

Puglia “LIBERA” dalla TRATTA e dallo SFRUTTAMENTO- Appello a favore del Progetto “LIBERA”


Puglia “LIBERA” dalla TRATTA e dallo SFRUTTAMENTO- Appello a favore del Progetto “LIBERA”
Il problema
Per una Puglia “LIBERA” dalla TRATTA
In Puglia le vittime di tratta e grave sfruttamento sono
ABBANDONATE
Appello a favore del Progetto “LIBERA”
La riduzione in schiavitù e servitù e la tratta di esseri umani rappresentano la più odiosa violazione di diritti umani universali e dei diritti delle donne. Le donne e gli uomini che la subiscono vivono una violenza indicibile che obbliga gli Stati e tutte/i noi al contrasto delle organizzazioni criminali di trafficanti e alla tutela delle vittime.
I progetti “Libera” e “Libera-Percorsi integrati per l’individuazione e l’accoglienza di persone ridotte o mantenute in schiavitù e in servitù”[1], dal 2000 assicurano alle vittime di tratta e dei reati di riduzione e mantenimento in schiavitù e servitù, nei territori di Lecce, Brindisi e Taranto, la “co-realizzazione di percorsi di autonomia e autorealizzazione dentro un sistema di accoglienza fondato sulla democrazia delle relazioni”.
Per le donne migranti trafficate a scopo di sfruttamento sessuale e/o lavorativo, vuol dire avere “una stanza tutta per sé”, un luogo accogliente e sicuro dentro il quale trovare se stesse/i e riorganizzare la propria vita.
Per gli uomini migranti, sfruttati nei campi, nell’industria, nei tanti settori dell’economia sommersa, vuol dire uscire dai ghetti fisici e mentali dello sfruttamento.
Sono donne e uomini che hanno contribuito a rendere più sicuro il nostro territorio: con le loro coraggiose denunce hanno permesso di fermare organizzazioni criminali di trafficanti e di sfruttatori presenti sul nostro territorio.
Ora, il progetto “Libera” chiude!
Formalmente per la sincronia di una serie di fattori: la riforma delle Province, il passaggio di funzioni alla Regione, lo sganciamento operato dalla ministra Madia tra personale e funzioni, la Provincia di Lecce che non una parola ha speso per difendere il suo progetto e la sua stessa storia di accoglienza, la Regione Puglia assente.
Un assurdo disinteresse politico e umano del tutto ingiustificato visto tra l’altro che i progetti “Libera” vivono con fondi del Dipartimento per le Pari Opportunità.
La messa in mobilità coatta delle operatrici lascerà le donne e gli uomini vittime di tratta e grave sfruttamento senza alcun riferimento.
Nessuno/a si è posto il problema di dove andranno, cosa faranno, che ne sarà delle persone attualmente in carico quando tutto il personale se ne sarà andato.
Che ne sarà del Centro Antiviolenza e di Accoglienza, delle case rifugio, delle attività di individuazione, pronto intervento, accoglienza, regolarizzazione, inserimento lavorativo, ecc. in corso? Delle tante donne prostituite sulle strade e in appartamento? Delle migranti che lavorano nelle nostre campagne sfruttate e abusate fisicamente e sessualmente?
In un momento in cui in Puglia si dovrebbero unire tutte le forze per potenziare la lotta ai trafficanti e agli sfruttatori, per rafforzare i sistemi di emersione, protezione sociale e la tutela delle vittime, cosa si fa?
SI CHIUDE!
UN REGALO A TRAFFICANTI E CAPORALI
UN OLTRAGGIO ALLE VITTIME
A differenza di altre Regioni che hanno organizzato per tempo sistemi regionali antitratta[2], la Regione Puglia, non ha fatto questa scelta e, nel recente disegno di legge di riordino delle funzioni non fondamentali delle Province, NON DEDICA UN SOLO PENSIERO ALLA TRATTA E ALLO SFRUTTAMENTO DI ESSERI UMANI IN PUGLIA e di fatto ABBANDONA a se stesse le vittime chiudendo dopo 16 anni l’unico presidio antitratta a sud di Bari, un territorio che tanto traffico di esseri umani ha visto e continua a vedere.
Con questo appello chiediamo il vostro sostegno perché il progetto “Libera” continui ad esistere, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano se ne assuma la responsabilità e individui soluzioni immediate e non più rinviabili.
[1] Entrambi i progetti sono finanziati dal Dipartimento per le pari opportuni con il cofinanziamento della Provincia di Lecce che è l’ente promotore e attuatore.
[2] http://www.osservatoriointerventitratta.it/?page_id=435
http://www.osservatoriointerventitratta.it/?page_id=433

