Lavoro a Distanza come DIRITTO: meno stress, NO fuga dei Cervelli e Ripopolamento locale!

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


...3 PROBLEMI (Urbanizzazione, "Fuga dei Cervelli" ed emigrazione degli Italiani, Spopolamento locale) = 1 SOLUZIONE (Lavoro a Distanza come DIRITTO!)

L'ITALIA POTREBBE DIVENTARE IL PRIMO CENTRO DI «MANODOPERA INTELLIGENTE» AL MONDO

-----------------------------------------------------------------------------

Nell'epoca della più totale digitalizzazione, strumenti come smartphone, computer, email, reti in fibra e sistemi di messaggistica possono consentire a qualunque persona di lavorare a distanza, ovvero ovunque fuori dai locali aziendali, contribuendo COMUNQUE ai risultati ed al successo della propria azienda!

PROPOSTA "E-WORKING"

Nonostante le recenti evoluzioni in senso favorevole del contesto normativo sullo smartworking, tutto è ancora di fatto lasciato alla "volontarietà" e pertanto la presente proposta vuole invertire la "cultura" ancora prevalente, accelerando le timide dinamiche attualmente in corso: su un totale di circa 23 milioni di occupati, sono stimati in circa 500.000 (solo 2%) i lavoratori "smartworker" che non si recano in una sede aziendale ma lavorano, ovunque vogliano, con flessibilità, autonomia e responsabilizzazione (....magari però solo per 1 giorno a settimana)

 CHI & COSA:
Il singolo lavoratore impiegato in ruoli "di staff" ovvero tutti coloro, e sono oramai la maggioranza, che non necessitano di presenza fisica per svolgere il propri lavoro; sono esclusi solo i ruoli di front end (es. vendita, cassa, ecc.) o i ruoli con responsabilità di macchinari o con condizioni lavorative che richiedono tempistiche di intervento istantaneo. Ciascuno di questi lavoratori potrà richiedere il DIRITTO di lavorare da remoto per un massimo dell'80% del tempo lavorativo (fino a 4 giorni a settimana), qualunque sia la forma di collaborazione: subordinata o meno, a tempo determinato o indeterminato, part time o full time.

COME:
L'azienda avrebbe l'obbligo di accettare la richiesta di ciascun dipendente per un minimo del 50% dell'organico complessivo "di staff" dell'azienda, secondo un ordine di priorità predefinito, trasparente ed oggettivo (es. lavoratori con figli, con handicap, criterio cronologico delle richieste, criteri organizzativi concordati con OO.SS., ecc.). 

BENEFICI PER LE PERSONE:
 I benefici per le persone sarebbero significativi e, peraltro, ampiamente verificati sul campo nell’ambito delle varie iniziative di smartworking già sperimentate in Italia e nel mondo:

  • Benessere collettivo in termini, ad esempio, di minore stress (meno pendolarismo, meno traffico, ecc.);
  • Maggiore flessibilità oraria (migliore conciliazione lavoro-vita personale, ecc.) e quindi migliore distribuzione nell'arco della giornata e riduzione delle cosiddette "ore di punta" 
  • Minori Costi (es. minori costi di trasporto/carburante, possibilità di vivere in città di provincia meno care, minori costi di assistenza familiare, ecc.).

BENEFICI PER LE AZIENDE:
Oltre ai benefici già previsti dall'attuale normativa, le aziende riceveranno un incentivo contributivo-fiscale nell'ipotesi minima (50% dell'organico) che sarà crescente al crescere della percentuale oltre al minimo il 50%. Scatteranno invece degli aggravi in caso l'azienda si tenga al di sotto del 50% dell'organico di staff.   Le aziende, inoltre, potranno ridurre sensibilmente i propri costi (per utenze, servizi, ecc.) dimensionando in misura più ridotta i loro spazi lavorativi, e le metrature così liberate potranno, per legge, essere automaticamente trasformate con altre destinazioni d'uso (es. da uso commerciale ad abitativo o viceversa) senza alcun vincolo amministrativo o onere fiscale!

