Abolire l'uso di animali nel palio di siena

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Petizione per l’abolizione dell’uso di animali nel palio di Siena

 La tradizione non può essere sempre considerata intoccabile solo per la sua continuità temporale, se prevede l’uso della violenza attraverso lo sfruttamento di esseri viventi, per la realizzazione di antiche feste popolari.

Così come la società cerca sempre un’evoluzione culturale e persegue un progresso morale, così tutte le tradizionali manifestazioni culturali, civiche e religiose devono adeguarsi al rispetto di ogni forma di vita e reprimere ogni tipo si sfruttamento e prevaricazione, modificando in tutto o in parte le prescritte regole ed usanze affinché non venga mantenuta un’arcaica usanza incivile ed obsoleta di recare sofferenza ad esseri viventi.

Il palio di Siena rientra fra le tradizioni popolari, riconosciuta dalla regione Toscana come manifestazione culturale storica, pertanto autorizzata legalmente.

Ma l’organizzazione del palio non rispetta alcuna delle norme delle vigenti leggi in materia di corse ippiche e controlli veterinari, in particolare previste dal decreto del Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 23 febbraio 2015 (15AO2194) pubblicato sulla G.U. Serie Generale del 24 marzo 2015.

Il palio è normato da un regolamento realizzato ad hoc dalle contrade senesi, con l’applicazione di alcuni articoli che non trovano alcun riscontro e non rispettano appieno i Codici Civile e Penale italiani.

Ad esempio nel Capitolo V° all’art. 57 si prevede che i cavalli possano correre sferrati; all’art. 60 è evidenziato che i fantini corrono a proprio rischio e pericolo; al Capitolo VI°, art. 84, viene autorizzato l’uso indiscriminato di speroni e di un nerbo di tendine di bue per spronare i cavalli a correre a perdifiato con l’uso della violenza; nell’art. 91 è determinato che in caso di disordini e/o tafferugli le autorità pubbliche possono intervenire solo su richiesta dei responsabili del palio.

La stessa manifestazione si svolge in una piazza che non è adibita a regolare pista ippica, non risponde ad alcuna normativa prevista dalle leggi in materia di sicurezza dei cavalli e dei cittadini.

Pertanto la petizione per chiedere al Parlamento Italiano di abolire l’utilizzo dei cavalli nel palio di Siena diventa una fondamentale battaglia di civiltà per rispettare il dovere morale di tutelare gli animali. che il trattato di Lisbona all’articolo 13 li riconosce esseri senzienti, e per perseguire la legittimità del rispetto delle leggi italiane, che non possono avere deroghe anche solo per manifestazioni tradizionali storiche, specialmente quando prevedono l’uso indiscriminato dello sfruttamento violento di altri esseri viventi per futili motivi.



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