NO! AI CONCERTI DI ANNA NETREBKO IN ITALIA: AREZZO, VERONA, MILANO, NAPOLI! PER 10 ANNI!

Il problema

Ai  Presidenti delle regioni: Toscana, Lombardia, Veneto, Campania;

Ai  Sindaci delle città di: Arezzo, Milano, Verona, Napoli;

Alle Fondazioni: Guido d'Arezzo, Teatro alla Scala di Milano, Arena di Verona, Teatro di San Carlo di Napoli; 

APPELLO: CANCELLARE I CONCERTI DI ANNA NETREBKO NEL 2023 IN ITALIA E LE SUCCESSIVE

Il 7.01.2023 è uscito il decreto del presidente Zelensky dove sono elencati 119 artisti sanzionati per i prossimi 10 anni.

Questi artisti e personaggi pubblici sono fedeli servitori dell’ideologia del Cremlino, tramite le loro esibizioni essi promuovono l’ideologia politica del rashismo in tutto il mondo. Inoltre il Cremlino ricicla il denaro criminale proveniente dalle fonti illecite sponsorizzando questi rappresentanti ed eventi della cultura russa nei paesi europei. Tra gli artisti sanzionati si trova anche la cantante lirica russa Anna Netrebko.

Ricordiamo che già nel 2014 in Germania hanno rifiutato i suoi concerti perché strettamente collegata con Putin. Il Ministero degli Interni austriaco ha espresso il suo sdegno per la donazione di un milione di rubli da parte della cantante (che ha anche cittadinanza austriaca) al teatro di Donetsk, in zona occupata dalle forze russe: in quella occasione lei ha dichiarato di essere fuori dalla politica e di sostenere l’arte, ma in realtà ha sostenuto i terroristi della autoproclamata “repubblica” filorussa del Donbas. Nel 2014 è stato annullato un suo concerto al Metropolitan di New York. Nel 2022, ancora a New York e anche a Berlino, sono state cancellate le sue esibizioni perché lei ha rifiutato di ripudiare il proprio sostegno alla politica di Putin, come riportato dal quotidiano “La Repubblica”. In occasione del concerto del 2022 al Teatro alla Scala di Milano la cantante ha dichiarato di essere contraria alla guerra, ma ha evitato di esprimersi chiaramente contro l’aggressione russa contro l'Ucraina.

Com'è possibile allora che Anna Netrebko, una artista sotto le sanzioni che appoggia il governo di uno stato riconosciuto sponsor del terrorismo possa esibirsi ancora in Italia?

L'arte e la cultura russa sono utilizzate dal regime di Putin come armi nella guerra ibrida e come propaganda di un tristemente fantasioso mondo russo (“russky mir”), insieme a quella che è una vera e propria campagna globale di disinformazione.

Alle istituzioni italiane e alle fondazioni teatrali i cittadini italiani e ucraini chiedono con fermezza la cancellazione di tutti i concerti della cantante lirica Anna Netrebko programmati nel 2023 in Italia. Lo avevano già fatto diversi teatri europei, ad esempio il Teatro Nazionale dell'Opera polacco non ha esitato ad annullare l’opera "Boris Godunov" 10 giorni prima della data prevista, il balletto "Lo Schiaccianoci" è stato di recente cancellato a Bergamo, inoltre lo spettacolo del ballerino russo Polunin è stato annullato in questi giorni al teatro Arcimboldi di Milano, per le stesse ragioni qui riportate.

In questo periodo di guerra, quando le forze militari russe sono responsabili di indubbi crimini di guerra contro l’umanità e di genocidio, gli eventi musicali simili dovrebbero essere sostituiti con altri che non possano essere intesi come una forma di sostegno alla propaganda russa o una “operazione simpatia” con la Russia. Com'è recentemente avvenuto a Milano, quando il Teatro alla Scala ha aperto la stagione 2022/23 con un'opera di Mussorgskij, con diversi artisti russi fedeli al regime del Cremlino presenti sul palcoscenico milanese, nei giorni successivi alla Prima della Scala tutti i giornali e le tv russe esultavano, lodando l’Italia per questo forte sostegno culturale e politico alla Russia.

