

Un lavoro per Gerardo e Lucia


Un lavoro per Gerardo e Lucia
Il problema
Ministro Poletti, Lei recentemente ha dichiarato che "Il Reddito di inclusione è il segno di un nuovo approccio alle politiche sociali, fondandosi sul principio dell'inclusione attiva, ovvero sul vincolo di affiancare al sussidio economico misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi. Per quanto riguarda il reinserimento al lavoro, quindi, sarà naturalmente determinante il ruolo dei Centri per l'impiego che potranno contare su 600 ulteriori unità di personale che, nella prospettiva di attuazione del REI, avranno il compito, in collaborazione con i servizi sociali del territorio, di favorire il collocamento al lavoro delle persone più deboli".
Mi dica allora cosa deve fare questa famiglia affinchè riesca a collocare al lavoro anche uno solo dei due coniugi. Lei immagino che sappia quanto la disabilità incida sulla stabilità di un nucleo familiare. Giulia è una ragazza speciale e sono speciali i genitori che la stanno accompagnando nel suo percorso di vita. Ma tutto costa, i medici, le visite, la fisioterapia. Tutto ha un prezzo. Lucia Selliti e Gerardo Giovine chiedono da anni un lavoro, qualunque lavoro, purchè onesto. Cosa devono fare oltre presentare curriculum, rivolgersi alle Agenzie di Lavoro, frequentare corsi di formazione specifica per il reinserimento al lavoro, essere disponibili a spostarsi ovunque, cosa devono fare oltre a questo?
Se il Centro per l'Impiego ha un ruolo determinante perchè così non è stato per loro? Forse l'unica speranza per essere ricollocato sta nell'essere una delle 600 ulteriori unità di personale?
Lucia e Gerardo chiedono solo questo: lavorare.

Il problema
Ministro Poletti, Lei recentemente ha dichiarato che "Il Reddito di inclusione è il segno di un nuovo approccio alle politiche sociali, fondandosi sul principio dell'inclusione attiva, ovvero sul vincolo di affiancare al sussidio economico misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi. Per quanto riguarda il reinserimento al lavoro, quindi, sarà naturalmente determinante il ruolo dei Centri per l'impiego che potranno contare su 600 ulteriori unità di personale che, nella prospettiva di attuazione del REI, avranno il compito, in collaborazione con i servizi sociali del territorio, di favorire il collocamento al lavoro delle persone più deboli".
Mi dica allora cosa deve fare questa famiglia affinchè riesca a collocare al lavoro anche uno solo dei due coniugi. Lei immagino che sappia quanto la disabilità incida sulla stabilità di un nucleo familiare. Giulia è una ragazza speciale e sono speciali i genitori che la stanno accompagnando nel suo percorso di vita. Ma tutto costa, i medici, le visite, la fisioterapia. Tutto ha un prezzo. Lucia Selliti e Gerardo Giovine chiedono da anni un lavoro, qualunque lavoro, purchè onesto. Cosa devono fare oltre presentare curriculum, rivolgersi alle Agenzie di Lavoro, frequentare corsi di formazione specifica per il reinserimento al lavoro, essere disponibili a spostarsi ovunque, cosa devono fare oltre a questo?
Se il Centro per l'Impiego ha un ruolo determinante perchè così non è stato per loro? Forse l'unica speranza per essere ricollocato sta nell'essere una delle 600 ulteriori unità di personale?
Lucia e Gerardo chiedono solo questo: lavorare.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 13 aprile 2017