Abolizione dell'Imposta Intrattenimenti per eventi danzanti con musica registrata


Abolizione dell'Imposta Intrattenimenti per eventi danzanti con musica registrata
Il problema
E’ notorio che, ormai da tempo, il mondo dell’intrattenimento nei locali da ballo vive un momento di crisi: numerose sono state le strutture in Italia che, negli ultimi anni, hanno dovuto cessare l’attività.
Non è solo a causa della generale crisi economica, anzi.
Chi organizza eventi danzanti con musica registrata sa bene che la propria attività è discriminata rispetto a chi organizza eventi musicali cosiddetti dal vivo. Organizzare un evento musicale con un Dj è, infatti, più oneroso, da un punto di vista amministrativo e tributario, di quanto lo sia uno con un artista che suona dal vivo.
Oggi non è più possibile considerare la musica elettronica, l’unica eseguita nei locali da ballo che offrono intrattenimento danzante ai giovani, come figlia di un Dio minore.
Il DJ è, a tutti gli effetti, un artista e un professionista, al pari dei musicisti e interpreti di musica dal vivo.
L’organizzatore/promoter di eventi danzanti con musica registrata deve rispettare le stesse incombenze amministrative di colui che organizza eventi con musica live, ma la legge tributaria stabilisce un’esenzione dall’imposizione per chi dichiara di svolgere, nel corso della serata danzante con musica registrata, il 51% di musica live.
Tale discriminazione, nata con l’intento di costituire un incentivo per la musica dal vivo, costituisce un ostacolo posto a totale discapito dei numerosi imprenditori italiani che organizzano eventi di intrattenimento giovanile notoriamente con musica house/elettronica.
Ma è proprio la differenziazione imposta per legge tra la musica live e la musica registrata che oggi non tiene più il passo e rappresenta un anacronismo inaccettabile.
Attualmente, infatti, le tecnologie digitali sono talmente avanzate che consentono al DJ di creare dal vivo nuove composizioni nel momento della loro esecuzione in pubblico. Di conseguenza, seppure in presenza di strumenti differenti da quelli utilizzati dai musicisti si è sempre e comunque di fronte ad un evento musicale artistico e a carattere aggregativo, come nei concerti di musica live.
Perché discriminare l’evento con musica registrata dall’evento live? Perché costringere migliaia di professionisti a dover cessare la propria attività semplicemente perché l’imposta sugli intrattenimenti non consente la sostenibilità economica dell’organizzazione? Perché al Dj deve essere offerto un compenso minore per la propria attività artistica a causa di una imposta che non è prevista per altre tipologie di eventi musicali?
Reputiamo che l’imposta sugli intrattenimenti di musica elettronica sia profondamente ingiusta: non possiamo essere equiparati a chi fa “intrattenimento” con le slot machine e, soprattutto, non possiamo essere costretti ad eludere una imposta semplicemente per fare il nostro lavoro già sottoposto a pesanti prelievi (difatti, l’imposta intrattenimenti non è sostitutiva delle altre imposte, ma sulla stessa si applica altresì l’IVA, e si aggiunge all’imposta sui redditi ) e ai numerosi adempimenti da dover rispettare per il regolare svolgimento dell’evento, come ottenere la concessione delle licenze per il diritto d’autore e dei diritti connessi.
L’imposta sugli intrattenimenti è, altresì, in aperto contrasto con l’art. 401 della Direttiva CEE n. 112/2006, che impone il divieto agli Stati membri di introdurre altre imposte, oltre all’IVA, altri tributi aventi carattere di imposta sul volume d’affari.
Nell’interesse generale di tutti i professionisti del settore, per gli stessi titolari dei diritti sulle opere musicali che vedono diminuire i propri compensi a causa della chiusura delle discoteche, e per gli stessi fruitori di tale forma di intrattenimento
CHIEDIAMO
di firmare la presente petizione on line per l’abolizione dell’imposta sugli intrattenimenti posta a carico degli organizzatori di eventi con ballo, definiti dalla normativa, con musica registrata e per porre fine alla ingiusta e non giustificata discriminazione tra eventi di musica registrata e eventi con musica dal vivo, in quanto tale sperequazione non più sostenibile dal punto di vista sociale, tecnologico e giuridico.
