Diritto a un pasto sicuro per le persone celiache nei ristoranti!

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Il problema

Egregio Ministro,

Le chiedo solo cinque minuti del Suo prezioso tempo per illustrarle un problema di salute in forte crescita e al contempo Le propongo l’ immediata e semplice soluzione per le difficolta’ sociali a cui i pazienti vanno incontro.
Basta solo un decreto che metta in atto tale soluzione.

Il problema si chiama CELIACHIA e tutte le gravi malattie ad essa correlate come lupus, artrite reumatoide e linfoma intestinale, se non si rispetta una rigorosa dieta priva di glutine .
Mi chiamo Alessandra Toscano, ho 39 anni e vivo a Catania. Sono un ingegnere elettronico e ho scoperto di essere celiaca quasi due anni fa, purtroppo in ritardo come molti. Da anni avevo orticarie, una tiroidite cronica autoimmune e due gravidanze pre termine per malassorbimento.
L’ importanza per un celiaco di seguire una dieta priva di glutine e’ vitale ma al tempo stesso difficile da realizzare fuori dalle quattro mura domestiche. Questo impatta pesantemente sull’ aspetto sociale e quindi psicologico di un celiaco al punto che, molti pur di restare “nel giro”, ingeriscono cibi “contaminati dal glutine” o addirittura contenenti glutine compromettendo il proprio stato di salute.
Tutto cio’ perche’ non esiste una REGOLAMENTAZIONE che imponga ai ristoratori di avere uno o piu’ piatti garantiti gluten free e neanche l’ elenco degli allergeni delle altre pietanze presenti nel menu’ , come viene fatto in altri paesi civili.
Tutto e’ a discrezione del ristoratore che, se prepara un piatto gluten free per un cliente celiaco, fa un “favore” pur non garantendo la non contaminazione e quindi non avendo alcuna responsabilita’, come se essere celiaco fosse una scelta o un capriccio!
Questo comporta:
1. un grave disagio sociale per il celiaco che spesso e volentieri si trova spiazzato perche non ha nulla da mangiare e costretto a frequentare locali di “nicchia” spesso non condivisi da chi non ha il problema.
2. una totale mancanza di sicurezza per il paziente celiaco quando si trova in un locale in cui il ristoratore non da’ alcuna garanzia della non contaminazione e non ha alcuna responsabilita’ nel caso questa avvenisse.
Se poi, come succede a me, si trova a dover viaggiare si rende conto di quanto sia estesa la disinformazione dei ristoratori italiani dei luoghi pubblici e per luoghi pubblici intendo: aeroporti, stazioni, perfino bar e distributori automatici dentro gli ospedali/scuole/universita’, sugli aerei se non precedentemente avvisati (e se un celiaco si trovasse a perdere il volo e/o a doverne prendere uno all’ ultimo minuto? Se il volo fosse intercontinentale come Roma-USA che dura 12 ore?) e sui treni.
Personalmente, mi sono ritrovata all’ aeroporto di Roma intorno alle ore 13:00, in attesa della coincidenza per Catania che era soltanto alle 16:30, dopo un estenuante viaggio da San Francisco (USA) durato piu di 12 ore. Avevo dunque la necessita’ di pranzare.
Non sono riuscita a trovare un pasto gluten free sicuro, per cui ho saltato il pranzo! E se avessi viaggiato con un bambino celiaco? Come avrei fatto a spiegargli tale discriminazione? E che quindi doveva digiunare con tutti quei locali pieni di cibo?

PROPOSTA

L’ angolo del celiaco DEVE essere preventivato nei piani autocontrollo HACCP previo diniego dell’ autorizzazione all’ apertura di nuovi punti di ristoro e all’ adeguamento dei gia’ esistenti (come per la toilette o la scivola per i disabili).
Solo cosi avremo una parziale soluzione del problema e si abbatterebbero le cosidette barriere anche per i celiaci ! Basta una piccola legge.

La mia proposta e’ la seguente e puo’ essere suddivisa in due steps e realizzata quindi in due tempi diversi, in quanto la prima e’ di immediata attuazione, la seconda richiede piu tempo.
1. STEP:
Obbligo per i ristoratori di luoghi pubblici ad avere cibi gluten free previa sanzione. Per “luoghi pubblici” si intendono : aeroporti, stazioni ferroviarie, bar e distributori automatici di snacks locati dentro ospedali/scuole/universita’/centri commerciali, treni, aerei soprattutto nelle tratte lunghe senza obbligo di preavviso.
2. STEP:
Adeguamento dei locali di ristoro gia’ esistenti, ad avere un “angolo gluten free” per tutelare la salute del numero sempre crescente di celiaci in Italia.
Obbligo ad avere un “angolo gluten free” per l’ apertura di nuovi punti di ristoro.


Realizzazione 1.STEP

Il primo STEP e’ di soluzione immediata in quanto attuarlo e’ semplicissimo:
a) Un ristoratore di bar sito in luogo pubblico (ospedale, scuola, universita’, aeroporto, stazione) puo’ tenere cibi gluten free anche pre-confezionati come brioche e/o pane GF, salumi GF, attrezzarsi di fornetto dedicato e/o tostapane dedicato.
b) Un ristoratore di locale sito in aeroporto o stazione puo’ inoltre avere pane e pizza GF anche surgelate, insalatone garantire GF e fornetto dedicato.
c) Una compagnia aerea puo’ tenere per esempio il 5% dei pasti GF di default in modo da sopperire alle esigenze di un eventuale passeggero celiaco che non ha potuto per vari motivi chiedere in anticipo il “pasto speciale”.

La ringrazio per il tempo dedicato alla lettura di questa lettera, scritta a nome mio ma a tutela delle migliaia di persone celiache presenti in Italia.
Confido nella Sua sensibilità affinché prenda in considerazione la mia proposta e la faccia Sua.

                                                                         Distinti Saluti,

                                                                 Alessandra Toscano

 

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Alessandra ToscanoPromotore della petizione

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