chiediamo di abortire questo progetto. È la nostra terra, il nostro mare amato. O meglio, non lo è. Non ci appartiene. E così dovremmo trattarlo. Ciò che di bello rimane, dovrebbe rimanere incolume, per noi, e per le generazioni a venire. Fermiamo assieme quest‘iniziativa. È un insulto verso tutto ciò che fino ad oggi abbiamo sempre lodato: la meraviglia della natura sarda. Va protetta, non sfruttata.

Un ultimo appello al sindaco Luigi Tedeschi: Signor Sindaco, avreste ancora la coscienza pulita, dopo una cosa del genere? Lei non dovrebbe forse proteggere, anziché distruggere?

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Anton LüdekePromotore della petizione
Questa petizione aveva 462 sostenitori

Il problema

Il comune di San Vero Milis vuole costruire un nuovo campo boe, nella marina di una delle spiagge più speciali del Sinis. Già alla fine degli anni 60‘, con l‘uso illegale delle granate da pesca, il mare intorno alla spiaggia di Sa Marigosa ha dovuto soffrire. Da tempo non c’è più il pesce di una volta, e i fondali sono nudi e silenziosi. Ora, con il progetto del campo boe (che oltre a danneggiare ulteriormente un‘ecosistema già fragile, precluderebbe la balneazione in tutta la spiaggia) il comune di San Vero Milis vuole ferirli ancor di più. Con tutta la solidarietà ed il rispetto ai pescatori della zona, chiediamo di abortire questo progetto. È la nostra terra, il nostro mare amato. O meglio, non lo è. Non ci appartiene. E così dovremmo trattarlo. Ciò che di bello rimane, dovrebbe rimanere incolume, per noi, e per le generazioni a venire. Fermiamo assieme quest‘iniziativa. È un insulto verso tutto ciò che fino ad oggi abbiamo sempre lodato: la meraviglia della natura sarda. Va protetta, non sfruttata.

Un ultimo appello al sindaco Luigi Tedeschi: Signor Sindaco, avreste ancora la coscienza pulita, dopo una cosa del genere? Lei non dovrebbe forse proteggere, anziché distruggere?

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Anton LüdekePromotore della petizione

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