Il problema
E’ notorio che, ormai da tempo, il mondo dell’intrattenimento nei locali da ballo vive un momento di crisi: numerose sono state le strutture in Italia che, negli ultimi anni, hanno dovuto cessare l’attività.
Non è solo a causa della generale crisi economica, anzi.
Chi organizza eventi danzanti con musica registrata sa bene che la propria attività è discriminata rispetto a chi organizza eventi musicali cosiddetti dal vivo. Organizzare un evento musicale con un Dj è, infatti, più oneroso, da un punto di vista amministrativo e tributario, di quanto lo sia uno con un artista che suona dal vivo.
Oggi non è più possibile considerare la musica elettronica, l’unica eseguita nei locali da ballo che offrono intrattenimento danzante ai giovani, come figlia di un Dio minore.
Il DJ è, a tutti gli effetti, un artista e un professionista, al pari dei musicisti e interpreti di musica dal vivo.
L’organizzatore/promoter di eventi danzanti con musica registrata deve rispettare le stesse incombenze amministrative di colui che organizza eventi con musica live, ma la legge tributaria stabilisce un’esenzione dall’imposizione per chi dichiara di svolgere, nel corso della serata danzante con musica registrata, il 51% di musica live.
Tale discriminazione, nata con l’intento di costituire un incentivo per la musica dal vivo, costituisce un ostacolo posto a totale discapito dei numerosi imprenditori italiani che organizzano eventi di intrattenimento giovanile notoriamente con musica house/elettronica.
Ma è proprio la differenziazione imposta per legge tra la musica live e la musica registrata che oggi non tiene più il passo e rappresenta un anacronismo inaccettabile.
Attualmente, infatti, le tecnologie digitali sono talmente avanzate che consentono al DJ di creare dal vivo nuove composizioni nel momento della loro esecuzione in pubblico. Di conseguenza, seppure in presenza di strumenti differenti da quelli utilizzati dai musicisti si è sempre e comunque di fronte ad un evento musicale artistico e a carattere aggregativo, come nei concerti di musica live.
Perché discriminare l’evento con musica registrata dall’evento live? Perché costringere migliaia di professionisti a dover cessare la propria attività semplicemente perché l’imposta sugli intrattenimenti non consente la sostenibilità economica dell’organizzazione? Perché al Dj deve essere offerto un compenso minore per la propria attività artistica a causa di una imposta che non è prevista per altre tipologie di eventi musicali?
Reputiamo che l’imposta sugli intrattenimenti di musica elettronica sia profondamente ingiusta: non possiamo essere equiparati a chi fa “intrattenimento” con le slot machine e, soprattutto, non possiamo essere costretti ad eludere una imposta semplicemente per fare il nostro lavoro già sottoposto a pesanti prelievi (difatti, l’imposta intrattenimenti non è sostitutiva delle altre imposte, ma sulla stessa si applica altresì l’IVA, e si aggiunge all’imposta sui redditi ) e ai numerosi adempimenti da dover rispettare per il regolare svolgimento dell’evento, come ottenere la concessione delle licenze per il diritto d’autore e dei diritti connessi.
L’imposta sugli intrattenimenti è, altresì, in aperto contrasto con l’art. 401 della Direttiva CEE n. 112/2006, che impone il divieto agli Stati membri di introdurre altre imposte, oltre all’IVA, altri tributi aventi carattere di imposta sul volume d’affari.
Nell’interesse generale di tutti i professionisti del settore, per gli stessi titolari dei diritti sulle opere musicali che vedono diminuire i propri compensi a causa della chiusura delle discoteche, e per gli stessi fruitori di tale forma di intrattenimento
CHIEDIAMO
di firmare la presente petizione on line per l’abolizione dell’imposta sugli intrattenimenti posta a carico degli organizzatori di eventi con ballo, definiti dalla normativa, con musica registrata e per porre fine alla ingiusta e non giustificata discriminazione tra eventi di musica registrata e eventi con musica dal vivo, in quanto tale sperequazione non più sostenibile dal punto di vista sociale, tecnologico e giuridico.
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori




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Petizione creata in data 8 gennaio 2015