Maxi incendio deposito rifiuti LOAS Italia Srl di Aprilia 9 agosto 2020 - Adesso basta!

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Nei nostri territori - dove affiorano ogni giorno discariche abusive, stoccaggi incontrollati di rifiuti di ogni genere, al trattamento degli stessi nei siti per la produzione di biogas, industrie esistenti ad alto rischio rilevante, sommati ad incurie legate al malaffare - si è purtroppo creata ad opera di un mal costume generale associato al buon affare malavitoso una zona, quella di Aprilia, sita nel territorio Italiano classificato ad alto inquinamento e soprattutto ad elevato rischio a danno della salute pubblica. Purtroppo, e i dati di incidenza delle malattie tumorali ne sono la riprova, questa è la vera quotidianità con cui i cittadini devono convivere. Una dura e triste realtà.

L’ultimo incendio del 9 agosto 2020, presso la società LOAS Italia SRL, ha inevitabilmente aggravato e conclamato questo stato di infelice calamità, aggiungendosi alla già compromessa situazione ambientale del nostro territorio (dati pubblicati), con picchi di emissioni di Tetracloro-dibenzo-diossina (Tcdd), associata a idrocarburi policiclici aromatici, superando di fatto e di gran lunga l’incendio doloso, presso la società di smaltimento ECO X di Pomezia del 5 maggio 2017. Non bastasse, dal danno alla beffa, anche in data odierna 14 agosto 2020, è stato appiccato (dolosamente), l’ennesimo incendio ad una discarica abusiva in zona Camilleri a Fossignano - frazione di Aprilia. BASTA!!!
Noi cittadini, non possiamo certo sostituirci alla magistratura per reprimere tali reati, né auto-delegarci a chi è preposto per legge alla prevenzione e alla vigilanza di tali impianti, né sovrapporci alla legge per indicare le forme di rispetto – verità e libertà,  ma – quali cittadini - possiamo evidenziare e soprattutto denunciare che questo episodio della LOAS è un vero affronto al senso civico, sia dal punto di vista della tutela alla salute pubblica (mai invocato il principio di precauzione sul nostro territorio avvelenato), che in materia sulla tutela dell’ambiente (Art. 32 e 9 della Costituzione Italiana).

CONSIDERATO

·        i 262 roghi dolosi di impianti di stoccaggio rifiuti solo nell’ultimo anno in Italia;

·        gli oltre 690 roghi appiccati dal 2017 ad oggi;

·        la condotta criminis dei responsabili dei fatti enucleati, e a tutto ciò che ne consegue, protesi al solo malaffare legato allo smaltimento dei rifiuti;

·        le eventuali inadempienze amministrative da parte di: Regione, Provincia, Comune, quali organi competenti al rilascio delle prescritte autorizzazioni e, ancor più, quali responsabili al controllo della regolare gestione/autorizzazione/e rinnovo di questi impianti, soprattutto in territori i cui fatti di cronaca vengono associati a reti malavitose fortemente radicate in organizzazioni criminali di tipo mafioso (camorra), come tra l’altro in tutta la provincia di Latina;

·       le frodi e le violazioni criminali delle disposizioni di legge,

·       l’assenza totale di sistemi di controllo degli impianti legati a piani di emergenza interna, di sorveglianza h24, etc…;

·       l’eccessivo sovraccarico della materia stoccabile, presso quei centri difficilmente monitorati al controllo;

·       le ingenti e conseguenti ricadute sanitarie sia sull’ambiente che sui cittadini, con danni economici e derivanti dalla ripetuta perpetrazione di tali reati…

Alla luce di quando sopra esposto,

CHIEDIAMO ALLE AUTORITÀ IN INDIRIZZO

1.      che sia fatta reale luce sui fatti e che siano accertate quanto prima, le responsabilità secondo le leggi civili, penali e amministrative a carico dei responsabili dei fatti descritti. In particolare, che vengano effettuate i giusti e necessari controlli all’azienda LOAS Italia Srl – sulle autorizzazione che hanno permesso l’attività nel territorio, con verifica se le autorizzazioni esistenti agli stoccaggi fossero regolarmente idonee e genuine, sia per la quantità che per la tipologia di materiale stoccato;

2.     di procedere all’incameramento o quantomeno blocco delle fidejussioni (assicurative e/o bancarie), presentate dalla società Loas Italia Srl di Aprilia obbligatoriamente fin dall’avvio della sua attività di gestione dei rifiuti, sia in procedura ordinaria che in procedura semplificata (in base alle disposizioni DGRV 2229/2011, come modificata dalla DGRV nr. 1543/2012 e nr. 346/2013 e della DGP nr. 2008/00068. Tali garanzie consistono in una fidejussione specifica ed in polizza per la responsabilità Civile Inquinamento (RCI). Si voglia ulteriormente verificare che tale fidejussione sia stata presentata secondo i modelli approvati con la DGRV nr. 346 del 19.03.2013, compilato in tutte le sue parti;

