Обновление к петицииDanaro pubblico non a mafie ma a nuove attività culturali, artistiche e opere liriche misconosciute.Il cancro dei nostri tempi: il signoraggio bancario !!!
roberto caforioilFattoQuotidiano.it, Италия
20 июл. 2016 г.
Il cancro più grave dei nostri giorni che causa la rovina di tantissimi individui e popolazioni, rendendo questi nostri tempi sempre più bui e senza speranza per una larghissima fetta di persone che lavorano, studiano, producono, creano e si impegnano o che vorrebbero lavorare, studiare, produrre, creare e impegnarsi per sé stessi e per gli altri, trovando, però, dinanzi a sé un muro erto che impedisce di portare a frutto con un ritorno economico degno di tale nome e con prospettive soddisfacenti il continuo sacrificio espresso tramite fatica e affanno, si chiama signoraggio bancario. Ho indicato più volte nei miei precedenti aggiornamenti questioni e simbologie legate a questo ed altri fenomeni: occorre qui, però, elencare le varie fasi di questo cancro, seguendo il percorso metastatico che si è espanso progressivamente nel corpo degli Stati affetti da tale malattia. Vi sono, ovviamente, dei precisi responsabili con tanto di nome e cognome che hanno agito in modo tale da innestare tale processo metastatico che deve essere estirpato a tutti i costi prima di decretare il funerale del paziente ossia degli Stati, delle popolazioni e degli individui ad essi soggetti che ne sono rimasti coinvolti direttamente. Ecco le varie fasi: 04/07/1776: Dichiarazione di Indipendenza degli USA che si liberavano dal giogo opprimente dei debiti derivanti dalla valuta straniera imposta alle colonie da Giorgio III, re del Regno Unito, ossia la sterlina, con creazione del dollaro statunitense, emesso come unità monetaria e messo in circolazione a partire dal 06/07/1785 ( la cui somma non a caso fa 34, il numero degli illuminati americani che vollero l’indipendenza dal Regno Unito ). Tale dollaro prendeva il nome dal dollaro spagnolo, usato durante la guerra d’indipendenza; infatti, quest’ultimo fu emesso ancora dalle banche private statunitensi, ma non dal governo federale fino alla Guerra di Secessione ( 1862 ). Nel 1787 furono abbandonati, vietandone la stampa ai singoli Stati americani, i “Continentals”, biglietti stampati dal 1775 durante la Guerra d’Indipendenza a futuro credito, i quali erano stati contraffatti anche dai britannici, utilizzando, quindi, da allora in poi solo monete d’oro o d’argento. Lo stesso dollaro dal 1785 al 1791 era collegato all’argento e/o all’oro per decretarne il valore. Infatti, dal 1792 al 1873 si passò al processo del bimetallismo con una libera valutazione del dollaro in base all’oro/argento ( rapporto 15 a 1 ). Ma, a causa della guerra franco-prussiana, con il risarcimento di guerra in oro del 1871, effettuato dalla Francia alla Germania, questa passò al solo sistema aureo con conseguente eccessiva quantità di argento rimasta che causò svalutazione. Pertanto, anche negli USA con varie leggi decretate fra il 1873 e il 1900 si passò al solo sistema aureo del “gold standard “, mettendo definitivamente da parte l’argento. Nel frattempo, furono istituite dal Congresso degli USA la Prima Banca degli Stati Uniti ( B. U. S. ) dal 1791 al 1811 ( con il Presidente George Washington, propugnatore Alexander Hamilton ), mandato non rinnovato dal Presidente James Madison, che vi si era opposto assieme a Thomas Jefferson, e dal Congresso USA, e la Seconda Banca degli Stati Uniti ( S. B. U. S. ) dal 1816 al 1836. Erano la First Central Bank e la Second Central Bank. Quest’ultima fu fondata dallo stesso Madison, alla fine della Guerra Anglo-Americana, per contrastare l’inflazione dovuta all’intervento bellico. Tali mandati erano ventennali e non furono rinnovati in nessuno dei due casi. Per quel che riguarda la B .U. S. , il governo USA, e quindi il popolo, deteneva parte delle azioni, ma, in realtà la banca era privatizzata con tanto di profitti per gli azionisti: ciò andava a svantaggio del popolo, poiché creava dei debiti; fu quindi, saggiamente, chiusa nel 1811, poiché solo pochi privati, i più ricchi e potenti, ne sarebbero rimasti avvantaggiati. La S. B. U. S. fu fondata con lo statuto del 10/04/1816, entrato in vigore nel febbraio 1817, fino al gennaio 1836 allorché il Presidente degli Stati Uniti, Andrew Jackson, oppositore delle banche centrali, come promesso in campagna elettorale, la fece chiudere senza rinnovarne il mandato, dopo aver saldato il debito nazionale durante la sua 2° carica presidenziale, come da diritto di veto acquisito da lui stesso nel 1832 durante la