Il problema
Per una Puglia “LIBERA” dalla TRATTA
In Puglia le vittime di tratta e grave sfruttamento sono
ABBANDONATE
Appello a favore del Progetto “LIBERA”
La riduzione in schiavitù e servitù e la tratta di esseri umani rappresentano la più odiosa violazione di diritti umani universali e dei diritti delle donne. Le donne e gli uomini che la subiscono vivono una violenza indicibile che obbliga gli Stati e tutte/i noi al contrasto delle organizzazioni criminali di trafficanti e alla tutela delle vittime.
I progetti “Libera” e “Libera-Percorsi integrati per l’individuazione e l’accoglienza di persone ridotte o mantenute in schiavitù e in servitù”[1], dal 2000 assicurano alle vittime di tratta e dei reati di riduzione e mantenimento in schiavitù e servitù, nei territori di Lecce, Brindisi e Taranto, la “co-realizzazione di percorsi di autonomia e autorealizzazione dentro un sistema di accoglienza fondato sulla democrazia delle relazioni”.
Per le donne migranti trafficate a scopo di sfruttamento sessuale e/o lavorativo, vuol dire avere “una stanza tutta per sé”, un luogo accogliente e sicuro dentro il quale trovare se stesse/i e riorganizzare la propria vita.
Per gli uomini migranti, sfruttati nei campi, nell’industria, nei tanti settori dell’economia sommersa, vuol dire uscire dai ghetti fisici e mentali dello sfruttamento.
Sono donne e uomini che hanno contribuito a rendere più sicuro il nostro territorio: con le loro coraggiose denunce hanno permesso di fermare organizzazioni criminali di trafficanti e di sfruttatori presenti sul nostro territorio.
Ora, il progetto “Libera” chiude!
Formalmente per la sincronia di una serie di fattori: la riforma delle Province, il passaggio di funzioni alla Regione, lo sganciamento operato dalla ministra Madia tra personale e funzioni, la Provincia di Lecce che non una parola ha speso per difendere il suo progetto e la sua stessa storia di accoglienza, la Regione Puglia assente.
Un assurdo disinteresse politico e umano del tutto ingiustificato visto tra l’altro che i progetti “Libera” vivono con fondi del Dipartimento per le Pari Opportunità.
La messa in mobilità coatta delle operatrici lascerà le donne e gli uomini vittime di tratta e grave sfruttamento senza alcun riferimento.
Nessuno/a si è posto il problema di dove andranno, cosa faranno, che ne sarà delle persone attualmente in carico quando tutto il personale se ne sarà andato.
Che ne sarà del Centro Antiviolenza e di Accoglienza, delle case rifugio, delle attività di individuazione, pronto intervento, accoglienza, regolarizzazione, inserimento lavorativo, ecc. in corso? Delle tante donne prostituite sulle strade e in appartamento? Delle migranti che lavorano nelle nostre campagne sfruttate e abusate fisicamente e sessualmente?
In un momento in cui in Puglia si dovrebbero unire tutte le forze per potenziare la lotta ai trafficanti e agli sfruttatori, per rafforzare i sistemi di emersione, protezione sociale e la tutela delle vittime, cosa si fa?
SI CHIUDE!
UN REGALO A TRAFFICANTI E CAPORALI
UN OLTRAGGIO ALLE VITTIME
A differenza di altre Regioni che hanno organizzato per tempo sistemi regionali antitratta[2], la Regione Puglia, non ha fatto questa scelta e, nel recente disegno di legge di riordino delle funzioni non fondamentali delle Province, NON DEDICA UN SOLO PENSIERO ALLA TRATTA E ALLO SFRUTTAMENTO DI ESSERI UMANI IN PUGLIA e di fatto ABBANDONA a se stesse le vittime chiudendo dopo 16 anni l’unico presidio antitratta a sud di Bari, un territorio che tanto traffico di esseri umani ha visto e continua a vedere.
Con questo appello chiediamo il vostro sostegno perché il progetto “Libera” continui ad esistere, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano se ne assuma la responsabilità e individui soluzioni immediate e non più rinviabili.
[1] Entrambi i progetti sono finanziati dal Dipartimento per le pari opportuni con il cofinanziamento della Provincia di Lecce che è l’ente promotore e attuatore.
[2] http://www.osservatoriointerventitratta.it/?page_id=435
http://www.osservatoriointerventitratta.it/?page_id=433

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 20 aprile 2016