No a Leila Khaled a Cagliari

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Il prossimo 30 Novembre 2017, è prevista a Cagliari una iniziativa in occasione della giornata di solidarietà con il popolo Palestinese.

Alla serata, è previsto l'intervento principalmente della signora Leila Khaled.

Solo leggere il nome di questa persona come relatrice di una serata per la solidarietà al popolo Palestinese ci preoccupa molto. E basterebbero pochi click sul web per capirne i motivi.

Dalla biografia Wikipedia di Leila Khaled, leggiamo infatti: 

"All'inizio del 1969 lasciò il lavoro per seguire un addestramento militare speciale all'interno di un campo del FPLP in Giordania.

Il 29 agosto 1969 la Khaled prese parte assieme al pugile Salim Issaoui (Sālim ʿĪsāwī) al dirottamento di un Boeing 707 della compagnia statunitense TWA. Il volo TW 840, in servizio fra Los Angeles e Tel Aviv, prevedeva due scali tecnici, a Roma e ad Atene. Montati a bordo durante il primo, la coppia prese controllo dell'aeromobile appena dopo il decollo, facendolo dirigere verso Damasco. Ella racconta di aver ordinato al pilota di sorvolare simbolicamente Haifa, città natale di entrambi i dirottatori, in modo da poterle far vedere dall'alto i luoghi della sua prima infanzia, che non avrebbero più potuto rivedere[1]. Nell'episodio non vi furono morti o feriti, ma l'aeromobile venne fatto saltare in aria dopo aver fatto sbarcare le 116 persone presenti a bordo. Secondo alcune fonti, la dirigenza del FPLP si aspettavano che a bordo vi fosse Yitzhak Rabin, all'epoca ambasciatore di Israele negli Stati Uniti d'America[2], anche se tale circostanza è stata smentita dalla stessa Khaled[3]. Dopo questo episodio, divenuta una celebrità grazie ad una fotografia di Eddie Adam molto pubblicizzata (scattata nel 1970 in un campo profughi palestinese in Libano, che la ritraeva con un AK-47 ed in testa una kefiah), la Khaled si sottopose a sei interventi di chirurgia plastica al naso e al mento per cambiare l'estetica del volto, rendendosi meno riconoscibile per permetterle di partecipare ad eventuali altri dirottamenti aerei, e non vestire più i panni di una icona.[4][5]

Il 6 settembre 1970, Leila Khaled, assieme al giovane statunitense di origine nicaraguense, Patrick Argüello, un sandinista simpatizzante per la causa palestinese, cercò di dirottare il volo LY 219 della El Al, in servizio fra Amsterdam e New York. Si trattava di una parte del piano coordinato dei dirottamenti di Dawson's Field, una serie di azioni quasi simultanee portate a termine dal FPLP. Pare che i due costituissero solo una parte del commando incaricato dell'operazione, che avrebbe dovuto essere condotta da quattro elementi. L'attacco fu sventato dall'intervento di un agente delle forze di sicurezza israeliane presente a bordo dell'aereo, il quale uccise Arguello prima di riuscire a sopraffare la Khaled[6]. Sebbene avesse con sé due granate a mano, la Khaled sostenne di aver ricevuto rigide istruzioni di non mettere in pericolo i passeggeri dell'aereo civile.

Il pilota diresse il velivolo sull'aeroporto londinese di Heathrow, dove Khaled fu trasferita alla stazione di polizia di Ealing. Il 1º ottobre il governo britannico la rilasciò nel quadro di uno scambio di prigionieri. L'anno seguente il FPLP abbandonò la tattica dei dirottamenti aerei.(...)

La Khaled ha dichiarato di non credere più da tempo nel dirottamento di aerei come una legittima forma di protesta, nonostante la sua diffidenza nei confronti delle trattative fra Israele ed i paesi arabi, che secondo lei non sono un vero "processo di pace, ma un processo politico dove l'equilibrio di forze in gioco è dalla parte di Israele, e non dalla nostra. Essi hanno tutti gli assi nella manica, mentre i palestinesi non hanno alcunché su cui fare affidamento."

 

Siamo assolutamente preoccupati che una iniziativa per la solidarietà al popolo Palestinese veda la partecipazione, proprio fra tutti coloro che potevano essere chiamati ad intervenire sul conflitto arabo-israeliano e sui processi di pace, una dichiarata terrorista che da un lato si dichiara "non credente" nello strumento dei dirottamenti aerei (ma da parte sua nessun pentimento per i suoi gesti o  per le vite umane di cui ha provocato la morte per mezzo dei suoi gesti tra cui proprio l'amico col quale aveva dirottato un volo) ma dall'altra non vuole neppure che vi siano accordi di pace fra israele e gli stati arabi in quanto a suo giudizio gli stati arabi non avrebbero nulla di cui avvantaggiarsi rispetto ad Israele. 

Oltretutto, invitare ad una giornata di solidarietà per un popolo che "si dice" oppresso (sebbene la storia abbia dimostrato l'esatto contrario)una terrorista mai pentita potrebbe essere un cattivo insegnamento anche per i giovani.

Per queste ragioni, chiediamo al Ministro dell'Interno Marco Minniti che alla Khaled sia vietato l'ingresso nel nostro paese. 

 

 



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