sua prima carica. Egli prelevò i depositi dalla banca centrale nel 1833, convogliando le entrate federali in altre banche appositamente selezionate. Nicholas Biddle, Presidente della S. B. U. S. , aveva ridotto l’emissione di moneta causando una crisi finanziaria con la speranza che il mandato fosse rinnovato, ma invano; ovviamente, tale crisi fu addossata all’incolpevole Presidente USA Jackson che subì anche un fallito attentato in un complotto ( 30/01/1835 ). Nel 1834, comunque, una sollevazione popolare impedì a Biddle di ottenere il suo infausto scopo. Erano tempi in cui il popolo reagiva alle ingiustizie, mentre ora sembra essere completamente soggiogato dal potere di tali banchieri e “compagni di merende” che hanno affinato le tecniche, estendendo enormemente il proprio potere e i propri gangli. Le due esperienze delle banche centrali erano fallite, poiché causavano debiti per il popolo. Infatti, la S. B. U. S. doveva occuparsi delle entrate fiscali del Governo USA, stampandone la valuta. Entrambe le banche erano state concepite e realizzate in base al modello della Banca d’Inghilterra. Nel periodo compreso fra il 1837 e il 1862 non esistette nessuna banca centrale, da cui nacque la denominazione di “Free Banking Era” con progressivo sviluppo economico statunitense. Nel 1862, in piena Guerra di Secessione, il Presidente Abraham Lincoln autorizzò nuovamente l’emissione di valuta a livello federale in base al dollaro spagnolo con le banconote dette “greenbacks” ossia “verdoni” per il colore verde utilizzato nel retro ( colore adottato generalmente per la valuta statunitense con l’eccezione delle banconote degli USA di Kennedy: il verde, colore simbolo dei rosacrociani fino ad oggi ). Abraham Lincoln creò i suoi “verdoni” che aggiravano il controllo dei banchieri privati. Infatti, I banchieri accerchiavano Lincoln come avviene adesso con la Borsa di New York a Wall Street rispetto al Congresso USA. Per vincere la guerra contro i sudisti schiavisti, Lincoln aveva bisogno di molto danaro in modo da comprare le armi, ma i banchieri volevano prestarglielo a tassi di elevata usura ( fino al 36 % ). Per scongiurare la bancarotta degli Stati nordisti, egli chiese aiuto al Colonello Dick Taylor ( dell’Illinois ) che gli rammentò, in base alla Costituzione, che l’Unione di Stati poteva stampare il proprio danaro, avendo la sovranità monetaria. Le banconote dei banchieri avevano lo stesso valore di quei verdoni, ma erano rivestite d’oro, per farle apparire legittimate. Ciò si doveva al fatto delle “riserve frazionarie” per cui le banconote erano solo frazionalmente corrispondenti all’oro conservato nelle banche cioè solo una piccola parte delle banconote emesse corrispondeva a quantità di oro posseduto e quindi i prestiti effettuati non corrispondevano se non in piccola parte all’oro in circolazione: truffa legalizzata da immemore tempo. Tale truffa legalizzata è in voga a tutt’oggi in tutte le banche. Lincoln fece stampare i “greenbacks” con corso legale, pagando così merci, beni, servizi, lavoro effettuato, soldati impegnati nella guerra ecc. Egli ottenne il duplice scopo di vincere la guerra e di creare un periodo di grande espansione, produzione e benessere degli Stati americani in tantissimi settori: tutto questo senza l’intervento degli usurai banchieri. Riporto un articolo uscito su The London Times nel 1865 ( poco tempo prima dell’omicidio di Lincoln ): « Se la nociva politica finanziaria che ha avuto origine nella Repubblica nordamericana durante la recente guerra in quella regione dovesse mai consolidarsi, allora quel governo potrebbe rifornirsi di denaro suo proprio senza costo alcuno. Ripagherebbe i suoi debiti e ne rimarrebbe esente. Prospererebbe oltre ogni precedente nella storia dei governi civilizzati del mondo. I talenti e la ricchezza di tutte le nazioni migrerebbero in Nordamerica. Quel governo deve essere distrutto o distruggerà tutte le monarchie del globo ». Abraham Lincoln morì il 15/04/1865, assassinato in un complotto per mano di John Wilkes Booth che poi fu preso ed ucciso. Finita la Guerra di Secessione, infatti, si discuteva sul sistema monetario da utilizzare, ma il cartello di banchieri europei, e anche statunitensi, si oppose pervicacemente al sistema libertario utilizzato da Lincoln con la sovranità monetaria dello Stato federale. Nel 1863 iniziò la formazione di un sistema con banche nazionali. Ovviamente, furono create altre crisi economiche ( 1873, 1893 e 1907 ). Nel 1908 fu costituita la National Monetary Commission dal Congresso USA con l’ Aldrich-Vreeland Act ( una legge ) per