Divieto di detenzione in catena

Il problema

L'uso della catena, oltre a impedire agli animali di mettersi in salvo nel caso di calamità e incendi, compromette in ogni caso la libertà di movimento degli animali con grave danno e pericolo per la loro salute anche psichica e per la loro vita.

Il cane è, infatti, un animale altamente sociale e si realizza pienamente solo quando è parte di un gruppo. Ma legato alla catena ne è escluso e costretto a una vita innaturale poiché non può esprimere la sua relazionalità e socievolezza.

Purtroppo si tratta di un fenomeno ancora tollerato in molte zone d'Italia, di cui non è difficile comprendere la gravità: centinaia di animali costretti a una vita interrotta, prigioniera, sottoposti a stress e sofferenza, e a seri rischi di incolumità!

 

Al dramma degli animali morti perché legati alla catena va aggiunta l'impossibilità, riscontrata dalle squadre di volontari impegnati nelle ricerche di animali superstiti, di ricongiungere i cani smarriti ai legittimi proprietari, a causa della mancata microchippatura degli animali. Un fenomeno ancora troppo diffuso nella zona, per cui chiediamo alle istituzioni, Comuni e ASL in primis, di farsi promotori di campagne di microchippatura ad hoc.

 

Il divieto di detenere i cani alla catena è peraltro previsto dalla proposta di Regolamento per la Tutela degli Animali frutto di un accordo tra ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente.

 

I SINDACI EMANINO DA SUBITO UN'ORDINANZA DI DIVIETO DI DETENZIONI A CATENA!

 

Firma anche tu.

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luana bonitoPromotore della petizione
Questa petizione aveva 760 sostenitori

Il problema

L'uso della catena, oltre a impedire agli animali di mettersi in salvo nel caso di calamità e incendi, compromette in ogni caso la libertà di movimento degli animali con grave danno e pericolo per la loro salute anche psichica e per la loro vita.

Il cane è, infatti, un animale altamente sociale e si realizza pienamente solo quando è parte di un gruppo. Ma legato alla catena ne è escluso e costretto a una vita innaturale poiché non può esprimere la sua relazionalità e socievolezza.

Purtroppo si tratta di un fenomeno ancora tollerato in molte zone d'Italia, di cui non è difficile comprendere la gravità: centinaia di animali costretti a una vita interrotta, prigioniera, sottoposti a stress e sofferenza, e a seri rischi di incolumità!

 

Al dramma degli animali morti perché legati alla catena va aggiunta l'impossibilità, riscontrata dalle squadre di volontari impegnati nelle ricerche di animali superstiti, di ricongiungere i cani smarriti ai legittimi proprietari, a causa della mancata microchippatura degli animali. Un fenomeno ancora troppo diffuso nella zona, per cui chiediamo alle istituzioni, Comuni e ASL in primis, di farsi promotori di campagne di microchippatura ad hoc.

 

Il divieto di detenere i cani alla catena è peraltro previsto dalla proposta di Regolamento per la Tutela degli Animali frutto di un accordo tra ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente.

 

I SINDACI EMANINO DA SUBITO UN'ORDINANZA DI DIVIETO DI DETENZIONI A CATENA!

 

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Petizione creata in data 30 agosto 2021