3.      che per le inadempienti Istituzioni Amministrative preposte alla vigilanza (se accertate dalla competente Autorità Giudiziaria e Prefettizia, nella eventuale loro condotta che porterebbe all’abuso d’ufficio), siano avviate le procedure di destituzione dal loro ruolo e i tecnici responsabili rispondano in solido per i danni, eventualmente anche a titolo di danno erariale, e che su di essi si avviino procedure pertinenti e necessarie per inadempienza ai propri doveri d’ufficio; 

4.     che alla popolazione esposta alle emissioni di Tetracloro - dibenzo - diossina (Tcdd), associata a idrocarburi policiclici aromatici, prodotte dall’incendio siano riconosciuti ristoro e monitoraggio sanitario costante;

5.      che siano viste, imparate e riconosciute (in caso di accertata verifica sanitaria), tutte le pratiche di malessere sanitario legate all’inquinamento dell’aria, del suolo e delle acque;  

6.     che venga predisposto un protocollo per l'immediato spegnimento dei roghi attraverso il soffocamento, con sepoltura sotto inerti/terre/pozzolana/sabbia, data l’inefficacia dei sistemi finora attuati (nel caso di Aprilia il rogo è proseguito per 7 giorni ininterrottamente e ancora esala fumi dal pungente odore acre), cancellando ovviamente ogni traccia sia del dolo che delle quantità e tipologie di rifiuto, esponendo prolungatamente la popolazione ad un micidiale aerosol e avvelenando l’Ambiente in ogni sua componente;

7.     in particolare, agli organi Prefettizi, che per gli impianti andati a fuoco sia avviata (nell’avvenuto accertamento al dolo procurato), la procedura di immediato esproprio, bonificati e trasformati in demanio pubblico riforestato o quant’altro intervento compensativo di ristoro per il benessere pubblico;

8.     che i territori interessati dai danni siano compensati con adeguati impianti boschivi, completi di sistema di irrigazione ed altro;

9.     che sia istituito un Osservatorio Sanitario Permanente dell'area compresa tra i comuni di Pomezia, Ardea, Aprilia, Anzio e Nettuno, sulla base della proposta in allegato alla presente;

10.   che gli interessi e le preoccupazioni economiche non intralcino, come accaduto per gli altri roghi, questi provvedimenti, che hanno a cuore la vita e il bene dei cittadini e del territorio.

Si rende informati che, su quanto sopra esposto e denunciato, le associazioni e i comitati firmatari intenteranno collegialmente una azione Legale, nei tempi previsti dalla legge. Per informazioni sull'Azione Legale e le Linee guida per l'Osservatorio Sanitario Permanente, rivolgersi al numero  3476680972.

ALLEGATO 1

OSSERVATORIO SANITARIO PERMANENTE

Il presente documento è nato a seguito dell’incendio del sito della Loas srl, avvenuto in data 9 Agosto 2020, nel comune di Aprilia, e, ancor prima, del disastro della Ecox di Pomezia avvenuto in data 5 Maggio 2017, nonché dell’incendio della discarica di Roncigliano, dell’incendio di Pratiko a Pomezia, dell’incendio della discarica di amianto in località Valle Caia, dei siti sottoposti a sequestro giudiziario ed altri che per motivi di spazio non siamo qui ad elencare, in collaborazione con diversi comitati di quartiere, associazioni e liberi cittadini.

Gli eventi che si stanno susseguendo nel nostro territorio ovvero gli incendi di depositi di rifiuti pericolosi e non pericolosi, con relativa immissione nell’atmosfera di grandi quantità di inquinanti: tali inquinanti, oltre alla contaminazione immediata per inalazione o contatto, una volta dispersi nell’atmosfera, a distanza di un periodo di tempo variabile e comunque quasi immediato, troveranno sede provvisoria, per ricaduta, sul suolo.

(Seguono tabelle e indicazioni su gestione e modalità di indagini, omissis)

Primi Firmatari

La Città degli Alberi-Aprilia, Circolo ANPI "Vittorio Arrigoni" di Aprilia, Comitato Pendolari FR8a Carrozza (Roma-Nettuno), Comitato Quartiere Primo Aprilia, Assessorato Beni Culturali e Turismo Comune di Ardea, Presidente della Commissione Ambiente Comune di Ardea, Associazione Senzaconfine Aprilia, Comitato Borghi Rurali Aprilia, Comitato di Quartiere Bellavista Aprilia-Lanuvio, Comitato di Quartiere Borgata Agip Aprilia, Comitato di Quartiere Colle dei Pini - Casello 45 Aprilia, Comitato di Quartiere Toscanini, Associazione Consulgreen Aprilia, Comitato di Quartiere Fossignano Aprilia, Comitato di Quartiere Aprilia Nord, ASSINARCH Aprilia, Associazione culturale Napo87, Comitato di Quartiere Campoleone Aprilia-Lanuvio, Comitato di Quartiere Aprilia Centro, Comitato di Quartiere Selciatella, Circolo Rifondazione Comunista di Aprilia, Associazione La Frusta Politica e Cultura di Aprilia, Alternativa per Anzio.

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