analizzare e combattere le crisi economiche con varie proposte in vista di una riforma monetaria. In particolare, la crisi del panico del 1907 aveva creato molto scompiglio. Ecco che, quasi “miracolosamente”, il progetto di Nelson Aldrich, senatore imparentatosi con i banchieri-petrolieri Rockefeller, passò quasi intonso con il Federal Reserve Act del 23/12/1913 ( 13 ! ) del neopresidente Woodrow Wilson con effetto a partire dal 1916 ( 16 ! ) . Ma, la crisi del 1907, come altre, era stata causata da speculazioni e azioni finanziarie di banchieri come J. P. Morgan nel cui possedimento a Jekyll ( Georgia – USA ) si erano segretamente riuniti vari banchieri, dopo aver seminato i giornalisti, il 22/11/1910 ( 22/11 ! ) per la formulazione di un piano segreto che portasse, come di fatti sarebbe avvenuto, ad una nuova banca centrale a tutti gli effetti privata: la Federal Reserve con un sistema federale che prevedeva una banca centrale a Washington e 15 altre banche: come membri erano nominati anche il Segretario al Tesoro USA e il Comptroller of the Currency ( Revisore Generale della Valuta ). Pertanto, anche questa banca centrale mostrò i suoi notevoli limiti e il piano di privatizzazione effettiva portò a gravi lacune e crisi come quella del 1929, dimostrando il fallimento di tale istituzione, fatta creare appositamente da banchieri privati senza scrupoli per guadagnare enormemente, in quanto la FED attuò una politica monetaria restrittiva, limitando l’offerta di moneta che condusse al crollo della Borsa ( Ottobre 1929 ) con chiusura di molte banche e istituti secondari a vantaggio di quelli in possesso di tali potenti banchieri. Furono prese altre misure nel 1935 con il Banking Act per regolamentare i tassi di interesse. Le banconote moderne dei dollari sono stampate dalla Federal Reserve a partire dal 1929, mentre dagli anni trenta fino ad oggi la compravendita dell’oro e del petrolio si effettua esclusivamente in dollari alle borse di Londra e New York. Il 20/04/1933 il Presidente Franklin Delano Roosevelt emanò una legge per cui gli USA uscivano dal sistema monetario aureo, impedendo così la convertibilità delle banconote in oro per i cittadini statunitensi, permettendo invece ai paesi esteri di convertire i dollari in oro in modo da rendere illegale la proprietà privata dell’oro, a parte i collezionisti di monete rare. Così non vi era nessun ostacolo alla formazione del debito che poteva crescere liberamente a dismisura. Durante la seconda guerra mondiale gli USA accrebbero enormemente le loro riserve auree. Nello stesso anno Roosevelt avviò il New Deal, un programma di spesa pubblica in disavanzo, basandosi sulla teoria dell’economista John Maynard Keynes, già suo consigliere, con finanziamenti tratti dai debiti che lo Stato aveva contratto con le banche private. Si delineò anche una doppia quotazione dell’oro: quella per gli Stati Uniti e per gli altri Stati in correlazione al “mercato”, mentre per le transazioni internazionali rimaneva fissata a 35 dollari l’oncia come si evince dagli accordi di Bretton Woods. Ma, ecco, appunto, come dal 1 al 22 Luglio 1944 con gli accordi di Bretton Woods ( New Hampshire, USA ) si stabilirono nuove regole commerciali e finanziarie internazionali per controllare la politica monetaria. I fautori di queste regole furono gli USA che si basavano sul sistema capitalistico con vari meccanismi del “mercato” e la conservazione del concetto di privatizzazione della produzione. Non partecipò l’URSS. Le varie crisi, guerre e depressioni dovevano essere combattute: ma lo furono ? Furono esposti 2 differenti progetti: l’uno avanzato dal suddetto economista inglese John Maynard Keynes con la creazione di una compensazione di debiti e crediti in base al volume commerciale internazionale dei singoli Paesi nel triennio precedente, tramite l’uso di una moneta definita BANKOR: proposta intelligente e comunque da ben valutare; l’altro proposto dall’americano Harry Dexter White con creazione di un ente sovranazionale cui rapportarsi in base alla quantità di capitale sottoscritto in quote e incentrato sul dollaro che veniva a farla da padrone per i prestiti ecc. In pratica prevalse più il secondo progetto. Furono creati così il Fondo Monetario Internazionale con la relativa Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo ( Banca Mondiale ) con intervento di ogni Stato in base alla quota di capitale sottoscritto, per vigilare sulla politica monetaria. Tali istituti furono operativi a partire dal 1946 con il successivo GATT del 1947 ( General Agreement on Tariffs and Trade = Accordo generale sulle