Vietare le etichette adesive sulla frutta


Vietare le etichette adesive sulla frutta
Il problema
Quello che propongo è semplicemente l’introduzione del divieto di utilizzare etichette plastificate adesive su frutta e verdura che non siano compostabili (in tempi ragionevoli ovviamente), ovvero quelli che nel mondo anglosassone chiamano anche Look-Up Stickers; si tratta delle etichette che il più delle volte riportano semplicemente il nome dell’azienda distributrice (come se ciò fosse garanzia di qualità; mai sentito il detto “l’abito non fa il monaco” ? ), o talvolta va detto che riportano un qualche codice relativo alla catena di produzione e distribuzione del prodotto.
Il problema è che queste etichette finiscono quasi sempre nell’umido assieme alla buccia e agli altri scarti della frutta e verdura; sicuramente molte persone hanno l’accortezza di rimuoverle prima di gettare gli scarti nell’umido, ma per mia esperienza personale noto che la stragrande maggioranza neppure si rende conto del problema, e quindi tanto meno si preoccupa di rimuovere l’etichetta adesiva.
Alternative alle etichette plastiche ve ne sono, tant’è che non si dovrebbe inventare nulla; basterebbe copiare da analoghe iniziative, come quanto fatto da alcune tra le più note catene di supermercati nel Regno Unito che hanno aderito al “The Waste and Resources Action Programme (WRAP)” (https://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/plastic-pact-inghilterra/ ; anche la Francia ha deciso di bandire l’uso di tali etichette dal prossimo anno, a meno che non siano state fatte con carta o materiali compostabili (https://hortnews.com/france-to-ban-sale-of-fruit-and-veg-in-plastic/ ; altra alternativa applicabile su alcuni prodotti e utilizzata già in Canada e alcuni paesi europei, potrebbe essere il ricorso a un laser a bassa energia per "incidere" le informazioni direttamente sulla buccia o sulla pelle della frutta.

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Il problema
Quello che propongo è semplicemente l’introduzione del divieto di utilizzare etichette plastificate adesive su frutta e verdura che non siano compostabili (in tempi ragionevoli ovviamente), ovvero quelli che nel mondo anglosassone chiamano anche Look-Up Stickers; si tratta delle etichette che il più delle volte riportano semplicemente il nome dell’azienda distributrice (come se ciò fosse garanzia di qualità; mai sentito il detto “l’abito non fa il monaco” ? ), o talvolta va detto che riportano un qualche codice relativo alla catena di produzione e distribuzione del prodotto.
Il problema è che queste etichette finiscono quasi sempre nell’umido assieme alla buccia e agli altri scarti della frutta e verdura; sicuramente molte persone hanno l’accortezza di rimuoverle prima di gettare gli scarti nell’umido, ma per mia esperienza personale noto che la stragrande maggioranza neppure si rende conto del problema, e quindi tanto meno si preoccupa di rimuovere l’etichetta adesiva.
Alternative alle etichette plastiche ve ne sono, tant’è che non si dovrebbe inventare nulla; basterebbe copiare da analoghe iniziative, come quanto fatto da alcune tra le più note catene di supermercati nel Regno Unito che hanno aderito al “The Waste and Resources Action Programme (WRAP)” (https://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/plastic-pact-inghilterra/ ; anche la Francia ha deciso di bandire l’uso di tali etichette dal prossimo anno, a meno che non siano state fatte con carta o materiali compostabili (https://hortnews.com/france-to-ban-sale-of-fruit-and-veg-in-plastic/ ; altra alternativa applicabile su alcuni prodotti e utilizzata già in Canada e alcuni paesi europei, potrebbe essere il ricorso a un laser a bassa energia per "incidere" le informazioni direttamente sulla buccia o sulla pelle della frutta.

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Petizione creata in data 20 giugno 2021