BENEFICI PER LE AZIENDE ESTERE:
Le aziende estere potranno assumere in forma da remoto, pure fino al 100% del tempo lavorativo, nuovi lavoratori residenti in Italia ed avranno come incentivo la possibilità di applicare la loro normativa locale (del lavoro, fiscale, ecc.). Come forma di incentivo economico alle assunzioni per aziende estere si potrà inoltre prevedere la retrocessione di una % dello stipendio netto (che si finanzierà con le tasse su immobili/locazioni e con maggiore IVA da consumi aggiuntivi). Uniche condizioni:
- lavoratore deve vivere in Italia per almeno 9 mesi l'anno;
- lavoratore con casa di proprietà o in locazione in Italia;
 - Conto corrente italiano (sul quale dovrà essere versata la retribuzione/compenso).

BENEFICI PER LA COLLETTIVITA':

Tutte le comunità e le Istituzioni, locali e nazionali, potranno avere importanti vantaggi da una estensione "massiva" del lavoro a distanza in termini di:

  • Salute, benessere dei cittadini ed impatto ambientale (es. meno smog nelle grandi città, ecc.)
  • Minore complessità nella gestione dei Servizi Pubblici (il minore congestionamento, soprattutto nelle cosiddette ore di punta,  agevolerebbe senza dubbio la gestione dei servizi pubblici, del decoro, dei rifiuti, ecc.) 
  • Minore Spesa Pubblica (es. dimensionamento più ridotto delle infrastrutture di trasporto, minori costi sanitari, ecc.)
  • Decentramento residenziale: con possibilità di "rianimare" e garantire maggior valore sociale ai piccoli comuni, alla provincia e più in generale al territorio italiano, favorendo diversità culturale ed economica al Sistema-Paese attraverso una migliore distribuzione della popolazione ed evitando così che siano letteralmente abbandonate intere porzioni del nostro bellissimo territorio (contrastando una dinamica che pare, nel 2050, porterà ben il 70% della popolazione mondiale a vivere in città/metropoli!)
  • Occasioni di impiego e No alla «Fuga dei Cervelli»:  lo smartworking "massivo" di residenti in Italia, aperto anche a tutte le Aziende estere, costituirebbe un forte incentivo alla riduzione della disoccupazione ed un altrettanto forte disincentivo all'emigrazione della cultura e delle professionalità ("fuga di cervelli")
  • Aumento dei Consumi: la riduzione della "fuga dei cervelli" unitamente all'attrazione in Italia di cittadini stranieri con medio-alto reddito (probabile se fosse confermato il sempre forte interesse per il nostro "Belpaese"), aumenterebbe la "platea" dei consumatori e, peraltro, il gettito fiscale sugli stessi consumi (IVA).

CONCLUSIONI:
Se vi piace l'idea, FIRMATE LA PETIZIONE!

Ma sappiate anche che la presente proposta contiene una "inversione di paradigma" con due soluzioni fortemente innovative:

1) SMART WORKING COME DIRITTO DELLE PERSONE 
2) SMART WORKING CON APPLICAZIONE NORMATIVA LAVORO/ FISCALE ESTERA

le quali, però, tracciate le linee guida, vanno ancora approfondite ed affinate per giungere ad una ipotesi che sia tecnicamente fattibile in quanto del tutto rispettosa degli eventuali vincoli economici, tecnico-giuridici, ecc.

Per tali ragioni, il Comitato Promotore ha diffuso la proposta anche per una «call pubblica» rivolta a tutti coloro (Ricercatori, Centri studi, Università, Studiosi, ecc.) che vogliano cimentarsi, pro bono ma con competenza, per mettere a punto i dettagli tecnico-economici e legali della proposta.

Per rispondere alla Call o avanzare proposte/riflessioni: gabriele.mancini@e-working.it


Vuoi condividere questa petizione?