Così come sta succedendo nel mondo dello sport, bisogna temporaneamente dare un segnale chiaro ed univoco anche all'interno dei rapporti artistici e culturali. È importante che la stessa popolazione russa sia aiutata nell'essere consapevole, nonostante la ferrea propaganda del regime, del fatto che la comunità internazionale condanni senza appello l’aggressione e la guerra contro l’Ucraina e che solo il ritiro da tutti i territori ucraini e la fine di quel regime dittatoriale potranno restituire onore alla Russia.

Occorrerebbe, semmai, dedicare la stagione musicale alla memoria di Yuriy Kerpatenko, direttore di orchestra del teatro di Kherson, ucciso dalle forze di occupazione russe il 14 ottobre 2022 per avere rifiutato di esibirsi in un concerto organizzato da loro.

Firmatari:

Natalyia Gebrich, amministratore della pagina Facebook “Stop aggressione Russa in Ucraina”, membro della associazione ucraina Lilea, rappresentante della comunità ucraina ad Arezzo;

Antonio Stango, presidente Federazione Italiana Diritti Umani (FIDU), docente di International Organisations and Human Rights;

Katya Nesterenko, giornalista internazionale e conduttrice televisiva del gruppo TV 1+1 media;

Alessandro Litta Modignani, giornalista, liberale, Milano;

Daisy Scaramella, Institutional Diplomatic WOA, organisation of world ambassadors;

Kateryna Sadilova, Vicepresidente dell'associazione "Futura", Milano;

Tsybak Lesya Attivista, Milano;

Valeriya Kalchenko, interprete specializzata in comunicazione internazionale; Milano

Kseniia Konstantynenko, storica d’arte, Venezia;

Questo appello è stato sostenuto anche da altre persone provenienti da diversi paesi del mondo: giornalisti, designer, attivisti, scrittori.

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ucraina liberaPromotore della petizione

1656

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Ai  Presidenti delle regioni: Toscana, Lombardia, Veneto, Campania;

Ai  Sindaci delle città di: Arezzo, Milano, Verona, Napoli;

Alle Fondazioni: Guido d'Arezzo, Teatro alla Scala di Milano, Arena di Verona, Teatro di San Carlo di Napoli; 

APPELLO: CANCELLARE I CONCERTI DI ANNA NETREBKO NEL 2023 IN ITALIA E LE SUCCESSIVE

Il 7.01.2023 è uscito il decreto del presidente Zelensky dove sono elencati 119 artisti sanzionati per i prossimi 10 anni.

Questi artisti e personaggi pubblici sono fedeli servitori dell’ideologia del Cremlino, tramite le loro esibizioni essi promuovono l’ideologia politica del rashismo in tutto il mondo. Inoltre il Cremlino ricicla il denaro criminale proveniente dalle fonti illecite sponsorizzando questi rappresentanti ed eventi della cultura russa nei paesi europei. Tra gli artisti sanzionati si trova anche la cantante lirica russa Anna Netrebko.

Ricordiamo che già nel 2014 in Germania hanno rifiutato i suoi concerti perché strettamente collegata con Putin. Il Ministero degli Interni austriaco ha espresso il suo sdegno per la donazione di un milione di rubli da parte della cantante (che ha anche cittadinanza austriaca) al teatro di Donetsk, in zona occupata dalle forze russe: in quella occasione lei ha dichiarato di essere fuori dalla politica e di sostenere l’arte, ma in realtà ha sostenuto i terroristi della autoproclamata “repubblica” filorussa del Donbas. Nel 2014 è stato annullato un suo concerto al Metropolitan di New York. Nel 2022, ancora a New York e anche a Berlino, sono state cancellate le sue esibizioni perché lei ha rifiutato di ripudiare il proprio sostegno alla politica di Putin, come riportato dal quotidiano “La Repubblica”. In occasione del concerto del 2022 al Teatro alla Scala di Milano la cantante ha dichiarato di essere contraria alla guerra, ma ha evitato di esprimersi chiaramente contro l’aggressione russa contro l'Ucraina.