tariffe ed il commercio ). IL FATTO FONDAMENTALE FU CHE TUTTE LE VALUTE DOVEVANO ESSERE CONTROVERTIBILI IN DOLLARI, RENDENDO DI FATTO IL DOLLARO LA VALUTA PRINCIPALE DA UTILIZZARE A LIVELLO INTERNAZIONALE, COMPRESI IL PETROLIO E LE MATERIE PRIME; LE BANCHE CENTRALI DOVEVANO MANTENERE IL CAMBIO CON IL DOLLARO IN MANIERA STABILE CIOE’ LE ALTRE VALUTE DOVEVANO RIALLINEARSI COL DOLLARO CON OPERAZIONI DI MERCATO; LE SVALUTAZIONI MONETARIE DELLE ALTRE VALUTE CHE AVREBBERO POTUTO PERMETTERE DI RIPRENDERE FIATO ALLE ECONOMIE DI ALTRI PAESI SAREBBERO STATE AMMESSE SOLO IN CASI DI PROBLEMI A LIVELLO STRUTTURALE E SOLO CON L’ASSENSO DEL F.M.I.; I PAESI CON LE VALUTE PIU’ SCARSAMENTE DIFFUSE E DEBOLI AVREBBERO AVUTO LE PROPRIE ESPORTAZIONI COMPLETAMENTE COMPROMESSE DAGLI ALTRI PAESI CHE UNILATERALMENTE AVREBBERO POTUTO FAR AVANZARE LE PROPRIE ESPORTAZIONI, LIMITANDO LE IMPORTAZIONI DA QUEL PAESE; INFINE, TUTTE LE VALUTE SAREBBERO STATE RAPPORTATE AL DOLLARO CHE SAREBBE STATO VALUTATO IN RAPPORTO ALL’ORO ( 35 dollari per un’oncia d’oro ): SISTEMA DEL “GOLD EXCHANGE STANDARD”. È evidente che si trattava di un sistema liberista ossia basato sul capitalismo che è andato verso la globalizzazione ossia verso uno sviluppo del mercato incontrollato ovverosia il capitalismo selvaggio o neoliberismo cui assistiamo oggi. CIÒ INDUSSE AD UNA EMISSIONE INCONTROLLATA DEI DOLLARI, IL CHE HA PROVOCATO L’IMPOVERIMENTO DEI POPOLI DI TUTTO IL MONDO, POICHÉ GLI USA ESPORTAVANO AGEVOLMENTE LA LORO INFLAZIONE DAPPERTUTTO. Ecco che cosa propose John F. Kennedy per combattere lo strapotere dei banchieri privati della FED. Ordine Esecutivo 11110 “ Emendamento all’ordine esecutivo numero 10289, relativo allo svolgimento di certe funzioni ad appannaggio del dipartimento del Tesoro… ordino quanto segue: … di EMETTERE CERTIFICATI ARGENTEI IN BASE AD OGNI LINGOTTO D’ARGENTO, ARGENTO O DOLLARI D’ARGENTO STANDARD NELLA TESORERIA MOMENTANEAMENTE NON TRATTENUTI PER RIMBORSO DA ALCUN CERTIFICATO D’ARGENTO IN CORSO, DI PRESCRIVERE IL VALORE DEI CERTIFICATI ARGENTEI, ED EMETTERE DOLLARI D’ARGENTO STANDARD E VALUTA D’ARGENTO SUSSIDIARIA PER IL LORO AMMORTIZZAMENTO ” … JOHN F. KENNEDY, CASA BIANCA 04/06/1963. L’Ordine Esecutivo 11110 è ancora valido, ma il governo ha ceduto la facoltà di emettere danaro alle varie banche della FED che creano soldi prestandoli allo stesso governo con relativi interessi. In pratica il governo USA è costretto ad utilizzare le proprie entrate per pagare gli interessi sul debito accumulato. Del resto il Federal Reserve Act e il 16° ( 16 ! ) emendamento che consegnano il potere di riscuotere le tasse al Congresso sono stati approvati tutti e due nel 1913 ( 13 ! ) !!! Lo scopo di John F. Kennedy era di evidenziare, tramite la Costituzione, il fatto che solo il Congresso deve emettere e controllare il flusso del danaro. Erano ben 4.292.893.815 le banconote da emettere tramite la Tesoreria USA e non con la Federal Reserve. Inoltre, le banconote con tale Ordine venivano incrementate con oro e non con argento. A chi nutrisse ancora dei dubbi rammento che JOHN F. KENNEDY IL 12/11/1963 ( solamente 10 giorni prima del suo omicidio ) AFFERMÒ ALLA COLOMBIA UNIVERSITY CHE L’UFFICIO DEL PRESIDENTE ERA STATO UTILIZZATO PER PORTARE A TERMINE UN PROGETTO CONTRO LA LIBERTÀ AMERICANA, QUINDI UN VERO COMPLOTTO DISTRUTTIVO DELLA DEMOCRAZIA, ED EGLI AVEVA LA PIENA INTENZIONE DI INFORMARE L’OPINIONE PUBBLICA E TUTTI I CITTADINI AMERICANI. John F. Kennedy fu ucciso in un complotto palesemente dimostrato da tanti reporter, filmati, documenti e testimonianze come si evince anche dal film documentatissimo di Oliver Stone del 1991: JFK UN CASO ANCORA APERTO cui hanno partecipato molti validissimi attori americani che hanno impersonato i principali personaggi di questa storia. Il capro espiatorio Lee Harvey Oswald fu a sua volta ucciso da Jack Ruby che, a sua volta, morì di cancro fulminante prima che potesse fare rivelazioni. Testimoni e reporter furono tolti di mezzo ed eliminati in vari modi: sono notevoli le somiglianze, le analogie, le coincidenze o quasi coincidenze anche numeriche con il caso di Abraham Lincoln. Egli morì il 22/11/1963 ( 22/11 ! ) ( 53° anniversario della segreta riunione dei banchieri J. P. Morgan ecc. del 22/11/1910 ): ( 22/11 ! ) a 171 giorni da quell’Ordine Esecutivo. I dollari degli USA senza debiti in base alle riserve argentee di John F. Kennedy dal marchio e numero di serie rossi e non verdi con la dicitura BANCONOTA DEGLI USA ( e non BANCONOTA DELLA FEDERAL RESERVE ) furono ritirati: mi è capitata fra le mani una delle sue