Fine alla discriminazione dei celiaci

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Il problema

La celiachia e' una intolleranza permanente al glutine, fino a poco tempo fa rientrava nella categoria delle malattie rare, ma e' notizia di questi giorni che finalmente e' stata riconosciuta come malattia cronica e quindi altamente invalidante, soprattutto a livello sociale. Dico sociale perche un celiaco non puo' recarsi liberamente in un locale pubblico qualsiasi e consumare liberamente un pasto, una pizza, una colazione ma anche solo un semplice aperitivo, ma lo puo fare solo in quei locali che per loro scelta aziendale ed imprenditoriale abbiano deciso di andare incontro a queste persone adeguando la propria offerta informando i propri collaboratori sui rischi di contaminazione e quantaltro, quindi possiamo dire che questo diritto non viene garantito dalle istituzioni ma lasciato al buon cuore di alcuni ristoratori, in  quanto non esiste in Italia nessuna legge che obblighi un pubblico esercizio ad attrezzarsi per garantire parita' di offerta anche a questa categoria di cittadini che non possono introdurre glutine nella propria dieta, che a differenza di un vegano o di un vegetariano, la loro non e" stata una libera scelta, ma obbligata dall'insorgenza di questa patologia che purtroppo non ha nessuna cura, nessuna medicina che si possa acquistare in farmacia, perche e' una malattia autoimmune e solo non assumendo glutine si riesce a non stare male e a non contrarre malattie ben piu gravi che la celiachia potrebbe far sviluppare come ad esempio un tumore intestinale.Ora la mia richiesta e' quella di chiedere che venga presentata e approvata una legge nazionale che obblighi tutti i publici esercizi dove viene praticata la somministrazione di alimenti e bevande ad estendere la loro offerta anche per i celiaci, attualmente solo in ospedale questo diritto e' garantito per legge, ma la stessa opportunità' dovrebbe essere garantita ovunque, nei ristoranti nelle pizzerie nelle pasticcerie nei bar ecc ecc ma anche in occasione di concerti, eventi street food, manifestazioni, eventi sportivi, sagre insomma in tutti quei luoghi di aggregazione sociale dove si pratica anche la somministrazione di alimenti e bevande. Tutto cio darebbe parita' di diritti a tutti ma soprattutto smetterebbe di far sentire un emarginato sociale chi e' affetto da questa patologia che in italia purtroppo colpisce il 3% della popolazione.  GRAZIE a chi firmera' e mi aiutera in queta battaglia.

 

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Fabrizio PonzoPromotore della petizione

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