No ai tagli agli organici della scuola. Rientro sicuro a settembre.
No ai tagli agli organici della scuola. Rientro sicuro a settembre.
Il problema
Il personale del Liceo Fermi assieme alle famiglie, agli alunni e alle alunne firmatari di questo documento ritengono che la scuola debba essere posta al centro dell’attenzione del governo soprattutto in vista della riapertura di settembre.
La didattica a distanza è stata uno strumento utile nell’emergenza ma non può essere una soluzione duratura: ci sono tre mesi davanti a noi, abbiamo il dovere di trovare soluzioni per una scuola che possa essere riaperta in sicurezza. Ci siamo impegnati nella didattica a distanza, con risultati alterni, e ne evidenziamo le criticità, che ben conosciamo come docenti, discenti e famiglie:
1. La didattica a distanza rischia di accrescere le diseguaglianze: chi non ha dietro di sé una famiglia con possibilità economiche e culturali soffre molte più disagi rispetto a quanto accade con una didattica in presenza.
2. Ancora più distanza si crea per quegli alunni che vivono difficoltà di apprendimento e ai quali la scuola italiana, invece, ha sempre cercato di dare risposte efficaci.
3. Manca un vero rapporto insegnanti-alunni che costituisce invece il fulcro dell’apprendimento; l’apprendimento è una processo sociale che vive e si realizza con il confronto diretto, personale e collettivo nella dimensione della classe;
Per queste ragioni bisogna fare di tutto per tornare in classe a settembre, ma per tornarci senza pericoli per nessuno. Possiamo farcelo solo a due condizioni: migliori strutture e personale in numero adeguato.
Ci rivolgiamo quindi al Ministero e all’Ufficio scolastico regionale affinché si attivino per due punti imprescindibili:
1. migliorare le attuali strutture scolastiche con ampliamenti e ristrutturazioni di aule, spazi comuni, laboratori per fornire un ambiente adeguato alle norme igenico-sanitarie richieste dalla nuova situazione dovuta al COVID19;
2. adeguare gli organici docenti e ATA.
Chiediamo quindi:
1. l’assunzione di personale docente in numero sufficiente a garantire un numero di alunni per classe che possa permettere l’adeguato distanziamento nelle aule; per fare questo è necessaria la stabilizzazione del personale precario con procedure rapide ed efficaci. Vengano perciò ritirati i tagli previsti anche nella nostra Provincia agli organici.
2. l’assunzione stabile di personale assistente, tecnico e amministrativo adeguato all’aumento del carico di lavoro. I docenti hanno lavorato a distanza con lezioni e supporto alle classi ma il personale ATA si è caricato del compito di mantenere attivi i servizi e le attività necessarie per il funzionamento della scuola, a distanza e in presenza quando necessario.
3. ogni istituto abbia la dirigenza al completo (DS e DSGA), senza più reggenze.
Ciò di cui abbiamo bisogno sono classi con un minor numero di alunni, che permettano da una parte il distanziamento sociale e dall’altra il recupero delle inevitabili carenze accumulate dopo tre mesi di didattica a distanza.
Il problema
Il personale del Liceo Fermi assieme alle famiglie, agli alunni e alle alunne firmatari di questo documento ritengono che la scuola debba essere posta al centro dell’attenzione del governo soprattutto in vista della riapertura di settembre.
La didattica a distanza è stata uno strumento utile nell’emergenza ma non può essere una soluzione duratura: ci sono tre mesi davanti a noi, abbiamo il dovere di trovare soluzioni per una scuola che possa essere riaperta in sicurezza. Ci siamo impegnati nella didattica a distanza, con risultati alterni, e ne evidenziamo le criticità, che ben conosciamo come docenti, discenti e famiglie:
1. La didattica a distanza rischia di accrescere le diseguaglianze: chi non ha dietro di sé una famiglia con possibilità economiche e culturali soffre molte più disagi rispetto a quanto accade con una didattica in presenza.
2. Ancora più distanza si crea per quegli alunni che vivono difficoltà di apprendimento e ai quali la scuola italiana, invece, ha sempre cercato di dare risposte efficaci.
3. Manca un vero rapporto insegnanti-alunni che costituisce invece il fulcro dell’apprendimento; l’apprendimento è una processo sociale che vive e si realizza con il confronto diretto, personale e collettivo nella dimensione della classe;
Per queste ragioni bisogna fare di tutto per tornare in classe a settembre, ma per tornarci senza pericoli per nessuno. Possiamo farcelo solo a due condizioni: migliori strutture e personale in numero adeguato.
Ci rivolgiamo quindi al Ministero e all’Ufficio scolastico regionale affinché si attivino per due punti imprescindibili:
1. migliorare le attuali strutture scolastiche con ampliamenti e ristrutturazioni di aule, spazi comuni, laboratori per fornire un ambiente adeguato alle norme igenico-sanitarie richieste dalla nuova situazione dovuta al COVID19;
2. adeguare gli organici docenti e ATA.
Chiediamo quindi:
1. l’assunzione di personale docente in numero sufficiente a garantire un numero di alunni per classe che possa permettere l’adeguato distanziamento nelle aule; per fare questo è necessaria la stabilizzazione del personale precario con procedure rapide ed efficaci. Vengano perciò ritirati i tagli previsti anche nella nostra Provincia agli organici.
2. l’assunzione stabile di personale assistente, tecnico e amministrativo adeguato all’aumento del carico di lavoro. I docenti hanno lavorato a distanza con lezioni e supporto alle classi ma il personale ATA si è caricato del compito di mantenere attivi i servizi e le attività necessarie per il funzionamento della scuola, a distanza e in presenza quando necessario.
3. ogni istituto abbia la dirigenza al completo (DS e DSGA), senza più reggenze.
Ciò di cui abbiamo bisogno sono classi con un minor numero di alunni, che permettano da una parte il distanziamento sociale e dall’altra il recupero delle inevitabili carenze accumulate dopo tre mesi di didattica a distanza.
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 26 maggio 2020