Messa in sicurezza del Capo Alì, “tratto stradale dell’Orientale Sicula SS114”


Messa in sicurezza del Capo Alì, “tratto stradale dell’Orientale Sicula SS114”
Il problema
DOSSIER CAPO ALÌ
PREMESSA
Il 20 Luglio 2018, nei pressi del Capo Alì lungo la SS 114, si sfiorava la tragedia.
Una frana travolgeva un automobilista il quale rimaneva ferito.
A più di un anno dalla sfiorata tragedia, dopo l’esposto depositato dai Comitati “No frane No precarietà e Contrada Divieto Scaletta Zanclea”, presso la Procura della Repubblica, nulla è cambiato, infatti, la manutenzione di tale tratto stradale è rimasta precaria e insufficiente.
In questi mesi, come Comitati, abbiamo monitorato tutto il tratto stradale oggetto di tali insidie, appurando con rammarico che le reti paramassi che dovrebbero proteggere il costone, sono state rattoppate in maniera superficiale e precaria lasciando così persistere un pericolo perpetuo che potrebbe essere causa di tragedie evitabili.
I FATTI
Come dimostrano i numerosi comunicati stampa, e i vari esposti prodotti dai Comitati Cittadini “No frane e Divieto”, da diversi anni abbiamo proposto più idee per la risoluzione del problema frane del Capo Alì, questo fragile tratto stradale che sorge lungo ls SS 114 soggetto costantemente alle intemperie che periodicamente lo rendono vulnerabile. Oltre a denunciare l’inadeguata manutenzione di tale tratto stradale, dimostrata dalla documentazione video/fotografica prodotta dai Comitati, gli scriventi hanno più volte proposto la realizzazione di gallerie paramassi esterne, per mitigare il pericolo. Un canale di scolo (per convogliare e drenare le acque reflue) sarebbe propedeutico per la realizzazione delle gallerie artificiali, gallerie che abbiamo prontamente già fatto disegnare da esperti.
LE RISORSE FINANZIARIE
Le risorse già finanziate per la sicurezza e lo sviluppo del territorio sono sempre auspicabili. Tuttavia, come comitati riteniamo che esistano delle priorità su cui concentrare e/o dirottare i finanziamenti finalizzati alla salvaguardia del territorio e alla sicurezza sociale delle persone, che transitano e vivono sul nostro territorio. Allo stato attuale riteniamo inopportuna l’assurda progettazione che vedrebbe sorgere uno svincolo autostradale nei pressi del Torrente del Nisi, che costerebbe circa 50 Milioni di Euro, oltre a rappresentare un’inutilità logistica, visto che già lo svincolo di Roccalumera e Taormina risultano sufficienti per decongestionare il traffico automobilistico, sarebbe anche inefficiente ai comprensori di Itala e Scaletta, che come più volte abbiamo esposto, giacciono “incastrati” tra i due Capi. Inoltre, risulta singolare giustificare tale cospicuo finanziamento per la mitigazione del dissesto idrogeologico, ergo gli interrogativi sono d’obbligo: può mai uno svincolo autostradale mitigare il dissesto idrogeologico? Non sarebbe opportuno investire tali risorse per adempiere all’ordinaria manutenzione dei Torrenti e dei costoni rocciosi dell’Orientale Sicula SS114 visibilmente abbandonati?
"Altresi non sarebbe opportuno investire le già esigue risorse, piuttosto che in nuovi superflui svincoli autostradali, per la messa in sicurezza delle gallerie e dei viadotti dell'A 18 ME-CT? Gallerie e viadotti piuttosto malandati, da quello che i tecnici sostengono!
