Non far chiudere il Centro Pio La Torre. Appello al Governo della Regione Siciliana

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Al Presidente della regione siciliana
all'Assessore regionale ai beni culturali e ambientali e all'identità siciliana, all'Assessore regionale all'economia,
alla Giunta di governo tutta,
all'Assemblea regionale siciliana,
agli organi di informazione,
ai cittadini

Il Centro Studi Pio La Torre si è caratterizzato, negli anni, per la qualità, la rilevanza e l'ampiezza delle attività svolte. Tra queste un progetto educativo con le scuole che copre non solo la Sicilia ma tutta l'Italia, insieme ad alcuni istituti scolastici stranieri, la rilevazione sulla percezione della mafia e sulla condizione giovanile che su tale progetto si impernia, la pubblicazione della rivista ASud'Europa e degli articoli sul sito (pur con una cadenza che rispetto al passato ha dovuto contrarsi molto, per via delle ristrettezze finanziarie), il servizio civile, l'assistenza alle vittime di reati di stampo mafioso, l'attività convegnistica, le altre pubblicazioni e la presenza nella società civile, anche ben al di là della pur sempre centrale tematica dell'antimafia. A fronte di finanziamenti che sono andati via via contraendosi, gran parte di ciò che fa il Centro è stata realizzata con tanti apporti di natura volontaria.

Qualche giorno fa si è saputo che un finanziamento regionale sul quale al Centro facevano molto affidamento, perché serve a coprire attività già effettuate (quindi spese sostenute o comunque debiti accesi), è stato pressoché azzerato. A fronte di una richiesta di 279,000 euro, l'ipotesi del governo precedente era di concederne 80000, mentre la decisione finale adottata da quello attualmente in carica attribuisce soltanto 16.800 euro.

Ciò comporta il concreto rischio che si interrompa, e magari si spenga, una delle voci più indipendenti, autorevoli e ascoltate dell'antimafia autentica.

Fermo restando che Centro farà valere le proprie ragioni giuridicamente fondate su oggettivi criteri universalistici nelle sedi appropriate, noi sottoscritti riteniamo essenziale non solo che esso non chiuda, ma anche che sia messo nelle condizioni di proseguire serenamente nel suo meritorio impegno.



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