Negare ad un figlio l'amore di una madre. USA: Diritti a senso unico

0 hanno firmato. Arriviamo a 15.000.


Milano, accusata di aver sottratto il figlio: "Io, madre, cancellata dalla giustizia Usa"

"Chiedo che il mio bambino sappia che lo amo".

Oltreoceano rischia il carcere

Sa di non poterlo raggiungere e abbracciare. Ma vorrebbe almeno che suo figlio sapesse che lei gli vuole bene e gliene vorrà per sempre. Per questo, si è rivolta a un avvocato. Il sogno di Elisabetta è che, grazie alla giustizia italiana e attraverso i canali diplomatici, il suo messaggio d'amore possa volare oltre l'Atlantico, fino agli Stati Uniti. "Il mio bambino ha 11 anni e vive con il padre in Georgia, non lo vedo dal 2014 - dice Elisabetta Tugnolo, 51 anni, cittadina italiana e statunitense - il divorzio è stato molto doloroso, e per la giustizia americana tre anni fa ho perso il diritto di essere madre. Chiedo solo che il mio piccolo sappia che lo penso ogni giorno e che non vedo l'ora di poterlo riabbracciare, quando sarà maggiorenne e potrà venire in Italia. Non vorrei che pensasse che sono scappata da lui. Lo adoro e penso a lui ogni giorno, ogni ora".

Elisabetta ha lasciato gli Stati Uniti nel 2014, dopo che un tribunale della Georgia l'ha condannata per sequestro di minore, dichiarandola decaduta dalla responsabilità genitoriale. Divorziata dal marito poliziotto già dal 2011, si era infatti trasferita con i figli nei sobborghi di Seattle, nello stato di Washington, "senza dare opportuna notifica" all'ex marito. Lei si difende, sostenendo di avere "comunicato il trasferimento al suo avvocato, sia per email sia per posta". Il giudice non lo ha ritenuto sufficiente, obbligandola fra l'altro a pagare spese di mantenimento al figlio, che non può più incontrare. Se entrasse negli Stati Uniti Elisabetta verrebbe probabilmente arrestata. E in ogni caso non avrebbe diritto a sapere dove viva oggi il bambino.

Ora Elisabetta si è rivolta all'avvocato milanese Laura Cossar, per capire cosa si possa fare dall'Italia. "La mia assistita si rende conto della complessità della situazione, per lei è fondamentale sapere che il figlio sta bene e che non pensi di essere stato abbandonato. Faremo ogni tentativo, anche tramite i canali della diplomazia internazionale, per favorire una graduale ripresa dei contatti", dice Cossar.

"Sono consapevole di non avere possibilità di potere vedere il mio bambino, per la giustizia americana. Ma voglio che sappia che lo aspetto, come ho aspettato sua sorella". La figlia maggiore di Elisabetta Tugnolo e dell'ex marito poliziotto oggi ha 22 anni. Vive in California con il suo compagno. "Da tempo ha troncato i rapporti con il padre - dice Elisabetta - per questo non posso chiedere a lei di portare la mia parola al suo fratellino". Da quando è maggiorenne, e può espatriare liberamente dagli Stati Uniti, la figlia di Elisabetta le ha fatto visita in Italia. Alcune belle fotografie recenti mostrano le due donne sorridenti, che insieme fanno le turiste nelle città d'arte. L'augurio di Elisabetta è che il figlio possa un giorno fare lo stesso.

"Io gli ho insegnato a parlare e a camminare - dice - ero con lui quando gli sono spuntati i primi dentini, quando ha fatto la prima partita di football, quando ha pescato il primo pesce. Insieme alla sorella, è tutta la mia vita. Temo che il padre possa avergli raccontato che sono scappata perché non volevo più stare con lui. Oppure che sono morta. Invece sono qui, sono viva, e vivo per lui. Se sono tornata in Italia è perché negli Stati Uniti rischiavo il carcere e avevo perso lo status giuridico di madre".

Elisabetta, nata in Veneto nel 1966, ha conosciuto l'uomo che avrebbe poi sposato quando entrambi erano molto giovani. Lei studentessa, lui militare in una base americana vicino a Chioggia. I due si sono presto trasferiti a vivere insieme in Georgia, e nel 1988 si sono sposati. Lui negli anni ha sempre fatto il poliziotto, lei ha cambiato vari mestieri. Prima impiegata in un centro commerciale, poi in un hotel, quindi hostess per compagnie aeree. Infine, agente immobiliare. Dopo la nascita del secondo figlio sono cominciati i problemi nella coppia, fino al divorzio, con lei che rinfacciava al marito storie al di fuori del matrimonio.

Dall'articolo di Repubblica del 2 Settembre 2017: http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/09/02/news/minori_contesi_usa_milano-174464886/

AIUTATECI: NON PUO' ESSERE NEGATO AD UN FIGLIO L'AMORE DI UNA MADRE O DI UN PADRE PER UN CONFLITTO CONIUGALE.



Oggi: Massimiliano conta su di te

Massimiliano Tugnolo ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: Negare ad un figlio l'amore di una madre. USA: Diritti a senso unico". Unisciti con Massimiliano ed 11.059 sostenitori più oggi.