PASTORI E CACCIATORI, ENCLAVE DI RANDAGISMO IN CAMPANIA

PASTORI E CACCIATORI, ENCLAVE DI RANDAGISMO IN CAMPANIA

Il problema

La L.R. Campania n. 3/2019 promuove e disciplina ogni utile iniziativa e servizio per favorire il rispetto e il riconoscimento dei diritti degli animali, come previsto dalle convenzioni internazionali e della normativa comunitaria e incentiva l'accoglienza e la buona tenuta degli animali d'affezione presso le famiglie proprietarie. 

Essa inoltre promuove e disciplina il controllo del randagismo, in attuazione della legge 14 agosto 1991, n. 281 (legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo) a tutela della salute pubblica e dell'ambiente e per migliorare in modo efficace il benessere degli animali d'affezione ed il loro rapporto con l'uomo.

Seppure l'obiettivo finale di una legge è il rispetto della stessa, sia per la mancata conoscenza e diffusione delle norme statali e locali, sia per la mancata repressione degli illeciti civili e penali da parte degli organi preposti a garantire il benessere degli animali le ripercussioni sono a danno sempre delle altre specie.

Tra i tanti problemi legati alla mala gestione degli animali da parte dei privati e  i cui effetti si ripercuotono nell’immediato sul randagismo con gravi ricadute sull’economia dei singoli e delle associazioni stesse protezionistiche sottolineo uno dei problemi più gravi che derivano dalle zone rurali della Campania

Le foto, i video, le immagini allegate alla presente mostrano la dura realtà di chi combatte quotidianamente il randagismo e toccano  duramente la sensibilità di chi le guarda.

Le associazioni protezionistiche e i volontari singoli si occupano a 360 gradi di diffusione della sterilizzazione tra gli animali d’affezione, che si concretizza altresì nella materiale "presa in carico" degli animali che dopo essere stati sterilizzati vengono, ove possibile, re-immessi sul territorio e, tante volte restituiti ai  proprietari o affidati a chi ne fa richiesta.

Troppo spesso le spese che dovrebbero essere a carico dalle amministrazioni locali (Asl, Comuni, Regioni), per quanto concerne  i randagi,  e/o a carico dei privati (che per motivi etici o per mancanza di danaro o per semplice disinteresse non sterilizzano i propri animali) vengono erogate da associazioni di protezione animali o anche dai comuni cittadini che hanno a cuore la vita degli animali.

Le vittime più frequenti di queste situazioni ricorrenti nelle zone rurali sono gli animali appartenenti ad  aziende agricole, pastori, allevatori di bufali, bovini, ovini, caprini, suini e cacciatori. Molto spesso in queste realtà riscontriamo una incompetenza assoluta delle esigenze etologiche degli animali d’affezione e l’ignoranza più totale delle leggi sul benessere animale. I soggetti indicati nella maggior parte detengono cani e gatti non sterilizzati. Questi si accoppiano di continuo e di lì il proliferarsi continua di cuccioli: ecco una “enclave” che sfugge al monitoraggio veterinario e purtroppo ricade completamente sulle spalle del volontariato. Il randagismo trae alimento costante e continuo da tali situazioni. 

E' opportuno ed urgente, pertanto, alla luce di tutto quanto esposto, che la Regione Campania rifletta sulla necessità di regolamentare il settore, al fine di evitare le problematiche evidenziate ed imponga a pastori, cacciatori, allevatori di bufali, bovini, ovini, suini, bovini, caprini etc,  di tenere (ad esempio) un numero massimo di animali d'affezione (si suggerisce al massimo 3) e che tali animali siano sterilizzati. Ovviamente questo comporta un opportuno controllo affinché tali regolamentazioni non vengano aggirate da chi è abituato a vivere e a far vivere nell’approssimazione.

Siamo consapevoli, avendo noi già sottoposto a questo spett. ente della necessità di un incremento di personale addetto soprattutto ai controlli.

Approfittiamo dell’occasione per aggiungere che i cittadini e le associazioni che collaborano con le Asl necessiterebbero di una maggiore accuratezza nella documentazione esibita ogni volta che si parla di un intervento relativo a un animale. Spesso, purtroppo, si riscontra una preoccupante approssimazione da parte dei servizi veterinari. Approfondiremo in un prossimo esposto che vi invieremo. 

Certi di un rapido e cortese riscontro e che vengano adottati gli opportuni provvedimenti si porgono i più cordiali saluti.