banconote negli anni novanta, ma oggi non ve ne sono più in circolazione. Altri Paesi hanno continuato ad utilizzare il dollaro americano come loro valuta o hanno mantenuto ancorato al dollaro il loro tasso di cambio. Il dollaro è ancora usato come unità valutaria fissa sui mercati internazionali per la quotazione dell’oro e del petrolio ( petrodollari, definizione utilizzata a partire dal 1973 ). Uno degli effetti successivi alla morte di John F. Kennedy ( e di suo fratello Robert, eliminato anch’egli in un complotto con un altro capro espiatorio, Shiran Shiran ) fu la guerra in Vietnam ostacolata dal presidente e ripresa a piene mani dai suoi successori, invischiati nel complotto contro di lui, ossia Lyndon Baines Johnson e Richard Nixon. Ciò causò un forte aumento delle spese militari con danaro pubblico che indebitò clamorosamente gli USA. Non essendo più la Banca Centrale nazionalizzata ma privatizzata, ecco che aumentarono a dismisura le richieste di conversione delle riserve in oro, visto che dopo gli accordi del 1944 spettava al dollaro USA questa funzione. IL 15/08/1971, A CAMP DAVID ( MARYLAND – USA ), IL PRESIDENTE RICHARD NIXON DICHIARÒ LA FINE DELLA CONVERTIBILITÀ DEL DOLLARO IN ORO. Le riserve auree statunitensi erano ormai ridotte all’osso, quindi si era alla bancarotta. Gli USA uscivano unilateralmente dagli accordi del 1944 e nessun cittadino poteva più chiedere oro in cambio di dollari. Nel Dicembre 1971 il cosiddetto gruppo dei Dieci firmò lo Smithsonian Agreement, con cui si dichiaravano conclusi gli accordi di Bretton Woods, con la conseguente svalutazione del dollaro e la inevitabile fluttuazione dei cambi. Nacquero i cambi flessibili e l’abbandono dell’oro ( dopo quello dell’argento ) per la stampa di banconote. I vari istituti fondati nel 1944 però sopravvissero, a parte il GATT che nel 1995 fu rimpiazzato dal WTO ( World Trade Organization = Organizzazione mondiale del commercio ). Gli Stati stranieri non potevano spendere i dollari che possedevano, né chiederne il cambio con la propria moneta nazionale né tanto meno con l’oro; potevano solo investirli in banche statunitensi o nei titoli del Tesoro americani. L’enorme crescita dei dollari per finanziare le varie guerre permisero a valute come il marco e lo yen di rivalutarsi e le conseguenti crisi petrolifere ( 1974 ) con diminuzione di produzione dei barili e notevole aumento del prezzo accrebbero a dismisura la domanda di dollari necessari per le compravendite. Da ciò sono scaturite le varie crisi energetiche ( come erano e sono lontani i tempi auspicati da NIKOLA TESLA che voleva donare, grazie al suo ingegno, energia infinita, pulita e gratuita a tutti, le cui azioni delle scoperte energetiche furono preda del banchiere J. P. Morgan che ne causò la rovina per mantenere i guadagni dei magnati ). Il debito pubblico USA è cresciuto enormemente fino ad arrivare alla soglia stimata di 20 trilioni di dollari entro il 2017. Successive riforme della FED nel 1977 e 1978 non hanno scongiurato crisi e bolle speculative come quella immobiliare negli anni 2000 e nel 2007. Paul Volcker e Greenspan si sono succeduti alla guida della FED, poi Ben Bernanke e, attualmente, Janet L. Yallen, prima donna a ricoprire tale incarico. Le decisioni della FED, comunque, non dipendono da nessun potere legislativo ed esecutivo degli USA. Inoltre, i membri del Board of Governors ( Consiglio di Amministrazione ) della FED non possono essere rimossi fino alla scadenza del loro mandato. Le 12 banche federali regionali fanno parte del sistema della Banca Centrale e funzionano come enti privati. Le azioni di ogni distretto possono essere detenute soltanto da banche statunitensi. Gli stessi Paesi arabi non si opposero ai petrodollari: prima degli anni settanta erano convertiti in oro, poi venivano investiti in titoli al Treasury Bond USA o nelle banche USA. Il 13/03/1979 ( 13 ! con somma 33 ! ) nacque il Sistema Monetario Europeo ( SME ) per tenere sotto controllo le fluttuazioni delle monete europee, mentre la FED creava la politica del “dollaro forte” con aumento dei tassi d’interesse. Nel Settembre 1985 gli accordi del Plaza ( Hotel ) fecero abbassare il valore del dollaro per le crisi del debito accumulato in America latina. Il 01/01/1999 viene istituito l’euro con ulteriore deprezzamento del dollaro per favorire l’economia statunitense. Alcuni Paesi come l’Iran progettano l’instaurazione di una borsa in cui la compravendita della merce petrolifera sia fatta in euro ( come voleva Saddam Hussein in Iraq, poi eliminato, o come voleva Mu’ammar Gheddafi in dinari, eliminato