ANALISI COSTI BENEFICI
Le risorse economiche per la mitigazione del dissesto idrogeologico, se non utilizzate in maniera oculata, ovvero intervenendo prioritariamente laddove esiste un maggior rischio, comportano evidentemente uno spreco di denaro pubblico, esponendo inoltre a serio rischio l’incolumità della cittadinanza. Utilizzare 50 Milioni di Euro per uno svincolo Autostradale che dovrebbe sorgere in un torrente di un paese di 2.454 abitanti, rappresenta un vero sperpero di denaro pubblico. Inoltre, ci preme rammentare che in tale località sorge un immobile avente vincolo storico artistico decretato dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, nonché dal DD 1685 del 21/04/2016 (vincolo art 12 D Lgs 42-2004), che recita così:
“il complesso immobiliare denominato “Porzione dell'ex Poligono di Tiro a Segno Nazionale di Alì Terme”, sito nel comune di Alì Terme, così come individuato in premessa, viene dichiarato di interesse culturale ai sensi dell'art. 10 comma 1 del D.Lgs. n. 42 del 22.01.2004 e ss.mm. ii. e rimane sottoposto a tutte le prescrizioni di tutela contenute nello stesso decreto legislativo. La planimetria catastale e la relazione storico-artistica fanno parte integrante del presente decreto che verrà notificato ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo del bene che ne forma oggetto. Ai sensi del comma 7 dell'art. 12 del D.Lgs. n. 42/2004 e ss. mm. ii. il presente provvedimento sarà trascritto, a cura della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, presso l'Ufficio del Territorio – Servizio Pubblicità Immobiliare ed avrà efficacia nei confronti di tutti i successivi proprietari, possessori e detentori a qualsiasi titolo”.
Pertanto riteniamo che la risoluzione del dissesto idrogeologico di Capo Alì costituisca la prima priorità sul nostro territorio: sia perché tale tratto della SS114 è una via di snodo fondamentale per tutto l’itinerario della Riviera Jonica Messinese, e quindi l’interruzione per frane (avvenute ripetutamente nel corso di decenni) costituisce una grave offesa alla già fragile economia del luogo e soprattutto all’incolumità fisica degli automobilisti, dei ciclisti, e dei pedoni che da li transitano; quindi la risoluzione del problema Capo Alì rappresenta una questione di vita o di morte.
CONCLUSIONI
Premesso ciò, ad oggi rileviamo un atteggiamento non conseguente rispetto alle promesse fatte dalle istituzioni in merito alla sicurezza del Capo Alì e della SS 114 i cui ponti che vanno da Scaletta Zanclea a S. Alessio Siculo risultano o chiusi o sottoposti ad un’eterna manutenzione di cui sconosciamo la natura. Come Comitati attivi dei Cittadini presenti sul territorio noi sosteniamo e ci battiamo affinché tutte le risorse presenti ad esempio nel Masterplan e/o patto per il Sud, vengano destinate alla messa in sicurezza del Capo Alì attraverso interventi strutturali del tipo manutentivo, come già dai sottoscritti paventato in altre petizioni: gallerie paramassi nei punti nevralgici di tale tratto stradale, risanamento idraulico del costone roccioso e/o creazione ex novo di un canale di scolo con il coinvolgimento inevitabile anche della Rfi (Rete ferroviaria italiana). In questa prospettiva riteniamo che dirottare la maggior parte delle risorse sul futuro svincolo autostradale di Alì Terme non costituisca una priorità, e quindi riteniamo al quanto inopportuno investire queste risorse per lo svincolo autostradale, che si riduce ad una questione speculativa, che arricchisce i soliti “pescecani” delle grandi opere, inutili per la maggioranza della popolazione. Peraltro la costruzione dello svincolo autostradale ad Alì Terme non sarebbe di nessuna utilità ai cittadini di Itala e Scaletta Zanclea, che, in caso di frane a Capo Alì, per usufruire dello svincolo, dovrebbero immettersi sull’A18 a Tremestieri. Altresì lo sviluppo turistico, economico e sociale di Alì Terme non passa da fiumi di cemento armato (tra l’altro è presente a pochi minuti un altro svincolo a Roccalumera) ma dalla valorizzazione delle risorse locali a partire anche dalle bellezze di Capo Alì, che una volta che viene messo in sicurezza, può rappresentare un polo di attrazione turistica, in prospettiva costruendo un itinerario culturale popolare, che con annessa strada potrebbe coincidere con il tracciato del vecchio percorso ferroviario, allorquando sarà costruito a monte il raddoppio ferroviario. Pertanto invitiamo i cittadini a sottoscrivere questa petizione popolare, che sarà inoltrata a tutti gli enti competenti: Anas, Protezione civile, Genio civile, Rete ferroviaria italiana (Rfi), Assessorato Territorio e Ambiente, Assessorato, Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’ambiente ed al Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Francesco Aloisi - Comitato Contrada Divieto Scaletta Zanclea
Giacomo Di Leo - Comitato No frane No precarietà

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Il problema
DOSSIER CAPO ALÌ
PREMESSA
Il 20 Luglio 2018, nei pressi del Capo Alì lungo la SS 114, si sfiorava la tragedia.
