PESTE SUINA: NO ALL'ABBATTIMENTO COATTO DI ANIMALI SANI!

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Il problema

Il 7 gennaio 2022 nella carcassa di un cinghiale di Ovada (AL) è stato riscontrato il virus della peste suina africana; una settimana dopo, per disposizione immediata del Ministero della Sanità insieme al Ministero delle Politiche Agricole, è stata creata una vera e propria "zona rossa" all'interno della quale viene vietato l’accesso dei cittadini ai boschi per tutta una serie di attività, come la caccia, la pesca, il trekking, il mountain biking ed in generale ogni attività che potrebbe determinare un contatto casuale con gli animali. Il provvedimento interessa 78 comuni della provincia di Alessandria e 36 delle provincie di Genova e Savona, alcuni dei quali lontanissimi dall’area interessata come Acqui Terme (Al), Albisola (Sv) e Sori (Ge). Si prevede che le restrizioni possano durare per un minimo di sei mesi.

Come se non bastasse ieri, 19 gennaio 2022, la Regione Liguria ha ratificato le disposizioni ministeriali e ha disposto con un'ordinanza l'abbattimento di tutti i maiali domestici presenti nella zona "infetta". 

Nonostante la gravità del problema della peste suina, di cui siamo consci, riteniamo queste misure assolutamente esagerate, contando che il contagio effettivo ad oggi risulta circoscritto in una piccola zona situata tra Ovadese, Val Lemme e bassa Valle Scrivia. 

La decennale incapacità di gestire la presenza dei cinghiali selvatici sia nelle zone boschive che nelle zone urbanizzate sta producendo una serie di provvedimenti irrazionali, di cui non si capisce l'effettiva utilità, che vanno a ledere la libertà delle persone di accedere alla natura e nello stesso tempo condannano a morte migliaia di animali SANI, esclusivamente in via preventiva.

Stiamo inoltre condannando ad un severo danno economico decine di piccoli allevatori che saranno obbligati a macellare i propri animali per salvare i grandi allevamenti intensivi, dove gli animali vivono stipati a migliaia in pochi metri quadrati, cresciuti a forza di antibiotici e mangimi chimici, per produrre i prosciutti confezionati nella plastica a 0,99 del discount.

Proviamo un profondo senso di ingiustizia davanti a tutto questo e vi chiediamo di unirvi a noi per fermare questo scempio. 

Questo mondo ci piace sempre meno, ogni giorno di meno. Sentiamo di essere ad un bivio, o cambiamo tutti assieme adesso, oppure siamo destinati all'oblio con i nostri bei cibi industriali e la nostra vita svuotata da ogni valore, affetto e gioia.

Davide Costa

Emanuela Risso

 

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Davide CostaPromotore della petizione

I decisori

Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte Liguria Valle d'Aosta
Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte Liguria Valle d'Aosta

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