anch’egli ). Anche altri Paesi hanno intrapreso o vogliono intraprendere simili iniziative ( ma abbiamo visto la fine della Libia e dell’Iraq ) come il Venezuela. Lo stesso Putin, Presidente della Russia, vuole realizzare una borsa per la compravendita in rubli del petrolio e del gas in Russia. Dal luglio 2006 la Banca Centrale Russa ha avviato la convertibilità del rublo verso le altre valute. Abbiamo visto come la Russia abbia subìto restrizioni commerciali in questi anni per cui molte aziende italiane, che lavoravano esportando in Russia, hanno dovuto chiudere i battenti, e, inoltre, grazie sempre ed anche agli americani, si è intimato alla Federazione Russa la non ammissione ( con la scusa del doping ) degli atleti russi alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 di cui si attende l’esito da parte degli enti internazionali preposti. La stessa Siria è stata sconvolta in questi anni da una tremenda guerra civile ed essa fa parte dell’asse Iran-Russia ecc. Potranno, di conseguenza, esserci molti problemi in Russia, magari crisi o guerre intestine o rappresaglie o forme di terrorismo indotte da chi vuole mantenere il predominio dei petrodollari e dollari come, del resto, i tanti fenomeni terroristici aizzati e causati direttamente o indirettamente per queste e similari questioni sono stati riscontrati in questi ultimi anni e decenni. E in Italia ? Nel 1863 una grave crisi del mercato monetario a livello mondiale creò panico con conseguente corsa a ritirare le monete in metallo ( come nel 1907 e poi nel 1929 negli USA ) in cambio di banconote. Nel 1866 il Governo italiano introdusse il corso forzoso ed il corso legale della cartamoneta con la conseguente questione bancaria che riguardava la necessità di avere a disposizione uno o più istituti di emissione di valuta. Nonostante la successiva legge Minghetti-Finali del 1873 con cui si formò il Consorzio obbligatorio degli istituti di emissione dai sei istituti già esistenti: la Banca Romana, il Banco di Napoli, il Banco di Sicilia, la Banca Nazionale degli Stati Sardi, la Banca Nazionale Toscana, la Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio d’Italia, non si ebbero risultati soddisfacenti. A seguito dello scandalo della Banca Romana ( e poteva non esserci in Italia uno scandalo bancario ? ) si rese improrogabile una legge che mettesse ordine al potere di emissione di valuta. Con la legge n. 449 del 10/08/1893 si istituì, quindi, la Banca d’Italia mediante la fusione di 4 banche: la Banca Nazionale del Regno d’Italia ( ex Banca Nazionale degli Stati Sardi ), la Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio d’Italia, la Banca Nazionale Toscana e la gestione ormai liquidatoria della Banca Romana. Le principali parti in causa di questa fusione furono, ovviamente ( ! ) alcune famiglie di banchieri e cioè: Bastogi, Balduino e Bombrini ( le 3 fatidiche B. B. B. ). Già l’unificazione dell’Italia del 1861 era stata un’invenzione della massoneria degli illuminati dopo la svalutazione eccessiva della lira piemontese, diventata ormai carta straccia a causa delle spese pazze per le guerre sostenute dai Savoia che si erano indebitati con i banchieri Rothschild tramite la Banca d’Inghilterra. Come ai tempi di Filippo IV il Bello, re di Francia e imperatore, che perseguitò, allo scopo di rimpinguare le casse dell’Impero, i cavalieri banchieri templari, così la massoneria fece invadere il Regno delle Due Sicilie per far acquisire ai Savoia la valuta pregiata della lira dei Borbone con monete d’oro e d’argento. La neo-formata banca d’Italia rimaneva a tutti gli effetti una società per azioni di diritto privato con a capo un direttore. Essa godeva del privilegio di emissione ( privilegio rimasto per un certo periodo di tempo anche ai Banchi di Napoli e Sicilia ) ed era una superbanca per la tratta delle cambiali, ma non le era stato affidato il compito di vigilare sugli altri istituti bancari. Con il Regio Decreto Legge del 06/05/1926 la Banca d’Italia ottenne l’esclusiva dell’emissione della moneta ( al contrario del regio decreto del 28/04/1910 con cui si era assegnata tale esclusiva anche al Banco di Napoli ed al Banco di Sicilia ). Un altro decreto regio il 06/11/1926 obbligò la Banca d'Italia a vigilare sugli istituti e casse di risparmio. A partire dal 1928 oltre al direttore generale si istituisce la figura del Governatore d’Italia con ampi poteri. Poi, il 12/03/1936 ( e seguenti modifiche ) la Banca d’Italia finalmente divenne un istituto di credito di proprietà pubblica ossia di diritto pubblico con la progressiva eliminazione degli