NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEL DEPOSITO ATAC DI PIAZZA BAINSIZZA!

Il problema

Il Ministero della Cultura faccia subito la stessa offerta presentata dai privati nell’asta, per acquisire l'ex deposito di Piazza Bainsizza. Si può fare e si deve fare, perché questo bene è soggetto a vincolo di interesse culturale (decreto n.139 del 10/12/2013) e pertanto il Ministero della Cultura può esercitare il diritto di prelazione entro 60 giorni. L’ex deposito di Piazza Bainsizza – che ospita anche la Comunità Terapeutica Protetta di via Montesanto - va destinato alla popolazione, non alla speculazione. Mentre le Istituzioni tacciono, noi - associazioni e semplici cittadine e cittadini - facciamo sentire la nostra voce, perché vogliamo una vera rigenerazione urbana, cioè fondata sulla tutela degli spazi pubblici e il loro riuso sociale. 

Il sindaco Gualtieri, presentando la candidatura di Roma per Expò 2030, ha citato la ‘rigenerazione urbana’ come tema centrale dell’evento. Intento lodevole, ma che va concretizzato ad iniziare dalla salvaguardia dell’ex Deposito Atac di Piazza Bainsizza: non a parole, ma con la prelazione.”

Il Comune di Roma e il Municipio I devono prendere un’urgente presa di posizione per scongiurare questa sconfitta dell’interesse pubblico, che si porrebbe anche in netta contraddizione con le previsioni comunali di utilizzo dell’area. Infatti, nella delibera dell’Assemblea capitolina approvata per concorrere all’asta, è scritto che l’acquisizione del deposito ‘’è irrinunciabile” per il sistema del trasporto pubblico, in quanto spazio già destinato a ospitare 500 mezzi elettrici, acquistati con i fondi del PNRR.           

L’asta si poteva e doveva evitare, neutralizzandola con l’offerta corrispondente alla stima commissariale dell’immobile. Tanto bastava per la sua acquisizione con procedura concordataria. Questa ‘’dimenticanza’’ ha invece esposto l’Amministrazione pubblica ad una sconfitta certa, perché il concorrente privato sapeva quale sarebbe stata l’offerta (è pubblica) e infatti ha presentato un rialzo minuscolo (100 mila euro su un importo di 16,1 milioni) vincendo l’asta col minimo sforzo.

I soldi ci sono. La delibera approvata dal Comune di Roma ha già stanziato i 16,1 milioni per partecipare all’asta; mancherebbero quindi solo i 100 mila euro di rialzo che hanno consentito l’aggiudicazione ai privati, per l’esercizio della prelazione.”

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Coordinamento INSIEME 17Promotore della petizione
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Il problema

Il Ministero della Cultura faccia subito la stessa offerta presentata dai privati nell’asta, per acquisire l'ex deposito di Piazza Bainsizza. Si può fare e si deve fare, perché questo bene è soggetto a vincolo di interesse culturale (decreto n.139 del 10/12/2013) e pertanto il Ministero della Cultura può esercitare il diritto di prelazione entro 60 giorni. L’ex deposito di Piazza Bainsizza – che ospita anche la Comunità Terapeutica Protetta di via Montesanto - va destinato alla popolazione, non alla speculazione. Mentre le Istituzioni tacciono, noi - associazioni e semplici cittadine e cittadini - facciamo sentire la nostra voce, perché vogliamo una vera rigenerazione urbana, cioè fondata sulla tutela degli spazi pubblici e il loro riuso sociale. 

Il sindaco Gualtieri, presentando la candidatura di Roma per Expò 2030, ha citato la ‘rigenerazione urbana’ come tema centrale dell’evento. Intento lodevole, ma che va concretizzato ad iniziare dalla salvaguardia dell’ex Deposito Atac di Piazza Bainsizza: non a parole, ma con la prelazione.”

Il Comune di Roma e il Municipio I devono prendere un’urgente presa di posizione per scongiurare questa sconfitta dell’interesse pubblico, che si porrebbe anche in netta contraddizione con le previsioni comunali di utilizzo dell’area. Infatti, nella delibera dell’Assemblea capitolina approvata per concorrere all’asta, è scritto che l’acquisizione del deposito ‘’è irrinunciabile” per il sistema del trasporto pubblico, in quanto spazio già destinato a ospitare 500 mezzi elettrici, acquistati con i fondi del PNRR.           

L’asta si poteva e doveva evitare, neutralizzandola con l’offerta corrispondente alla stima commissariale dell’immobile. Tanto bastava per la sua acquisizione con procedura concordataria. Questa ‘’dimenticanza’’ ha invece esposto l’Amministrazione pubblica ad una sconfitta certa, perché il concorrente privato sapeva quale sarebbe stata l’offerta (è pubblica) e infatti ha presentato un rialzo minuscolo (100 mila euro su un importo di 16,1 milioni) vincendo l’asta col minimo sforzo.

I soldi ci sono. La delibera approvata dal Comune di Roma ha già stanziato i 16,1 milioni per partecipare all’asta; mancherebbero quindi solo i 100 mila euro di rialzo che hanno consentito l’aggiudicazione ai privati, per l’esercizio della prelazione.”

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I decisori

Presidente del Municipio I Centro Storico
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Petizione creata in data 19 dicembre 2021