Una frana travolgeva un automobilista il quale rimaneva ferito.
A più di un anno dalla sfiorata tragedia, dopo l’esposto depositato dai Comitati “No frane No precarietà e Contrada Divieto Scaletta Zanclea”, presso la Procura della Repubblica, nulla è cambiato, infatti, la manutenzione di tale tratto stradale è rimasta precaria e insufficiente.
In questi mesi, come Comitati, abbiamo monitorato tutto il tratto stradale oggetto di tali insidie, appurando con rammarico che le reti paramassi che dovrebbero proteggere il costone, sono state rattoppate in maniera superficiale e precaria lasciando così persistere un pericolo perpetuo che potrebbe essere causa di tragedie evitabili.
I FATTI
Come dimostrano i numerosi comunicati stampa, e i vari esposti prodotti dai Comitati Cittadini “No frane e Divieto”, da diversi anni abbiamo proposto più idee per la risoluzione del problema frane del Capo Alì, questo fragile tratto stradale che sorge lungo ls SS 114 soggetto costantemente alle intemperie che periodicamente lo rendono vulnerabile. Oltre a denunciare l’inadeguata manutenzione di tale tratto stradale, dimostrata dalla documentazione video/fotografica prodotta dai Comitati, gli scriventi hanno più volte proposto la realizzazione di gallerie paramassi esterne, per mitigare il pericolo. Un canale di scolo (per convogliare e drenare le acque reflue) sarebbe propedeutico per la realizzazione delle gallerie artificiali, gallerie che abbiamo prontamente già fatto disegnare da esperti.
LE RISORSE FINANZIARIE
Le risorse già finanziate per la sicurezza e lo sviluppo del territorio sono sempre auspicabili. Tuttavia, come comitati riteniamo che esistano delle priorità su cui concentrare e/o dirottare i finanziamenti finalizzati alla salvaguardia del territorio e alla sicurezza sociale delle persone, che transitano e vivono sul nostro territorio. Allo stato attuale riteniamo inopportuna l’assurda progettazione che vedrebbe sorgere uno svincolo autostradale nei pressi del Torrente del Nisi, che costerebbe circa 50 Milioni di Euro, oltre a rappresentare un’inutilità logistica, visto che già lo svincolo di Roccalumera e Taormina risultano sufficienti per decongestionare il traffico automobilistico, sarebbe anche inefficiente ai comprensori di Itala e Scaletta, che come più volte abbiamo esposto, giacciono “incastrati” tra i due Capi. Inoltre, risulta singolare giustificare tale cospicuo finanziamento per la mitigazione del dissesto idrogeologico, ergo gli interrogativi sono d’obbligo: può mai uno svincolo autostradale mitigare il dissesto idrogeologico? Non sarebbe opportuno investire tali risorse per adempiere all’ordinaria manutenzione dei Torrenti e dei costoni rocciosi dell’Orientale Sicula SS114 visibilmente abbandonati?
"Altresi non sarebbe opportuno investire le già esigue risorse, piuttosto che in nuovi superflui svincoli autostradali, per la messa in sicurezza delle gallerie e dei viadotti dell'A 18 ME-CT? Gallerie e viadotti piuttosto malandati, da quello che i tecnici sostengono!