azionisti privati e l’intervento come azionisti delle quote di enti pubblici ( uno dei meriti, fra tanti demeriti, di Mussolini che fu poi ostacolato e combattuto in queste questioni ). Fu, quindi, estesa la vigilanza anche alle altre banche italiane con la detenzione dell’esclusiva dell’emissione della moneta. Inoltre, tale Banca avrebbe potuto effettuare prestiti solo ad altre banche e non più a singoli privati ed altre iniziative come il deposito di parte delle disponibilità finanziarie delle banche presso la Banca Centrale. A seguito dell’armistizio dell’08/09/1943 i nazisti ottennero di impossessarsi delle riserve auree: 173 tonnellate d’oro furono trasferite a Milano e quindi a Fortezza. Non si è mai saputo dove sia finito tale oro. Lo stesso Adolf Hitler fece grande la Germania, nazionalizzando le banche, un po' come ha fatto Angela Merkel in Germania in questi anni per abbattere i debiti nazionali. Nel 1948 fu assegnato il compito di regolare l’offerta della moneta e il tasso di sconto al governatore d’Italia. Comunque, nonostante qualche problema di inflazione o altro, il debito pubblico rimaneva basso, ma, nel corso degli anni ’60, crebbero notevolmente sia il debito che l’inflazione. Il neo-governatore Guido Carli attuò una politica di stretta creditizia per contrastare l’inflazione. Il debito italiano è passato da 16 MILIARDI DI EURO e rotti del 1971 ( fine della convertibilità in oro ) a circa 142 MILIARDI DI EURO nel 1981 quando avviene la separazione ufficiale fra BANCA D’ITALIA e MINISTERO DEL TESORO. Nel Luglio 1981 fu attuata dal Ministro del tesoro Beniamino Andreatta la separazione “consensuale” fra Stato e banca centrale. La Banca d’Italia smise di avere l’obbligo di acquistare titoli di Stato per finanziare/risanare il debito dello Stato, cessando quindi la monetizzazione del debito pubblico italiano che aveva eseguito fino ad allora. Il Ministro delle finanze Rino Formica aveva invece sostenuto la necessità da parte della Banca d’Italia di rimborsare almeno parte delle obbligazioni con conseguenti discussioni e caduta del secondo governo Spadolini ( 1982 ). Fino al 1981, infatti, il debito dello Stato era solo un ESIGUO FALSO DEBITO, poiché contratto con una istituzione dello stesso Stato ( BDI ), mentre la fine del vincolo aureo permetteva il benessere e la crescita di tutti i cittadini con maggiore emissione di danaro. Con la legge n° 35 del 07/02/1992 Amato-Carli ( Giulio Amato, allora Presidente del Consiglio e Guido Carli, Ministro del tesoro, economista ed ex governatore della Banca d’Italia dal 1960 al 1975 ) si istituì la privatizzazione degli istituti di credito e quindi di Banca d’Italia ( Bankitalia ) e con la successiva legge 82/1992, sempre di Carli, la Banca d’Italia fu ammessa a decidere autonomamente il costo del danaro senza che il Ministro del Tesoro venisse interpellato. Fu quello, guarda caso, il periodo delle stragi di Falcone e Borsellino e delle inchieste di Mani Pulite. A partire dal successivo decreto legislativo del 10/03/1998 ( n. 43 ) la Banca d’Italia non viene più gestita minimamente dal governo italiano, in base alla partecipazione della stessa nel sistema europeo delle banche centrali ( futura BCE ). Da allora in poi l’afflusso di moneta circolante è decisa in maniera unilaterale dalla Banca Centrale. Il 13/06/1999 ( giorno 13 ! con data colma di simbologie numeriche ) durante la 13° legislatura ( 13 !!! ) il Senato della Repubblica esamina un disegno di legge ( il n. 4083 ): “Norme sulla proprietà della Banca d’Italia e sui criteri di nomina del Consiglio superiore della Banca d’Italia”. Con l’eventuale legge si vorrebbe far acquisire tutte le azioni allo Stato, di fatto rinazionalizzando la Banca Centrale, ma non si approda a nulla !!! La Banca d’Italia è quindi divenuta proprietà di banche private con assoluto dominio della finanza privata sullo Stato con tutta una lunga serie di scandali bancari che ne sono conseguiti proprio perché i controllori erano allo stesso tempo i controllati !!! ( Rinvio a giudizio del governatore di Banca d’Italia Antonio Fazio per lo scandalo di Bancopoli, e così via ) con perdita di tutti i guadagni per migliaia di risparmiatori come nel recente caso del decreto salva-banche del 22/11/2015 del governo di Renzi ( data fatidica quella del 22/11 di tanti contrappassi !!! ). Mario Draghi succederà al dimissionario Fazio il 16/01/2006 ( giorno 16 ! con somma totale 16 ! ), diventando poi presidente della BCE. Dopo varie modifiche, con il decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del 12/12/2006, viene approvato il nuovo