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I veicoli di interesse storico non possono più circolare: così ha deciso la Regione Piemonte. Anche i Comuni vogliono fermare la storia che ha fatto di questo territorio il riferimento mondiale del design, della creatività e dell’industrializzazione. Le altre Regioni seguiranno.

Sono pochi veicoli che a malapena riempirebbero il parcheggio di un centro commerciale in ogni capoluogo d’Italia. L’inquinamento ambientale è una scusa. I numeri lo confermano (I veicoli storici certificati non sono neanche lo 0,12% del parco circolante!). I Registri storici hanno lavorato per salvare questo patrimonio. Un lavoro per premiare la fatica e l’impegno di appassionati che hanno investito risorse e tempo con un solo obiettivo: l’orgoglio di fare vivere la storia in ogni strada. Quotidianamente.

Chiuderanno centinaia di aziende impegnate nel restauro, nella conservazione, nella manutenzione di questi rari veicoli. Solo in Piemonte questo vuol dire perdere un indotto da oltre 120 milioni di euro all'anno, senza contare i raduni e tutto il turismo collegato. Pagheremo un caro prezzo. Ferma subito questa follia firmando per la libera circolazione ai veicoli di interesse storico!

L'assessore regionale Matteo Marnati e quello comunale Alberto Unia hanno dichiarato che per una "svista tecnica" non sono state inserite le deroghe ai veicoli storici e questi sono stati quindi assimilati a qualsiasi rottame... Ma i mesi passano e nessuno corregge le sviste. Svegliamoli insieme!

La nostra storia non si può fermare.