ANALISI COSTI BENEFICI
Le risorse economiche per la mitigazione del dissesto idrogeologico, se non utilizzate in maniera oculata, ovvero intervenendo prioritariamente laddove esiste un maggior rischio, comportano evidentemente uno spreco di denaro pubblico, esponendo inoltre a serio rischio l’incolumità della cittadinanza. Utilizzare 50 Milioni di Euro per uno svincolo Autostradale che dovrebbe sorgere in un torrente di un paese di 2.454 abitanti, rappresenta un vero sperpero di denaro pubblico. Inoltre, ci preme rammentare che in tale località sorge un immobile avente vincolo storico artistico decretato dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, nonché dal DD 1685 del 21/04/2016 (vincolo art 12 D Lgs 42-2004), che recita così:
“il complesso immobiliare denominato “Porzione dell'ex Poligono di Tiro a Segno Nazionale di Alì Terme”, sito nel comune di Alì Terme, così come individuato in premessa, viene dichiarato di interesse culturale ai sensi dell'art. 10 comma 1 del D.Lgs. n. 42 del 22.01.2004 e ss.mm. ii. e rimane sottoposto a tutte le prescrizioni di tutela contenute nello stesso decreto legislativo. La planimetria catastale e la relazione storico-artistica fanno parte integrante del presente decreto che verrà notificato ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo del bene che ne forma oggetto. Ai sensi del comma 7 dell'art. 12 del D.Lgs. n. 42/2004 e ss. mm. ii. il presente provvedimento sarà trascritto, a cura della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, presso l'Ufficio del Territorio – Servizio Pubblicità Immobiliare ed avrà efficacia nei confronti di tutti i successivi proprietari, possessori e detentori a qualsiasi titolo”.
Pertanto riteniamo che la risoluzione del dissesto idrogeologico di Capo Alì costituisca la prima priorità sul nostro territorio: sia perché tale tratto della SS114 è una via di snodo fondamentale per tutto l’itinerario della Riviera Jonica Messinese, e quindi l’interruzione per frane (avvenute ripetutamente nel corso di decenni) costituisce una grave offesa alla già fragile economia del luogo e soprattutto all’incolumità fisica degli automobilisti, dei ciclisti, e dei pedoni che da li transitano; quindi la risoluzione del problema Capo Alì rappresenta una questione di vita o di morte.
CONCLUSIONI
Premesso ciò, ad oggi rileviamo un atteggiamento non conseguente rispetto alle promesse fatte dalle istituzioni in merito alla sicurezza del Capo Alì e della SS 114 i cui ponti che vanno da Scaletta Zanclea a S. Alessio Siculo risultano o chiusi o sottoposti ad un’eterna manutenzione di cui sconosciamo la natura. Come Comitati attivi dei Cittadini presenti sul territorio noi sosteniamo e ci battiamo affinché tutte le risorse presenti ad esempio nel Masterplan e/o patto per il Sud, vengano destinate alla messa in sicurezza del Capo Alì attraverso interventi strutturali del tipo manutentivo, come già dai sottoscritti paventato in altre petizioni: gallerie paramassi nei punti nevralgici di tale tratto stradale, risanamento idraulico del costone roccioso e/o creazione ex novo di un canale di scolo con il coinvolgimento inevitabile anche della Rfi (Rete ferroviaria italiana). In questa prospettiva riteniamo che dirottare la maggior parte delle risorse sul futuro svincolo autostradale di Alì Terme non costituisca una priorità, e quindi riteniamo al quanto inopportuno investire queste risorse per lo svincolo autostradale, che si riduce ad una questione speculativa, che arricchisce i soliti “pescecani” delle grandi opere, inutili per la maggioranza della popolazione. Peraltro la costruzione dello svincolo autostradale ad Alì Terme non sarebbe di nessuna utilità ai cittadini di Itala e Scaletta Zanclea, che, in caso di frane a Capo Alì, per usufruire dello svincolo, dovrebbero immettersi sull’A18 a Tremestieri. Altresì lo sviluppo turistico, economico e sociale di Alì Terme non passa da fiumi di cemento armato (tra l’altro è presente a pochi minuti un altro svincolo a Roccalumera) ma dalla valorizzazione delle risorse locali a partire anche dalle bellezze di Capo Alì, che una volta che viene messo in sicurezza, può rappresentare un polo di attrazione turistica, in prospettiva costruendo un itinerario culturale popolare, che con annessa strada potrebbe coincidere con il tracciato del vecchio percorso ferroviario, allorquando sarà costruito a monte il raddoppio ferroviario. Pertanto invitiamo i cittadini a sottoscrivere questa petizione popolare, che sarà inoltrata a tutti gli enti competenti: Anas, Protezione civile, Genio civile, Rete ferroviaria italiana (Rfi), Assessorato Territorio e Ambiente, Assessorato, Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’ambiente ed al Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Francesco Aloisi - Comitato Contrada Divieto Scaletta Zanclea
Giacomo Di Leo - Comitato No frane No precarietà

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I decisori


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Petizione creata in data 15 dicembre 2019