statuto secondo le indicazioni della BCE che riafferma l’indipendenza della Banca Centrale, l’adeguamento alle norme europee nella nomina e nel mandato del Governatore di tale banca e la nomina di dirigenti e funzionari di alto livello come il direttore generale. La stessa BCE ( Banca Centrale Europea ) è di proprietà delle Banche Centrali degli Stati che vi appartengono e, essendo queste controllate da enti privati, è anch’essa un ente privato! LA PRIVATIZZAZIONE DELLA BANCA D’ITALIA, che non appartiene più allo Stato italiano e quindi ai cittadini italiani, ha prodotto i seguenti risultati. Tra il 1981 e il 1992, non essendo più la Banca d’Italia obbligata a risanare il debito con l’acquisto di titoli di Stato, per risanare il debito ( questa volta VERO GROSSO DEBITO ) si è dovuto ricorrere a privati, al MERCATO ( si noti l’espressione recente consegnata al neoliberismo capitalista del Primo Ministro italiano del PD, Renzi: “ È il mercato, cara, il mercato ! ” ) cioè a BANCHE COMMERCIALI e ISTITUTI FINANZIARI fra i quali la GOLDMAN SACHS e la MERRILL LYNCH ( si veda il banchiere Monti, ex premier della massoneria del Bilderberg ecc., nominato presidente del Consiglio nel 2011 con manovre golpiste ) oltre al MP di Siena. Debito pubblico nel 1992: 850 MILIARDI DI EURO e ad oggi 2016 è di circa 2.200 MILIARDI DI EURO. Pertanto, il DANARO NON È PIÙ EMESSO A CREDITO MA A DEBITO CON FINE DELLA SOVRANITÀ MONETARIA DELLO STATO. Il danaro prestato dalle banche prima del 1971 doveva essere ( almeno in parte se non per intero ) prestato in rappresentanza dell’oro posseduto: danaro proprio delle banche; dopo il 1971 il danaro delle banche prestato è solo carta ma continua ad essere prestato come se fosse proprio, creando danaro virtuale da quello incamerato da risparmiatori che viene trattenuto in piccola parte ecc. Non corrispondendo più all’oro il danaro ha valore solo in rappresentanza di produzione di beni e servizi e dovrebbe essere ACCREDITATO a tutti coloro che producono e NON ADDEBITATO. CERCARE DI PRODURRE RICCHEZZA OGGI SIGNIFICA INDEBITARSI SEMPRE PIÙ. IL PARADOSSO VOLUTO APPOSITAMENTE DAI MASSONI BANCHIERI CHE HANNO IMPOSTO TALI LEGGI AI POLITICI È CHE L’IMPOVERIMENTO ATTUALE AVVIENE NON PER MANCANZA DI BENI, MATERIE PRIME E SERVIZI BENSÌ PER MANCANZA DI CIÒ CHE SERVE PER MISURARE IL VALORE DI TUTTO OSSIA IL DANARO OVVEROSIA DELLA PURA E SEMPLICE CARTA STAMPATA CHE RIMANE PREDA DI BANCHE E FINANZA CON USO DI DERIVATI TOSSICI ECC. E NON FINISCE NELLE MANI DI CHI PRODUCE SE NON IN PICCOLA PARTE. TUTTI COLORO CHE, COME ABRAHAM LINCOLN, JOHN F. KENNEDY, ALDO MORO, JÖRG HAIDER, SADDAM HUSSEIN, M. GHEDDAFI ECC. , SI SONO OPPOSTI A QUESTE VARIE FASI DI SIGNORAGGIO BANCARIO CON RISPETTIVAMENTE I GREENBACKS = VERDONI DI LINCOLN, L’ORDINE ESECUTIVO 11110 DI KENNEDY PER LA CHIUSURA DELLA FED, BANCA CENTRALE PRIVATA USA, LE 500 LIRE DI CARTA DI MORO CHE AGGIRAVANO IL SIGNORAGGIO DELLE BANCONOTE CON LE CONSEGUENTI STRAGI DI STATO TIPO PIAZZA FONTANA LA CUI BANCA DELL’AGRICOLTURA AVEVA EMESSO BANCONOTE LIBERE DAL SIGNORAGGIO, POI RITIRATE E LA STRAGE MORO, L' USO AUSPICATO DI VALUTE DIVERSE DAI PETRODOLLARI IMPOSTI NEI TRATTATI INTERNAZIONALI PER LA COMPRAVENDITA DEL PETROLIO PER HUSSEIN E GHEDDAFI ( DINARO ECC. ) E IL DISCORSO CONTRO LO STRAPOTERE DELLE BANCHE 16 ( ! ) GIORNI PRIMA DELLA MORTE DI HAIDER ECC. , TUTTI QUESTI ED ALTRI ANCORA SONO STATI ELIMINATI. CHI TOCCA I FILI DEL SIGNORAGGIO BANCARIO CHE SERVE A CONTROLLARE PROGRESSIVAMENTE L’UTILIZZO DEL DANARO CON POTERE SU TUTTO E SU TUTTI ( NUOVO ORDINE MONDIALE E NUOVO SECOLO AMERICANO ) MUORE !!! SONO DATI DI FATTO !!! GLI ATTACCHI DELL’11/09/2001, CON TUTTE LE FALSITÀ ACCERTATE, SONO SERVITI AD ATTACCARE L’IRAQ CHE COSTITUIVA UN PERICOLO PER IL DOMINIO MONDIALE E DELL’AREA DEL MEDIO ORIENTE ASSIEME AD ALTRI PAESI. ORA NOI SIAMO PREDA DI BANCHIERI CENTRALI PRIVATI CON LA BCE GRAZIE AD UN CERTO ROMANO PRODI ( E GLI SI CHIEDA DOVE SI TROVAVA IL COVO IN CUI FU PRESO E UCCISO ALDO MORO: A ROMA IN VIA GRADOLI O NELLA CITTADINA DI GRADOLI ? ) E LA STESSA BANCA D’ITALIA GIÀ PRIVATIZZATA NON CONTA PIÙ COME PRIMA. Con una banconota da 500 euro e una spesa di stampa di soli 3 centesimi, quanto è la differenza che va a discapito delle masse ? Pertanto, quando si parla di crisi, di mancanza di lavoro, di mancanza di danaro, di precarietà dei giovani e meno giovani, di opportunità negate, di basse pensioni da fame, di disoccupazione elevata: sappiate di chi sono le colpe e perché ci troviamo in questa situazione infame !!!
Скопировать ссылку
WhatsApp
Facebook
Nextdoor
Эл. почта
X