

PONIAMO FINE ALL’INERZIA DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: ART. 113 DEL CODICE DEI CONTRATTI
Il problema
Il Codice dei Contratti Pubblici prevede l’istituto della remunerazione incentivante del personale dipendente della Stazione Appaltante per le attività descritte nell’art. 113 del D.Lgs. n. 50/2016.
Ai fini della liquidazione delle suddette somme risulta necessario redigere il Regolamento Applicativo la cui stesura spetta a ciascuna Amministrazione. Ad oggi, a distanza di quattro anni dall’entrata in vigore del Codice dei Contratti, il Ministero della Giustizia non ha ancora adottato nessun Regolamento.
Con tale omissione l’Amministrazione impedisce l’attuazione di una norma di legge, in spregio al disposto normativo, pregiudicando il legittimo riconoscimento di quello che lo stesso Consiglio di Stato qualifica come un “diritto soggettivo spettante al dipendente” per lo svolgimento delle attività individuate dal Legislatore.
Tale omissione, non solo espone l’Amministrazione a notevole rischio di contenzioso, i cui costi si ripercuoterebbero sull’intera collettività, ma comporta altresì un grave e prolungato inadempimento nei confronti degli stessi propri dipendenti, circostanza quest’ultima che conduce ad una profonda demotivazione nel personale foriera di minare la stessa credibilità ed autorevolezza dell’Amministrazione della Giustizia.
Peraltro, allo stato, il Ministero stesso non ha palesato la costituzione dell’accantonamento dell’apposito fondo nel proprio bilancio generando così il forte rischio che, una volta approvato il regolamento in questione, esso non possa trovare applicazione per l’attività svolta dall’entrata in vigore del Codice.
Il personale, nonostante il mancato riconoscimento degli incentivi di cui sopra, ha continuato e continua tutt’ora ad operare nell’auspicio che si possa giungere alla piena applicazione del dettato normativo, e ciò per maturo e consapevole senso di responsabilità nei confronti del proprio datore di lavoro, dei colleghi e dell’utenza. Tuttavia si è fatta strada altresì la piena consapevolezza che tale spirito istituzionale non può essere interpretato come passiva acquiescenza all’inerzia dell’Amministrazione.
PER QUANTO SOPRA IN PREMESSA
ll personale tecnico, contabile e amministrativo del Ministero della Giustizia
CHIEDE AL MINISTRO
l’immediata adozione del Regolamento ex art.113 del D.Lgs. 50/2016 nonché la conferma della regolare costituzione nel bilancio del Ministero della Giustizia dell'accantonamento dell'apposito fondo.

Il problema
Il Codice dei Contratti Pubblici prevede l’istituto della remunerazione incentivante del personale dipendente della Stazione Appaltante per le attività descritte nell’art. 113 del D.Lgs. n. 50/2016.
Ai fini della liquidazione delle suddette somme risulta necessario redigere il Regolamento Applicativo la cui stesura spetta a ciascuna Amministrazione. Ad oggi, a distanza di quattro anni dall’entrata in vigore del Codice dei Contratti, il Ministero della Giustizia non ha ancora adottato nessun Regolamento.
Con tale omissione l’Amministrazione impedisce l’attuazione di una norma di legge, in spregio al disposto normativo, pregiudicando il legittimo riconoscimento di quello che lo stesso Consiglio di Stato qualifica come un “diritto soggettivo spettante al dipendente” per lo svolgimento delle attività individuate dal Legislatore.
Tale omissione, non solo espone l’Amministrazione a notevole rischio di contenzioso, i cui costi si ripercuoterebbero sull’intera collettività, ma comporta altresì un grave e prolungato inadempimento nei confronti degli stessi propri dipendenti, circostanza quest’ultima che conduce ad una profonda demotivazione nel personale foriera di minare la stessa credibilità ed autorevolezza dell’Amministrazione della Giustizia.
Peraltro, allo stato, il Ministero stesso non ha palesato la costituzione dell’accantonamento dell’apposito fondo nel proprio bilancio generando così il forte rischio che, una volta approvato il regolamento in questione, esso non possa trovare applicazione per l’attività svolta dall’entrata in vigore del Codice.
Il personale, nonostante il mancato riconoscimento degli incentivi di cui sopra, ha continuato e continua tutt’ora ad operare nell’auspicio che si possa giungere alla piena applicazione del dettato normativo, e ciò per maturo e consapevole senso di responsabilità nei confronti del proprio datore di lavoro, dei colleghi e dell’utenza. Tuttavia si è fatta strada altresì la piena consapevolezza che tale spirito istituzionale non può essere interpretato come passiva acquiescenza all’inerzia dell’Amministrazione.
PER QUANTO SOPRA IN PREMESSA
ll personale tecnico, contabile e amministrativo del Ministero della Giustizia
CHIEDE AL MINISTRO
l’immediata adozione del Regolamento ex art.113 del D.Lgs. 50/2016 nonché la conferma della regolare costituzione nel bilancio del Ministero della Giustizia dell'accantonamento dell'apposito fondo.

I decisori

Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 29 aprile 2020