I Promotori Lega Nazionale per la Difesa del Cane Animal Protection 

Associazione Animal Day Napoli 

 

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anna vicinanzaPromotore della petizioneSono avvocato della Lega Nazionale per la Difesa del Cane Animal Protection di Salerno combatto i maltrattamenti e le inadempienze istituzionali
Questa petizione aveva 652 sostenitori

Il problema

La L.R. Campania n. 3/2019 promuove e disciplina ogni utile iniziativa e servizio per favorire il rispetto e il riconoscimento dei diritti degli animali, come previsto dalle convenzioni internazionali e della normativa comunitaria e incentiva l'accoglienza e la buona tenuta degli animali d'affezione presso le famiglie proprietarie. 

Essa inoltre promuove e disciplina il controllo del randagismo, in attuazione della legge 14 agosto 1991, n. 281 (legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo) a tutela della salute pubblica e dell'ambiente e per migliorare in modo efficace il benessere degli animali d'affezione ed il loro rapporto con l'uomo.

Seppure l'obiettivo finale di una legge è il rispetto della stessa, sia per la mancata conoscenza e diffusione delle norme statali e locali, sia per la mancata repressione degli illeciti civili e penali da parte degli organi preposti a garantire il benessere degli animali le ripercussioni sono a danno sempre delle altre specie.

Tra i tanti problemi legati alla mala gestione degli animali da parte dei privati e  i cui effetti si ripercuotono nell’immediato sul randagismo con gravi ricadute sull’economia dei singoli e delle associazioni stesse protezionistiche sottolineo uno dei problemi più gravi che derivano dalle zone rurali della Campania

Le foto, i video, le immagini allegate alla presente mostrano la dura realtà di chi combatte quotidianamente il randagismo e toccano  duramente la sensibilità di chi le guarda.

Le associazioni protezionistiche e i volontari singoli si occupano a 360 gradi di diffusione della sterilizzazione tra gli animali d’affezione, che si concretizza altresì nella materiale "presa in carico" degli animali che dopo essere stati sterilizzati vengono, ove possibile, re-immessi sul territorio e, tante volte restituiti ai  proprietari o affidati a chi ne fa richiesta.

Troppo spesso le spese che dovrebbero essere a carico dalle amministrazioni locali (Asl, Comuni, Regioni), per quanto concerne  i randagi,  e/o a carico dei privati (che per motivi etici o per mancanza di danaro o per semplice disinteresse non sterilizzano i propri animali) vengono erogate da associazioni di protezione animali o anche dai comuni cittadini che hanno a cuore la vita degli animali.

Le vittime più frequenti di queste situazioni ricorrenti nelle zone rurali sono gli animali appartenenti ad  aziende agricole, pastori, allevatori di bufali, bovini, ovini, caprini, suini e cacciatori. Molto spesso in queste realtà riscontriamo una incompetenza assoluta delle esigenze etologiche degli animali d’affezione e l’ignoranza più totale delle leggi sul benessere animale. I soggetti indicati nella maggior parte detengono cani e gatti non sterilizzati. Questi si accoppiano di continuo e di lì il proliferarsi continua di cuccioli: ecco una “enclave” che sfugge al monitoraggio veterinario e purtroppo ricade completamente sulle spalle del volontariato. Il randagismo trae alimento costante e continuo da tali situazioni. 

E' opportuno ed urgente, pertanto, alla luce di tutto quanto esposto, che la Regione Campania rifletta sulla necessità di regolamentare il settore, al fine di evitare le problematiche evidenziate ed imponga a pastori, cacciatori, allevatori di bufali, bovini, ovini, suini, bovini, caprini etc,  di tenere (ad esempio) un numero massimo di animali d'affezione (si suggerisce al massimo 3) e che tali animali siano sterilizzati. Ovviamente questo comporta un opportuno controllo affinché tali regolamentazioni non vengano aggirate da chi è abituato a vivere e a far vivere nell’approssimazione.

Siamo consapevoli, avendo noi già sottoposto a questo spett. ente della necessità di un incremento di personale addetto soprattutto ai controlli.

Approfittiamo dell’occasione per aggiungere che i cittadini e le associazioni che collaborano con le Asl necessiterebbero di una maggiore accuratezza nella documentazione esibita ogni volta che si parla di un intervento relativo a un animale. Spesso, purtroppo, si riscontra una preoccupante approssimazione da parte dei servizi veterinari. Approfondiremo in un prossimo esposto che vi invieremo. 

Certi di un rapido e cortese riscontro e che vengano adottati gli opportuni provvedimenti si porgono i più cordiali saluti.

I Promotori Lega Nazionale per la Difesa del Cane Animal Protection 

Associazione Animal Day Napoli 

 

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anna vicinanzaPromotore della petizioneSono avvocato della Lega Nazionale per la Difesa del Cane Animal Protection di Salerno combatto i maltrattamenti e le inadempienze istituzionali

I decisori

U.O.D. Prevenzione e Sanità Regione Campania
U.O.D. Prevenzione e Sanità Regione Campania

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