Com'è possibile allora che Anna Netrebko, una artista sotto le sanzioni che appoggia il governo di uno stato riconosciuto sponsor del terrorismo possa esibirsi ancora in Italia?

L'arte e la cultura russa sono utilizzate dal regime di Putin come armi nella guerra ibrida e come propaganda di un tristemente fantasioso mondo russo (“russky mir”), insieme a quella che è una vera e propria campagna globale di disinformazione.

Alle istituzioni italiane e alle fondazioni teatrali i cittadini italiani e ucraini chiedono con fermezza la cancellazione di tutti i concerti della cantante lirica Anna Netrebko programmati nel 2023 in Italia. Lo avevano già fatto diversi teatri europei, ad esempio il Teatro Nazionale dell'Opera polacco non ha esitato ad annullare l’opera "Boris Godunov" 10 giorni prima della data prevista, il balletto "Lo Schiaccianoci" è stato di recente cancellato a Bergamo, inoltre lo spettacolo del ballerino russo Polunin è stato annullato in questi giorni al teatro Arcimboldi di Milano, per le stesse ragioni qui riportate.

In questo periodo di guerra, quando le forze militari russe sono responsabili di indubbi crimini di guerra contro l’umanità e di genocidio, gli eventi musicali simili dovrebbero essere sostituiti con altri che non possano essere intesi come una forma di sostegno alla propaganda russa o una “operazione simpatia” con la Russia. Com'è recentemente avvenuto a Milano, quando il Teatro alla Scala ha aperto la stagione 2022/23 con un'opera di Mussorgskij, con diversi artisti russi fedeli al regime del Cremlino presenti sul palcoscenico milanese, nei giorni successivi alla Prima della Scala tutti i giornali e le tv russe esultavano, lodando l’Italia per questo forte sostegno culturale e politico alla Russia.

Così come sta succedendo nel mondo dello sport, bisogna temporaneamente dare un segnale chiaro ed univoco anche all'interno dei rapporti artistici e culturali. È importante che la stessa popolazione russa sia aiutata nell'essere consapevole, nonostante la ferrea propaganda del regime, del fatto che la comunità internazionale condanni senza appello l’aggressione e la guerra contro l’Ucraina e che solo il ritiro da tutti i territori ucraini e la fine di quel regime dittatoriale potranno restituire onore alla Russia.

Occorrerebbe, semmai, dedicare la stagione musicale alla memoria di Yuriy Kerpatenko, direttore di orchestra del teatro di Kherson, ucciso dalle forze di occupazione russe il 14 ottobre 2022 per avere rifiutato di esibirsi in un concerto organizzato da loro.

Firmatari:

Natalyia Gebrich, amministratore della pagina Facebook “Stop aggressione Russa in Ucraina”, membro della associazione ucraina Lilea, rappresentante della comunità ucraina ad Arezzo;

Antonio Stango, presidente Federazione Italiana Diritti Umani (FIDU), docente di International Organisations and Human Rights;

Katya Nesterenko, giornalista internazionale e conduttrice televisiva del gruppo TV 1+1 media;

Alessandro Litta Modignani, giornalista, liberale, Milano;

Daisy Scaramella, Institutional Diplomatic WOA, organisation of world ambassadors;

Kateryna Sadilova, Vicepresidente dell'associazione "Futura", Milano;

Tsybak Lesya Attivista, Milano;

Valeriya Kalchenko, interprete specializzata in comunicazione internazionale; Milano

Kseniia Konstantynenko, storica d’arte, Venezia;

Questo appello è stato sostenuto anche da altre persone provenienti da diversi paesi del mondo: giornalisti, designer, attivisti, scrittori.

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