Stop all'uccisione dei cinghiali nel Parco del Cilento

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Il problema

Si susseguono gli articoli sui danni provocati dai cinghiali nel Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. I responsabili asseriscono di non averne mai immessi nell’area. Sarà vero? Sappiamo che di sicuro ne sono stati importati molti dalla Romania per provvedere al ripopolamento di questa specie. Adesso ci si lamenta che sono troppi e troppo prolifici, che fanno grossi danni all’agricoltura e che provocano addirittura incidenti stradali. Non lo si sapeva? Chi ha preso questa stupida ed insensata decisione, spendendo danaro pubblico che forniamo con le tasse noi cittadini? Ed oggi chi deve pagare per questa scelta idiota? I cinghiali? Pare proprio di sì. Attualmente vi sono nel Parco circa 300 “selecontrollori”, cacciatori esperti nella caccia agli ungulati, che hanno la possibilità di cacciare anche durante periodi e ore nei quali l’attività venatoria è di norma vietata, in ambiti protetti, cioè sono cacciatori che possono fare l’abbattimento dei cinghiali per l’intero anno. A loro, a decorrere dal giorno 4 maggio 2020, è stato permesso di riprendere l’attività venatoria. Gli animali abbattuti vengono avviati alla commercializzazione attraverso una Rete di Centri di Raccolta delle Carcasse dei Cinghiali Abbattuti. Finora ne sono stati ammazzati più di 2.000, senza peraltro risolvere il problema, perché ne nascono a dismisura, come lamentano i gestori del Parco. L’abbattimento è l’unico modo per contenere la proliferazione dei cinghiali stupidamente importati dalla Romania? Perché non si provvede con i metodi contraccettivi e con la sterilizzazione delle femmine? La questione è che nell’organico del Parco del Cilento non c’è nemmeno un veterinario. Chi cura gli animali selvatici? Evidentemente nessuno. Se diventano troppi, li si uccide. I responsabili del Parco preferiscono assecondare la potente lobby di cacciatori, dimenticando quanto questi rappresentino un pericolo tangibile per la comunità, come dimostra l’alto numero di persone uccise nelle stagioni venatorie. Ma gli agricoltori protestano, perché i cinghiali distruggono le loro colture! Non si sapeva che questi animali non vivono d’aria? Perché il Parco non paga il costo delle recinzioni per proteggere le zone coltivate? I soldi per comprare i cinghiali c’erano, non ci sono invece per rimborsare i danni agli agricoltori! Si fa prima ad ammazzare i cinghiali, guadagnando sulla vendita della loro carne!

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Eugenia GranitoPromotore della petizione

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