PETIZIONE CHIUSA

INDIA / NEL NOME DELLE DONNE UCCISE, NO ALLA PENA DI MORTE PER QUALSIASI REATO

Questa petizione aveva 192 sostenitori


[Versione italiana / English version follows]

INDIA / NEL NOME DELLE DONNE UCCISE, NO ALLA PENA DI MORTE PER QUALSIASI REATO

Egr. Signori Destinatari dell’Appello,

desideriamo esprimere indignazione e dolore per quanto continua ad avvenire in India, dove donne di ogni età sono rese oggetto di stupri o tentativi di stupro, prevalentemente di gruppo, che culminano sempre più spesso in femminicidi.

Ci associamo alle richieste di modifica della legge recentemente approvata, avanzate dai gruppi di difesa dei diritti delle donne e Amnesty International, che ne hanno già posto in luce le carenze dato che in essa si è puntato su misure repressive - peraltro incomplete e dunque insufficienti - più che sul predisporre tutti gli strumenti necessari per la prevenzione e l’eradicazione del fenomeno. Sentiamo di dover però segnalare qualcos’altro, che a nostro avviso è d’importanza cruciale.

Esiste un nesso tra il dispregio della vita manifestato dagli autori dei crimini in oggetto e lo schema educativo che alla popolazione viene fornito dalle leggi di un Paese - in questo caso del Vostro - dove è ancora vigente la pena di morte.

Affermare che lo Stato detiene il diritto di togliere la vita, ove ne ravvisi un presunto vantaggio nell’interesse della collettività, apre le porte a un criterio di utilità della morte della persona, facendo sì che singoli e gruppi criminali non esitino a porlo in pratica nell’interesse esclusivamente proprio, giacché il passo da compiere è assai breve.

Nell’interesse delle sorelle indiane - oggi più esposte di un tempo, anche a causa della rivendicazione di quei diritti e di quelle libertà di cui vari trattati internazionali richiedono agli Stati un’attuazione che spesso viene colpevolmente disattesa - vi chiediamo di:

abolire con la massima urgenza la pena di morte dai vostri codici, PER QUALSIASI TIPO DI REATO, perché è la stessa possibilità di quella sanzione che, anche in assenza di una sua applicazione concreta, genera nella mente umana la liceità dell’omicidio;

adottare con la massima urgenza misure educative e pratiche atte a eliminare nel concreto ogni discriminazione conseguente alla suddivisione in caste, perché ogni criterio di discriminazione se considerato possibile ne genera altri, legittimando anche la discriminazione verso le donne che pure ha origini specifiche;

 - adeguare con la massima urgenza la legge sulla violenza sessuale approvata alle richieste di integrazione e di modifica avanzate dalle Associazioni per i Diritti delle Donne e da Amnesty International;

varare con la massima urgenza, mediante strategie di penetrazione su tutto il territorio nazionale, programmi finalizzati a educare sin dall’infanzia la popolazione maschile al RISPETTO DEI DIRITTI DELLE DONNE, primi fra tutti quelli della libertà sessuale, della formazione culturale, del lavoro, dell'autodeterminazione in ogni campo e della pari rappresentanza politica, che determina non solo la pari partecipazione femminile alla gestione della cosa pubblica ma altresì una nuova rappresentazione della donna nell'immaginario maschile;

garantire l’applicazione reale di tutte le misure prese.

Confidando che  i contenuti del presente appello possano essere discussi nelle sedi appropriate e realizzati in tempi utilmente brevi, Vi ringraziamo e Vi porgiamo i nostri migliori saluti.

Iole Natoli e Francesca Rosati Freeman.

Seguono le Associazioni e i singoli rappresentanti di queste che esprimono il loro sostegno. 

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[English version]

INDIA / IN THE NAME OF MURDERED WOMEN, NO TO THE DEATH PENALTY FOR ANY CRIME

Dear recipients of the appeal,

We wish to express our indignation and sorrow for that which continues to occur in India, where women of all ages have become the victims of rape or attempted rape, mainly by groups, increasingly ending in femicide.



We associate ourselves with requests for amendment of the law recently passed, as proposed by women's rights advocacy groups and Amnesty International. The organizations emphasised the law's shortcomings in so far as it envisages repressive measures (incomplete in fact, and therefore inadequate) - rather than preparation of the instruments necessary for the prevention and eradication of the phenomenon. We also consider it necessary to point out something else, which we believe is of crucial importance.



There is a link between the contempt for life expressed by the perpetrators of the crimes in question and the pattern of education that is provided to the population by the laws of a country, in this case your own, where the death penalty is in force.



To affirm that the state has a right to take life where it sees a presumed advantage for the majority, opens the door to an easy acceptation of the criterion of the utility of  a person's death, so that individuals and groups of criminals would not hesitate to adopt the same criterion, but exclusively for their own purposes.

In the interests of our Indian sisters - now more vulnerable than before, partly because those rights and freedoms that various international treaties 
require states to accord are often guiltily disregarded - we request that you:



- Abolish with the utmost urgency capital punishment in your legislation, FOR WHATEVER TYPE OF CRIME, because it is the possibility of this sanction, even when it is not applied, that generates in the human mind the idea of the legitimacy of homicide;



- Adopt with the utmost urgency, the educational and practical measures required to eliminate all forms of discrimination resulting from the division into castes, as each discriminatory factor, if it is considered possible, generates others and legitimizes discrimination against women that has specific origins;



- Amend with the utmost urgency the law passed on sexual violence, in accordance with the requests for additions and amendments made by the associations for women's rights and Amnesty International;



- Launch with the utmost urgency, by means of in-depth strategies throughout the national territory, programmes aimed at educating the male population from infancy to RESPECT THE RIGHTS OF WOMEN, above all to sexual freedom, to education, to employment, to self-determination in every field and to equal political representation, thereby favouring not only the equal participation of women in the management of public affairs but also a new concept of women in the masculine imagination;


- Guarantee the practical application of all measures taken.

Trusting that the contents of this appeal will be discussed in the 
appropriate offices and realized as rapidly as possible, we thank you and  convey our best wishes.



Iole Natoli and Francesca Rosati Freeman.

The following associations and individuals express their support.

 



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